[Dal 29 luglio al 1 settembre 2013 Le parole e le cose osserverà una pausa estiva; la programmazione regolare riprenderà il 2 settembre 2012. Durante questo periodo, per non lasciare soli i nostri lettori, pubblicheremo dei video, delle interviste, delle fotografie e delle playlist. L’immagine di copertina non verrà cambiata regolarmente].

2 thoughts on “Due concezioni del desiderio: René Girard e Gilles Deleuze

  1. Il desiderio e la democrazia secondo Nancy
    l’autorità della democrazia deriva dal desiderio, quel desiderio che si caratterizza come potenza d’essere tutti insieme, tutti e ognuno, una comunità. La rinuncia ad identificarsi con un’autorità, che ha smesso di essere riconosciuta in quanto tale, sia essa il Padre, un Dio, una Nazione, una Repubblica e perfino la Democrazia, non porta con sé alcuna contraddizione, dato che l’essenziale resta l’essere-insieme. «La democrazia non ha sufficientemente capito che doveva essere anche “comunismo”, in qualche modo, perché altrimenti non sarebbe stata che gestione delle necessità e dei compromessi, priva di desiderio, cioè di spirito, di soffio, di senso». Questa provocazione tende a sottolineare come ci sia stata una deriva dell’essere-insieme; non va dunque inteso come un appello ad un ritorno dell’esperienza sovietica, ma a ciò che stava alla base, al fondamento di quell’esperienza, l’ideale della comunità, di ciò che noi tutti, noi e gli altri, abbiamo in comune e mettiamo in comune, la comunità come centro e direzione degli interessi del vivere insieme. «Democrazia vuol dire che né la morte né la vita valgono in sé stesse, ma che vale solo l’esistenza condivisa», torna dunque a farsi sentire anche in questo saggio l’eco delle parole spese attorno al tema della comunità negli anni ’80. La democrazia, secondo Nancy, non è una forma politica tra le altre, essa è spirito ancor prima di essere forma, e questo spirito che cos’è se non quello dell’uomo che supera infinitamente l’uomo, il rapporto dell’uomo con l’aperto in quanto tale? Esiste dunque all’interno della democrazia una componente incalcolabile che travalica ogni valore, sia esso politico, sociale o religioso. In un mondo come il nostro, dove tutto ha un prezzo, Nancy ci ricorda come nel cuore della democrazia, esiste qualcosa, il senza-valore, che per sua stessa natura non può essere calcolato. Questa parte è quella che riguarda l’arte, l’amore, l’amicizia, il pensiero, il sapere e l’emozione.
    Nancy è forse uno dei filosofi più attuali, più fluidi, che riflette su tutto senza schemi mentali, meditando sull’essere e sull’essere noi. E riflettendo anche sull’amore l’arte la poesia.

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