cropped-110513_1032_VanityFairr4.jpgdi Michele Zaffarano

[Queste poesie sono tratte da Todestrieb. Istruzioni per l’uso di certi morti (edizioni, 2015)]

LA FIGURA CHE CAMMINA STANDO FERMA IN PIEDI
La figura che cammina stando ferma in piedi
è la figura che se ne sta ferma in piedi
mentre cammina
continua a camminare
anche se sta in piedi.
La posizione obliqua della figura che cammina
stando ferma in piedi
è la posizione obliqua innaturale
è la posizione obliqua innaturale troppo allungata
è la posizione allungata innaturale
che spinge la figura in direzione dell’avanti
in modo innaturale.
La posizione obliqua della figura che cammina
stando ferma in piedi
crea la specie di passo
il passo è sommesso
il passo sommesso
crea il grande dinamismo
i muscoli delle braccia sono tesi
i muscoli de il corpo tutti sono tesi.
Insieme alla figura che se ne sta seduta
la figura che cammina stando ferma in piedi
incarna alcuni aspetti essenziali
della personalità della persona.

*

L’UOMO LA DONNA IL BAMBINO
L’uomo la donna il bambino
sono diversi
perché appaiono diversi.
Il passo lungo dell’uomo
contrasta
con il passo corto della donna.
Il colore della pelle dell’uomo
contrasta
con il colore della pelle della donna.
Alcune figure sono nere
alcune figure non sono nere.
I bambini sono nudi.

*

ARCAISMI
La continuità delle forme
la continuità delle caratteristiche
rende difficile di esprime la personalità
al momento che si vuole.
Succede che le espressioni arrivano tardi
che arrivano all’ultimo momento.
Le espressioni sono modellate sui modelli
provengono dalla lunga consuetudine.
Solo dopo la lunga consuetudine
i modelli diventano credibili
i risultati pure.

*

PERSONALITÀ
Ogni persona ha la facciata rigida
la facciata rigida delle persone
sono le istituzioni.
Ogni persona è incatenata
alle istituzioni
ogni persona ha anche il dietro
della facciata rigida
oltre alle istituzioni
ogni persona anche è incatenata
a le convenzioni.
È raro che riesce di osserva spesso
la personalità
della persona.

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[immagine: Bruce Nauman, Five Marching Men (gm)]

2 thoughts on “Tre pezzi da Todestrieb e anche un altro

  1. Da: Il romanzo di Castelporziano, Stampa alternativa, 2015:

    Amelia Rosselli
    — Le pinze di domani, accendono ingorghi sordi le linfe del tuo crescere: non viandare; non trastullare le tue forze all’inferno di vento e grandine oggi obbliga tua maestà piegarsi! Se tu credi alla grammatica dei poveri, ascolta allora l’invidia nascente dei ricchi – ti farai presto la mano a nascere uno di loro.
    Se nella notte sorgeva un dubbio su dell’essenza del mio cristianesimo, esso svaniva con la lacrima della canzonetta del bar vicino. Se dalla notte sorgeva il dubbio dello emisfero cangiante e sproporzionato, allora richiedevo aiuto. Se nell’inferno delle ore notturne richiamavo a me gli angioli e le protettrici che salpavano per sponde molto più dirette delle mie, se dalle lacrime che sgorgavano diramavo missili e pedate inconsce agli amici che mal tenevano le loro parti di soldati amorosi, se dalle finezze del mio spirito nascevano battaglie e contraddizioni – allora moriva in me la noia, scombinava l’allegria il mio malanno insoddisfatto; continuava l’aria fina e le canzoni attorno attorno svolgevano attività febbrili, cantonate disperse, ultime lacrime di cristo che non si muoveva per sì picciol cosa, piccola parte della notte nella mia prigionia.
    Solo i fatti, reprimere i sentimenti poi ritrovi una “persona” che s’aggancia fortemente al pavimento, i bricconi le piccole vie pannellate, le testate anche i grandi riverberi della tua immaginazione. Piccoli neri su corona di fil di ferro fatti concordano, espongono, giustificando ed altri (che poi divennero te) quell’obliterare ogni passo della tua vita sentimentale. Furono una corona? La portasti espellendo fiori mescolati all’avena? Rimanendo un logico bastonarsi quel correre dei tempi fu come una grafia utile, desiderabile necessaria. Rivale al cuore alle passioni (molto usate e celebrate) desti filo da torcere a quel nesso giuridico che operava nella tua testa che forzutamente rubando al ventre (ombra delle tue pupille) un rafforzarsi della ragione, salvò quel che poté, nell’ombra ragionando d’amore mentre in via di trapasso celebravi la quinta edizione del tuo errore.

    Ragazza Cioè
    — Come fai a sentire così? come fai a sentire così le cose? a dirle così? Com’è possibile che si senta così, che uno possa sentire così una persona… una qualunque cosa, come si fa? cioè… io non riesco a vedere come si può classificare, in tanti modi…

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