Le parole e le cose

Letteratura e realtà

i camminatori

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cropped-IMG_0011-TESTA-N1.jpgdi Italo Testa

[Queste poesie fanno parte di i camminatori, pubblicato qualche settimana fa da Valigie Rosse e vincitore del Premio Ciampi 2013. Dal libro è stato tratto anche un video che potete vedere in fondo a questa scelta di testi].

camminano
rasenti ai muri
sugli autobus
si siedono tra i primi
non parlano
tenendosi le mani
si voltano
di scatto a un tratto
ti guardano
gli occhi grigi
campeggiano
poi scartano di lato
si alzano
serrando i pugni
e scendono

*

ho provato a parlargli
si bloccano
all’istante sul posto
non sembrano
sentirti o non rispondono
rimangono
perfettamente fermi
e fissano
sempre lo stesso punto
immobili
come se niente fosse
aspettano
il momento opportuno
e ripartono
un passo dietro l’altro
riprendono
a un ritmo lento
monotono

*

nel traffico
procedono sicuri
gli ostacoli
li scansano veloci
ma vigili
le mani lungo i fianchi
si muovono
senza guardarsi intorno
e puntano
sempre in avanti
come aghi orientati
misurano
magnetici le strade

*

si sporgono
agli incroci
come allertati
è un attimo
i tratti duri
si tendono
pronti a scattare
a un ordine
un cenno convenuto
se aspettano
qualcuno un segnale
un codice
per ripartire
se pensano
sempre a qualcosa
o fingono

*

ho provato a guardarli
fissandoli
parandomi di fronte
strabuzzano
meccanici gli occhi
si scansano
come di fronte
a un ostacolo
un muro imprevisto
aggiustano
la loro traiettoria
ti affiancano
senza mai dire nulla
e rigidi
in linea retta
ti passano

 

[Immagine: Riccardo Bargellini, Immagini per i camminatori di Italo Testa (Valigie Rosse 2013)].

 

5 commenti

  1. Una scrittura interessante… L’opera di Italo testa progredisce in modernità, necessità, oltre che in stile. Queste azioni cadenzate alla terza persona plurale, in un contesto urbano, mi hanno ricordato Cecità di Saramago…

  2. Esperimento stilistico necessario e non senza peso, ci ritornerò. Già letto il libro

  3. Viva! Salute a Italo, alla sua scrittura in “cammino”, a Valigie Rosse, al grande Barge!

  4. “Ritmo lento” e “monotono”, metrica e sintassi vi cooperano perfettamente e certo non si dà forma più omologa ai contenuti presentati.
    Ho dei dubbi, tuttavia, sulla necessità di una poesia di questo tipo. La necessità di uno sguardo, innanzitutto, che mi sembra stare a metà tra Fiori (ma meno penetrante) e il Mazzoni dei Mondi (ma meno lucido), che sciorina al lettore un discreto campionario dei luoghi comuni sull’individuo automizzato e monadico: “non parlano”, “gli occhi grigi”, “pensano / sempre a qualcosa / o fingono”, “strabuzzano / meccanici gli occhi”, “ti affiancano / senza mai dire nulla”, ecc. E se l’io *che sa* li interpella, cerca un contatto, loro, ovviamente, “non sembrano / sentirti o non rispondono”, “si scansano”.

  5. di italo testa notevole anche il saggetto sui cancelli, in uscita nel pieghevole collettivo “metamorfosi del paesaggio italico”, ed. baghetta.

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