cropped-d3d8dc6e8c40119b429da2ba3ac6b503.jpgdi Laura Pugno

[La serie obliqua è tratta da L’alea, inedito. La prima stesura di questi testi è stata anticipata nella plaquette cucita a mano Rosabianca, della non-editrice Cuoreinverso, di Tiziana Cera Rosco, 2014].

1.

senti
la rosa bianca
muoversi nel corpo,
dove non possibile sbocciare

il corpo si solleva poi ricade,
l’alea il gesto il guardare,

la luce,
la luce,
…………attraversando il corpo attraversata

 

2.

e solo, solo
per il nodo della forma
(dove si tiene)
………………………………….la rosa
bianca………………………. ancora
si nasconde,

…………………………trova il varco
bersaglio che diviene la parola –

3.

i diventati nella rosa
i bianchi
i convocati alla bellezza
dopo di loro, i morti

 

4

– e la rosa ritorna
colore del latte sbocciato
forma chiusa che apre:

il seme di rosa,
in acqua, al freddo
il seme, non la stagione

 

5.

poi, diventerà ciliegio,
tutti diventeranno girasole

 

6.

e, sopra tutto il sole a chiazze –

– le macchie solari,

la rosa nelle mani così bianche,
i fantasmi? –

dici, il fantasma venuto

 

7

dice, è detto: “bellissima, bellissima
quella che viene col lasciapassare,
quella che ha i cani
al guinzaglio”,

la rosa di sabbia
la forma

 

8.

sta per finire,
quando si rompe
(rosa)
decide del passato, è di nuovo
bocciolo e sfiorata,
che chiude tutto il bianco, chiude e apre

 

9.

la rosa da ogni petalo, mille

lingua che si muove appena,
dice appena,
sole parole, tutto quello,

vai nel bosco, non tornare, torna
vai nel bosco, non tornare
torna

[Immagine: Cy Twombly, Blossoms (The Rose Series) (gm)].

 

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