cropped-200925644430.jpga cura di Massimo Gezzi

[Dopo Buffoni, MagrelliPusterla, la rubrica degli Inediti presenta oggi tre poesie inedite di Antonella Anedda].

Exilium = 0-2014

…plenum exiliis mare, infecti caedibus scopuli.
Tacito, Historie

Oggi penso ai due dei tanti morti affogati
a pochi metri da queste coste soleggiate
trovati sotto lo scafo, stretti, abbracciati.
Mi chiedo se sulle ossa crescerà il corallo
e cosa ne sarà del sangue dentro il sale,
allora studio – cerco tra i vecchi libri
di medicina legale di mio padre,
un manuale dove le vittime
sono fotografate insieme ai criminali
alla rinfusa: suicidi, assassini, organi genitali.
Niente paesaggi solo il cielo d’acciaio delle foto, raramente una sedia
un dorso coperto da lenzuolo, i piedi sopra una branda, nudi.
Leggo. Scopro che il termine esatto è livor mortis.
Il sangue si raccoglie in basso, si raggruma
prima rosso poi livido infine si fa polvere
e può sciogliersi nel sale.

 

14-18

A volte mi illudo di afferrare i nessi tra le cose:
mio nonno in trincea a diciassette anni
che scrive versi d’amore ignaro
che l’inferno doveva ancora venire.

Lui vivo e tutto il resto perduto
a cominciare dalla bambina
sepolta in Istria con sua madre.

Di notte stabilisco i nessi tra le cose
rivedo un vecchio esitare sulle scale
scambiare il buio con l’acqua

fare di sé stesso un grumo
di vestiti e vetri, un’ultima volta
per provare a rovesciare il male.

 

A. Z

a due vecchi

Mi illudo di raccogliere queste vostre vite
ancora, nonostante gli anni, non compiute
– cosi’ mi sembrano viste dal basso –
mentre vi affacciate a salutarmi un po’ timidi
ancora, un po’ abbracciati tra le ortensie
schierate sul balcone. Dormirete tra poco
cullati dal senza-niente del televisore
che nessun baratro eguaglia
e poi furtivamente in piena notte dimenticando
di spegnere le luci andrete verso il letto per sognare
……….– così mi raccontate l’indomani (e io penso
……….– che bello questo ancora)
……….–  di suoni che continuano a ronzare
di sabbie mobili ma secche e non mortali
come in quel documentario – precisate –
di nomadi e altopiani forse in Asia centrale.

 

[Immagine: Hannah Starkey, September 2001].

5 thoughts on “Inediti /4: Antonella Anedda

  1. versi potenti, aspramente chiari nel loro dolore. L’espressione del ricordo è struggente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *