cropped-twombly-07.jpgdi Alessandro Raveggi

[Twomblies è una sezione della raccolta inedita Nominazioni di Alessandro Raveggi. Raccoglie testi ispirati dalla mostra “Paradise”, dedicata alle opere di Cy Twombly, e curata da Julie Sylvester e Philip Larratt-Smith alla Fundación Jumex Arte Contemporáneo di Città del Messico, 2014].

Su “Libation of Priapus” (1982)

priapus raveggi I.
Un mostro.

Quel gran gorgo sfilacciato e maligno
……….che ci prende alla calura
sulla fronte mia e tu
……….è la colpa infetta, grondante
delle consuete cene e pranzettini appuntati
……….siamo comunque sempre uniti
nella libagione dei nostri ocelli
……….solo che il grondare di quel mostro peloso
ci preoccupa eccome
coi suoi occhietti sornioni altrove,
il suo abbraccio
……….in mezzo al petto delle confidenze
la rabbia assoluta di un Ferragosto
passato ad arrivare quasi ad uccidere.

Cosa vorrà mai quel mangiatutto?
Cosa vorremmo noi l’un dell’altro mangiarsi?

Un gorgo di domande è questo,
noi braccati dal mostro distratto.

II.
Su “Blue room” (1957)

Bluer room raveggi
Han scritto più volte
……….sulla pelle dei bimbi
che l’innocenza non si paga
non si paga sottolineato
……….finché gli han ridotti, come qui,
a sfilacciati circuiti
delle proprie ragioni,
……….messi a castigo tra le pennellate.
Sulla pelle universale di un bimbo
al centro del gioco
rimane un cimitero allegro
……….di furori fatui,
ciglia sbigottite che si spiumano,
crocine flebili
che disegnano il ricatto impossibile.
Noi adulti imbambolati
……….da questa schiera
abbiamo inventato l’innocenza per ogni volta
stuprarla, ogni volta farla a pezzi
di ragioni e ragioni e ragioni
tutte nostre, tutte rosse
squillanti ragioni.

*

III.
Su “Ferragosto, I, 1961 Roma”

Ferragosto Raveggi

I corpi
04/09/2014

Questa è la scena, al contrario:
i corpi tutti lì
protesi dopo il crash
la notizia giunge all’occhio
……….fatto protagonista
all’Occhio
che, vorace, col Ciuffo,
s’inzacchera tutto della scena radicale:
– Sarò arrivato primo alla tragedia? –
inorgoglisce.
Si attornia d’altri organi più sanguigni più sciupati
s’avvicinano pretenziosi, impettiti
è una di quelle cose inumane
che accadono quando si sta a crogiolarsi dell’umanità
per troppo tempo, a succhiarla
fino alla ventresca
……….con l’occhio che gronda
con l’Occhio che cerca
……….con l’Occhio che guarda l’Orrore,
l’Orrore protagonista suo malgrado
e solo registra
i casi più eclatanti da comunicare
con vivido scalpore.
(L’hai vista, la scena, l’incidente?
Ora puoi tornare a casa,
……….organo salvo, spugna prosciugata di vita.)

*

IV.
Su “Ferragosto II, Roma 1960

Ferragosto II Raveggi

Il corteo storico delle umane glorie
abbisogna di rose che scoppiano
……….di rose che scalpitano
di schiaffi in faccia
il corteo delle industria di latta
che scorre ora vivido sotto al naso
……….il corteo
delle corazze, delle pentole
per mettere a ballare le genti
è piuttosto candente,
……….cade camminando
a brani infuocati
……….il corteo delle efferatezze
si scarabocchia sulla pelle
dell’infanzia, così che
i babbi giochino a fare la storia
mentre i figlioli solo la sognino
la fischiettino,
per poi prenderla in faccia, lo schiaffo, la rosa,
il testimone spinoso tra le generazioni.

……….Giù, uno schiaffo, e poi un altro,
……….giù, una scena di schiaffi, di umane glorie
prese e pagate a schiaffoni, è questo
lo scambio simbolico.

*

V.
Su “Ferragosto V, 1961 Roma”

Ferragosto V Raveggi
Un olocausto pieno di neve

Neve ha inzuppato sé
delle nostre zampe sanguinanti
il cammino che abbiamo fatto assieme
ha davanti a sé grosse premonizioni
……….corri e sotto il suolo
……….che ti si sfa per te tra le gambe,
……….corri
perché ci sono quei grandi vecchi depositari di…
……….che ti braccano,
un uomo e una donna pitturati
siamo di fronte all’olocausto digrignato
un uomo e una donna pitturati
dalla troppa smania di essere
mentre il vento, la tempesta, la tempera
spiegano le pattuglie degli anziani
venute dalle province sature e
infiammabili al contatto con l’ossigeno.

Quando noi ci siamo voltati,
……….di spalle, ora siamo davanti
ci fregano con le loro fiammate in bocca,
le loro grida roboanti,
……….non ci si può fare niente:
“La storia arriva prima o poi per tutti!
La memoria arriva prima o poi per tutti!”
è quello che sbraitano
contro un uomo e una donna pitturati.

Noi pitturati babbini e mammine,
lo si sapeva della truffa dell’oblio,
dell’amore da giovani sotto il sole, le escoriazioni, eccetera.
Solo che si correva,
……….solo che la neve era rossa, non frizzava,
……………..solo che si correva, e quell’olocausto
era solo gentilmente sognato
come tutto sommato una liberazione.

*

VI.
Su “Hero and Leander (To Christopher Marlowe)”, 1985

Hero Raveggi

 

Il vetro della verità

La verità, certo, è la verità
che ha imposto un vetro opaco
un plexiglass invernale rigido
su quello che chiamiamo impeto
errore, incomprensioni, faide:
come avesse messo un perché generico,
una chiave di volta
……….il bullone magico
ad una prospettiva ucraina
ad una dilavazione slava
in quelle lande ideali dove corpi
sfilati e spaparanzati,
ora viola e ossuti, blu di sangue,
……….stanno diacci senza più divinità
lì bruciati a terra dal vento,
assiderati dai loro simili e congetture,
come fossero ad Est, ma qui al centro
del declino occidentale.

(Come notori cavalli malapartiani,
che diventano estrema asserzione
arte umana che si fa fuori da sé,
nell’estinzione dello sguardo)

C’accostiamo a quel vetro,
essendo noi già predisposti alla divisione,
……….e ci soffiamo sopra, ci ansimiamo
scopando sopra,
su quel vetro posto lì dalla verità,
vergini e pallidi,
pronti al macello delle divisioni,
mentre la rugiada sgoccia sugli occhi
dei corpi, dei tranci,
oltre il plexiglass.

*

VII.
Su “Ferragosto, III, 1961”

Ferragosto III bis

 

L’aristocrazia (un sogno)

E poi c’è questo gran ballo
come al Cremlino
……….tutti noi risognati in una middle class
siamo ricoperti di piume
e s’intravede un gorilla, nitido,
ma nessuno pare avvedersi della bestia
perché sta nel mucchio, fa massa
nel tappeto di piumaggi e spille
perché ha un piglio deciso lui
perché mostra i denti bianchissimi lui
irride la folla di sagacia
in quel gran ballo al Cremlino
c’è una dama russa con lui
dal petto sfondato dal tumore
una certezza di morte sul suo viso
che scende giù per l’esofago viola
un legame chissà perché e per come
indispensabile con il gorilla
che mostra i denti e batte il petto
……….è l’energumeno del nostro risentimento
che è pieno di gagliardetti al petto
la condensazione dell’aristocrazia
……….rispetto a noi middle class
al ballo, al bagno di piume
il gorilla è il tempo che
il tempo irreperibile del bel vivere
e pensiamo tutti:
“A cosa serve più l’aristocrazia,
se non a ballare, a versare del gin
i bicchieri migliori? A far gli aperitivi?”,
mentre l’ominide deformato
rimane nel quadro, fermo e irride
……….il nostro sogno di famiglia felice, estinta
spiumata dinastia di classe dimidiata,
noi che elemosiniamo al momento attenzione,
più piume, più social connessioni.

[Immagine: Cy Twombly, Blossoms (gm)].

 

5 thoughts on “Twomblies

  1. Se il pittore è riuscito a provocare queste emozioni nel poeta, ha raggiunto il suo obbiettivo.
    I versi sono piacevoli, i dipinti molto meno.
    Quello che rimarrà un mistero è il perché questi dipinti sono stati sopravvalutati in questo modo.
    Ma il mercato dell’arte non è nuovo a queste operazioni.

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