cropped-Bernasconi.jpga cura di Massimo Gezzi

[Con Yari Bernasconi (Lugano 1982) la rubrica dedicati ai nuovi poeti nati negli Ottanta e Novanta raggiunge la quattordicesima tappa. Bernasconi, studioso e curatore di Orelli, ha esordito come poeta nel 2009 con il libretto Lettera da Dejevo (Alla chiara fonte), a cui nel 2012 è seguita la silloge Non è vero che saremo perdonati, contenuta nell’XI Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos). In primavera, per Casagrande, uscirà Nuovi giorni di polvere, il suo primo libro organico di versi. Presento una scelta di testi editi e inediti].

Dici che abbandonando i caseggiati
avevano rotto tutto, i russi: raschiato
i pavimenti non crollati,
abbattute le finestre e le porte,
sradicate le tubature, le sale scoperchiate
con le stanze, i corridoi.

Nell’ombra, però, sotto i segni
di propaganda, un muretto si tiene
in piedi, quasi fiero.
Come in attesa di un’esecuzione.

* * *

Conversazione con Tosca (frammento)

«Un giorno bombardarono le baracche dove stavamo.
Io ritornavo da un colloquio col mio vestito bello,
l’unico, e una giacchetta beige. Scarponcini puliti.
Cominciammo a scavare, a cercare nel fango
la nostra roba. Ma tutto era stato inghiottito.
Io sembravo un pulcino, tra le macerie:
un punto bianco. Alla fine, sporca e ricoperta di terra,
chiamai mio padre. Non avevamo ritrovato nulla.
In quel momento ci appartenevano soltanto
le nostre ossa».

* * *

Cartolina notturna

Abbiamo attraversato queste strade asfaltate
e questi angoli di luce. Abbiamo preso mille volte
lo stesso, identico viale: le piante, i fiori, i rampicanti
sulle grate, gli uccelli. Ci hanno presi per mano.
Ci hanno insegnato a camminare: a partire, a tornare.
Ci hanno presi in disparte, dolcemente, per raccontarci
i loro errori, la coscienza e le inutili speranze.
E ancora: la vergogna e la fiducia
di chi ha sbagliato rotta ma ha già trovato
un nuovo litorale da seguire.

…………………………………………Qui, in questa città
di finestre e giardini, dove ogni vicolo ha il suo nome,
un padre è rimasto da solo. Non lo sa ancora,
ma suo figlio è fuggito, è salito e salito troppo in alto,
oltre ripide scale di cemento.

Non per questo è cambiato molto: è notte,
è morto un uomo e i lampioni continuano a indicare
quella solita via di fuga che noi non prenderemo.

* * *

Clifden

Siamo arrivati presto, con anticipo sulla nebbia.
La camera è stretta, la donna che ci accoglie stanca.
Ha una voglia sul braccio destro, una macchia informe,
rossastra, uno scarto apparente: grazie, diciamo,
mentre lei scende le scale e se ne va.

*

Ci sono i venti inquieti dell’oceano, sulla faccia
il grido rauco del vuoto, quel luogo immaginario
che ci inghiotte, noi due che camminiamo,
e ci rigetta sulle gambe, in piedi, su una strada
ancora uguale, ancora aperta.

* * *

Non so

Non so se abbiate vinto o perso. Né se la vostra lotta
sia mai iniziata veramente. Tutte le mattine, però,
nel solito vagone in coda al treno, incontro un uomo
che borbotta senza fine. Non doveva andare così,
dice, è uno sbaglio, uno scherzo. Tante parole
per ritrovarsi sottovuoto, dietro il vetro artificiale
di un acquario. Ridotti a questo triste vivacchiare.
Gli risponde sempre un’anziana con gli occhi azzurri
e le mani curate: prima di noi è già stato diverso?

Non so quasi nulla di voi, né voi di me.
So tuttavia che ci siete: siete vicini.
E a modo vostro resistete.

* * *

In memoria

Non vi ho più visti. Né sentiti. Eppure vi credevo
presenti come questi monti: dietro la nebbia
si sa comunque che ci sono. Anche la notte,
quando frane e tempeste accorrono in segreto,
sfigurando i crinali.

……………………………….Voi sapevate tutto:
me l’avevate detto senza sorridere. Qualcosa
che nel frattempo si è perso, dimenticato
con le ossa ritornate in superficie. Ricordo,
però, di non avervi mai risposto, distratto forse
da più ovvie responsabilità. Così lo faccio adesso
che il cielo è troppo terso e senza vento.

Ora che quasi non so più i vostri nomi.

 

[Immagine: Kihelkonna, Saare County, Estonia. Foto di Bruno Janes (http://www.panoramio.com/user/2782550?with_photo_id=108357897) (mg)]

5 thoughts on “Nuovi poeti /14: Yari Bernasconi

  1. Ottima lettura. Soprattutto gli invidio la sua appartenenza elvetica. Un saluto.

  2. Finalmente qualcosa che merita attenzione…. complimenti. Il migliore di questi ritratti anni ottanta.

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