Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Laura Pugno, da “Il colore oro” (2007)

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[Dal 25 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012 «Le parole e le cose» osserverà una pausa natalizia. La programmazione normale riprenderà il 9 gennaio 2012. Durante la pausa, per non lasciare i nostri lettori privi di letture, pubblicheremo alcune poesie italiane tratte da libri usciti negli anni Zero. In questi quindici giorni non rinnoveremo l’immagine di copertina].

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lei è
spalle contro la parete
ti guarda
negli occhi adesso,
anche tu puoi guardare: cinque
fibbie le fissano alla testa
trecce di capelli lunghi,
capelli umani, curati con l’olio
sul cranio rasato

si tocca i capelli vivi, adesso
portale i pesci che hai preso
e lei mangia sotto il manto
di peli e capelli
così è protetta
e parlerà,

lei
sta tremando: quelli
intorno a te berranno sangue –

rimani nel giardino,
puoi tenere i capelli addosso anche
mentre dormi,

rimani nel giardino –

la tua mente è nell’acqua e ovunque
sia liberata acqua,
infiltrando nel terreno

dà istruzioni: hai legato i capelli al cranio
e colano l’olio
hai legato il coltello ai fianchi

il giardino è costruito sulla mappa del giardino

hai un animale sulla spalla
sotto i capelli e l’olio,
nel giardino che è la mappa
del tuo corpo-giardino,
sulla spalla al confine col fuori:

parla con l’animale
di una grande costruzione nel bosco,
quaderno rosso scuro
con la descrizione del bosco

hai lingue nere,
tracks
dei tuoi capelli
sul collo,
sulle scapole
bende nere strette alle tue braccia
luminose

l’animale è sapiente
è cosa viva venuta dal bosco

dàgli la caccia o miele,
impediscigli di tornare
nel bosco, che è fuori che è dentro
il giardino, che è la stessa cosa
del suo corpo, ora
con la descrizione del bosco

se è priva dell’animale
ti darà lingua perché non ne ha
di suo,
puoi slacciarle i capelli
dal cranio,
ha solo cinque ciocche
di capelli veri, chiari

il manto è di capelli neri,

(fai un take delle cose vive,
uno e un altro, ancora, e ripeti
come si ripetono, che accadono:
si muovono cose e sono, in parte
lingua di questa lingua),

se le togli i capelli
e l’animale, il suo corpo
perde forma il giardino
si secca privato d’acqua
e d’olio, se le chiedi la lingua
è cosa viva, dal bosco
che ora entra la scimmia

e se muovessero dal bosco,
cose, con la loro lingua
su questo ragiona la storia

[L. Pugno, Il colore oro, Le Lettere, Firenze 2007].

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