Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Antonella Anedda, da “Dal balcone del corpo” (2007)

| 2 commenti

[Dal 25 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012 «Le parole e le cose» osserverà una pausa natalizia. La programmazione normale riprenderà il 9 gennaio 2012. Durante la pausa, per non lasciare i nostri lettori privi di letture, pubblicheremo alcune poesie italiane tratte da libri usciti negli anni Zero. In questi quindici giorni non rinnoveremo l’immagine di copertina].

Anniversario II

Venti anni fa ero inquieta
come un uccello catturato
ma il matrimonio si è rivelato
nella sua quiete un vuoto
dove il mondo pensa di guardarti vivere
e invece tu dondoli su di un’asta invisibile.

Un tempo la vita era severa, in bianco e in nero
– come le foto degli oggetti che scattavo
Poi  lentamente sono affiorati i colori:
all’inizio sinopie, poi più decisi e ora densi
capaci di dare sangue a chi li guarda.
La casa di fronte per esempio
osservata in ogni variazione di luce è il mio capolavoro.

Sono io che al mattino metto i vestiti preparati la sera prima?
Quelle stoffe appena increspate sul legno della sedia?
Tu non esisti, dice la fiamma che in una parte del petto
ha cominciato crollando a mormorare.
Che importa, dice  il fiume lambendomi le scarpe col  fango
Slp fanno i gorghi al largo.
Come lenzuola dei sogni d’amore…che sono?
Coppie, bisbiglianti. All’alba, tra i cespugli.
Vedo il mio corpo: adesso sprigiona faville
capaci di rischiararmi il cammino.
Invecchiando mi riempio di immagini.
Prima l’anima scacciava le forme
turbata le impastava al sesso, al cibo.
Il bianco e nero, servivano a mettere ordine al troppo
finché tra le fessure ho ricominciato a amare.
Ho diviso il sesso dal cibo, il cibo dai quadri
e quietamente le immagini mi hanno ricompensato:
mi venivano incontro con lo specchio degli sfondi
ma anche con il nitore delle colpe.
Senza ombre: cose che dovevano essere viste.
Storie da cui non distogliere gli occhi.

Ci vorrebbe un tempo per elencare.
Anche il crimine latente in noi.
Basta un dettaglio perché mi visitino i delitti
come la (vera) storia degli uomini
che violentarono e uccisero qui intorno incuranti
dei tonfi dei rami, di quel troncarsi di legni
che non impedirono al sangue di toccare le foglie
e alle urla di salire tra le allodole.

Non siamo quello che ci piace credere.
Fingiamo fino all’ultimo finché ci scorre la vita.
Anche io, ancora.
Chi dice che davvero mi generarono,
che mi chiuderanno come ieri la sconosciuta in una bara di pino
quando il mio catalogare è appena all’inizio?
sul ciglio di un’era con l’utero vuoto
per sempre un antro dove non entreranno
che acqua e alga, finalmente.
E’ il tempo della risata nel deserto
quando al  posto della bellezza
c’è il moto del corpo che nutre zappando
le patate e i cavolfiori nell’orto.

Là  tra le piante c’era quel bambino
al quale avrebbero portato via la madre
poi scomparso in qualche istituto.

L’assenza apre la gola fino al petto,
è una delle tante corone di spine
che volano a caso sulle fronti degli esseri umani.

Il bambino si è perso
io non sono in grado di trovarlo.
Oggi è il mio anniversario di matrimonio
“ancora giovane”, dicono ma in realtà vecchia:
un tempo le donne della mia età  riposavano
mentre la vita…
La vita si specchia qui nel rigagnolo.
La faccia del bambino si concretizza
come la luna contro l’orizzonte di cartone
di quando mi sposavo e l’amore…

Dov’era l’amore? In cosa si era tramutato durante tutti quegli anni?
Si era sminuzzato in mille ricordi diversi che cozzano come stoviglie?
Aveva lasciato cadere il suo corpo? le sue scaglie baluginavano ancora?

Lo specchio è vuoto
ma tutto è davvero morto o inizia piano a fiorire?
un uovo, un ronzio, il canto di un rana
il geco che avanza cautamente  lungo il muro,
mentre un uomo entra pulendosi le scarpe sul tappeto
e il caffè trabocca stillando  il suo nero
fino a benedirmi, oggi.

[A. Anedda, Dal balcone del corpo, Mondadori, Milano 2007]

2 commenti

  1. Lascio solo una sommessa traccia del passaggio, per non turbare con parole tanta bellezza. Grazie a LPLC.

  2. “anche io, ancora”.

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.