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di Ben Lerner (traduzione di Damiano Abeni)

[Ben Lerner (1979) è uno dei più interessanti fra i giovani scrittori americani. In Italia sono usciti i suoi due romanzi, Un uomo di passaggio (Neri Pozza 2012) e Nel mondo a venire (Sellerio 2015). La collana ChapBooks della casa editrice Arcipelago pubblica adesso la traduzione parziale di una sua raccolta di poesie in prosa, Angle of Yaw IV, uscita nel 2006 e finalista al National Book Award. Queste sono le prime pagine].

La folla oscura non la si può vedere direttamente, la folla oscura non interagisce con la luce, però la folla oscura la si può avvistare misurando i suoi effetti gravitazionali sulle folle visibili. La folla visibile si sposta verso la folla oscura, come gli insetti verso una lampada di Wood, in quel tropismo che chiamiamo storia. Le armi antisommossa e i proiettili di gomma, i lacrimogeni, gli idranti, le rapide incursioni di poliziotti pesantemente corazzati non solo non sono in grado di disperdere la folla oscura ma, stimolando un cambiamento di fase nella folla visibile, ne infoltiscono i ranghi.

The dark crowd cannot be seen directly, the dark crowd does not interact with light, but the dark crowd can be detected by measuring its gravitational effects on visible crowds. The visible crowd moves toward the dark crowd, as insects toward a blacklight trap, in the tropism we call history. Riot guns with rubber bullets, tear gas, water cannons, flying wedges of heavily armored police, are not only incapable of dispersing the dark crowd, but, by inciting a phase change in the visible crowd, expand its ranks.

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Visti dall’alto, l’esposizione, il climax e lo sviluppo dell’intreccio hanno luogo simultaneamente. Dio vede il futuro come noi vediamo il passato: per mezzo del trimetrogon. In nome della macchina fotografica, della pellicola e della veduta stessa. Eternità simultanee vengono sovrapposte per creare l’illusione della pienezza, ma la trasposizione dei piani è un misero surrogato della trasmigrazione delle anime. Credo sia stato Andrej Rublëv a dire: «Niente è tremendo come la neve che cade in un tempio», perché senza distinzione tra esterno e interno non ci può essere redenzione extratemporale. Questo, e che chiunque può sdraiarsi e fare l’angelo, perfino un tartaro. Perfino un angelo.

Seen from above, exposition, climax, and denouement all take place at once. God sees the future as we see the past: through a trimetrogon. In the name of the camera, the film, and the view itself. Simultaneous eternities are superimposed to create the illusion of plenitude, but the transposition of planes is a poor substitute for the transmigration of souls. I think Andrei Rublev says, nothing is as terrible as snow falling in a temple, because without a distinction between inside and outside, there can be no extra-temporal redemption. That, and how anybody can just lie down and make an angel, even a tartar. Even an angel.

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Una persona è fobica, vale a dire mentalmente instabile, quando le sue paure non riescono a cancellare le altre sue paure. Anche le persone sane sono terrorizzate dalle altezze, ma sono terrorizzate in egual misura dagli abissi, dalle tenebre come dalla luce, dagli spazi aperti come da quelli chiusi. I fobici sono eccessivamente coraggiosi, non eccessivamente ansiosi, e devono essere portati a temere il contrario di quello che temono. La difficoltà di una cura del genere sta nel trovare la paura che fa da contraltare. Qual è il contrario di un mercato? Di un numero primo? Del sangue? Di un ragno?

A person is phobic, that is, mentally imbalanced, when his fears fail to cancel out his other fears. The healthy, too, are terrified of heights, but equally terrified of depths, as terrified of dark as light, open spaces as closed. The phobic are overbold, not overly apprehensive, and must be conditioned to fear the opposite of what they fear. The difficulty of such a treatment lies in finding the counterbalancing terror. What is the opposite of a marketplace? A prime number? Blood? A spider?

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Fammi stare zitto, amico, fammi stare zitto. Reiterazione ossessiva di gesti privi di senso. Un livello pericoloso di luce nel sangue. Chi chiama dichiara di avere scoperto l’impronta di un trilobite incastonata nel cielo. Sono cose del genere, dice lui, che ti fanno pregare Dio. Che tu possa vivere per sempre. In questi svariati stati di shock. A che punto della conversazione ti sei reso conto che lei aveva smesso di respirare? Quando l’ho baciata. Ma non c’è tempo per questo. Gli elicotteri neri ci sono addosso, le nostre figlie scappano di casa, in lacrime, pazze di gioia.

Talk me down, man, talk me down. Obsessive repetition of meaningless gestures. A dangerous level of light in the blood. The caller claims to have discovered the imprint of a trilobite embedded in the sky. It’s the kind of thing, he says, that makes you pray to god. That you might live forever. In these several states of shock. At what point in the conversation did you realize her breathing had stopped? When I kissed her. But there’s no time for this. The black helicopters are upon us, our daughters flee from the house, weeping, crazy with joy.

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Un’immagine della definitività in un’era di luce polarizzata. Vuoi sposarmi, scrive lo zio con la scia di un aereo. Una pillola per incutere soggezione che ha come effetto collaterale il travaglio del parto. Un inclinarsi di lato verso l’interno e l’aeroplano si spinge oltre i propri limiti. Un’innovazione modesta nei meccanismi di virata rende obsoleto un ramo della letteratura. I limiti restituiscono la spinta. Il modo in cui la scia si trasforma in ghiaccio, poi vapore, poi carta, unendo i nostri analoghi per errore, la più elevata forma d’intimità. I reattori vengono progettati per sublimare uccelli fuori rotta. Il no appare nel granturco.

An image of ultimacy in an age of polarized light. Will you marry me, skywrites the uncle. A pill to induce awe with a side effect of labor. A lateral inward tilting and the aircraft pushes its envelope. A minor innovation in steering outdates a branch of literature. Envelopes push back. The way a wake turns to ice, then vapor, then paper, uniting our analogues in error, intimacy’s highest form. Jet engines are designed to sublimate stray birds. No appears in the corn.

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Il terzo comparto dello stomaco di un ruminante viene denominato anche libro perché quando lo si apre con una lama le sue pliche si schiudono come i fogli di un libro. Quando viene sezionato trasversalmente, il frutto ha forma stellata ed è perciò denominato frutto a stella. Spesso i nostri simili derivano il nome di un oggetto dal modo in cui lo distruggono.

The third division of a ruminant’ s stomach is called a psalterium because, when slit open, its folds fall apart like the leaves of a book. The fruit is star-shaped when cut in cross section and is therefore called star fruit. Our people often name an object after the manner in which we destroy it.

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La platea esige un’immagine di sé stessa. La rivelazione di un tropo rivelatore. Le prove sono contro di noi, irritanti. Il calore proveniente dal margine destro riduce la frase. Neve leggera, secca, esplosiva. Il pianista viene ricordato per l’influente canto a bocca chiusa sopra quella che viene considerata una cattiva interpretazione. Di una radicale disabilità emotiva. Di un’opaca e umida permutazione. A che punto hai tirato via a calci la scaletta? Al capitolo quattro, dove il lettore viene incoraggiato a guardare dall’alto. Dove l’autore, posandosi a domanda, spalanca la botola.

The viewing public demands an image of itself. The revelation of a telltale trope. The evidence is against us, rubbing. Heat from the right margin reduces the sentence. Light, dry, explosive snow. The pianist is remembered for his influential humming over what is considered a poor rendition. Of radical emotional incapacitation. Of opaque, damp permutation. At what point did you kick away the ladder? In chapter four, where the reader is encouraged to look down from above. Where the author, posing as a question, opens up the floor.

[immagine: Francesco Radino, Milano 1989 (gm)]

2 thoughts on “Angolo di imbardata IV

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