Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Schizzi di Milano

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di Francis Catalano, traduzione di Italo Testa

[È uscito da poco, per Carteggi letterari, Schizzi di Milano di Francis Catalano. Pubblichiamo alcune poesie e la postfazione di Italo Testa]

Contrafforte delle Alpi, scosse in quota
l’equipaggio reggerà il colpo? –
sommità, biancore delle lame
le paurose asperità geologiche
centomila picchi geometrici
milano1 alla fine della pista, c’è l’uccello
il nibbio, la carne fresca
il becco che ne strappa
brandelli

(Centomila picchi geometrici)

 

Contrefort des Alpes, secousses en altitude l’équipage
tiendra-t-il le coup –
sommets, blancheur des lames
les affreux accidents géologiques
cent mille pics géométriques
un milan au bout de la piste, il y a l’oiseau
le nibbio, la chair fraîche
le bec dedans tirant
des lambeaux

(Cent mille pics géométriques)

 

1 Gioco di parole, nel testo originale, tra il nome dell’uccello “(milan in
francese) e quello della città d’atterraggio.

 

 

***

Né andata né ritorno
tra le nuvole al
di sopra di ogni sospetto
l’ombra dell’aereo proiettata sul piano biancore
dello stratocumulo che c’ingloba
e l’ombra s’avvicina, vale a
dire che noi, nell’aereo
ci avviciniamo al nostro aereo in negativo
al non-aereo che cresce
quanto più c’avviciniamo
cresce, cresce
e nel momento in cui l’Airbus
coincide con la sua ombra
entra in collisione con essa
nell’istante della nostra penetrazione di noi stessi
in quell’istante
di fusione tra esterno/interno
chiaro/oscuro, prossimità/distanza
usciamo bruscamente dalle nuvole
e appariamo
alla luce,
Le impronte di zampe di piccione nella neve
la forma di tanti aerei
una traversata dello specchio

(La pigrizia di apparire)

 

Ni aller ni retour
dans les nuages au dessus
de toute suspicion
l’ombre de l’avion projetée sur la blancheur plane
du stratocumulus qui nous englobe
et l’ombre approche, c’est-à dire
que nous, dans l’avion
approchons de notre avion en négatif
du non-avion, qui grossit
plus nous en approchons
grossit, grossit
et au moment où l’appareil Airbus
coïncide avec son ombre
entre en collision avec elle
à l’instant de notre pénétration par nous-mêmes
à cet instant-là
de fusion entre extérieur/intérieur
clair/obscur, proximité/distance
nous sortons brusquement des nuages
et apparaissons
à la lumière,
Les empreintes de pattes de pigeon dans la neige
la forme de plusieurs avions
une traversée du miroir

(Paraître paresse)

 

***

Il Duomo. Rosemary mi dice che la facciata della cattedrale imita l’immagine di due mani giunte in verticale, in posizione di preghiera. Io dico che credo, ci credo, non credo che a questo, a nient’altro,

Piuttosto, penso che ogni parola in una poesia, ogni dettaglio della poesia è trascinato dalla corrente, così come sono stati trascinati i blocchi di marmo e le pietre tagliate per la costruzione della cattedrale grazie al sistema di navigazione messo a punto da Leonardo da Vinci, chiamato navigli, sistema che circonda la città,

Ogni poesia è una pietra trasportata dove converge una cattedrale. E ogni poeta, trasportato dalla sua poesia, costruisce un frammento dell’opera universale con tutte le altre poesie accumulate nell’universo,
parole che galleggiano,

(I Navigli)

 

Le Duomo. Rosemary m’affirme que la façade de la cathédrale imite l’image de deux mains mises à plat l’une sur l’autre, à la verticale, en position de prière. Je dis que je crois, je crois à cela, ne crois qu’à cela, à rien d’autre,

Plutôt, je pense que chaque mot dans un poème, chaque détail du poème est drainé par le courant, de même qu’ont été drainés les blocs de marbre et les pierres taillées pour la construction de la cathédrale grâce au système de navigation mis au point par Léonard de Vinci, appelé navigli, système qui entoure la ville,

Chaque poème est une pierre transportée où converge une cathédrale. Et chaque poète, transporté par son poème, construit un fragment de l’oeuvre universelle avec tous les autres poèmes accumulés dans l’univers,
des mots venus en flottaison,

                                 (Les Navigli)

 

 

***

A un tavolino nell’elegante salone del Caffè Savini il tappeto rosso steso, la luce tinge l’oro, il marmo onnipresente

Nella toilette le tazze conferiscono un particolare rilievo agli escrementi. La tecnologia associata all’estetica, il pragmatico allo scatologico. Mai merda d’artista sarà stata meglio imballata, fagocitata dal sistema

Seduto all’elegante caffè Savini, di fronte il McDonald pieno di dorature fa la figura del parente povero. Misuro gli scarti tra ieri e oggi, 2009 e 1986, quasi un quarto di secolo trangugiato come un caffè ristretto in un salto di millennio, gli stessi bar colmi di stuzzichini, aperitivi e vino per mandar giù tutto. Sciacquare abbondantemente l’esofago, fare piazza pulita,

 

Mi portano il conto su un vassoio d’argento
La mia cattedrale s’incrina
Esco in tempo,

(Nell’elegante salone del Caffè Savini)

 

À une table du chic café du Grand Salon Savini le tapis rouge déroulé, la lumière colore l’or, le marbre omniprésent

Dans les toilettes les cuvettes donnent une importance certaine aux excréments. La technologie associée à l’esthétique, le pragmatique au scatologique. Jamais merde d’artiste n’aura été mieux emballée, phagocytée par le système

Assis au chic café Savini, en face le Mc Donald’s plein de dorures fait figure d’enfant pauvre. Je mesure les écarts entre aujourd’hui et hier, Milan 1986 et Milan 2009, presqu’un quart de siècle avalé comme un caffè serré dans un saut de millénaire, toujours les mêmes bars foisonnants d’amuse-gueule, de hors d’oeuvre, de vin, pour drainer le tout. Laver à grande eau l’oesophage, faire place nette,

 

On m’apporte l’addition sur un plateau d’argent
Ma cathédrale se fissure
Je sors à temps,

(Au chic café du Grand Salon Savini) 

 

 

Lapsus oculi. Sulla poesia di Francis Catalano

di Italo Testa

Poeta goniometro. È in questa chiave che possiamo leggere forse una delle più belle dichiarazioni di poetica che si trovino nei libri di Catalano, contenuta nella poesia “Designer de poèmes”, collocata nella sezione “Esquisses de Milan”, che chiude Au coeur des esquisses, e che qui presentiamo in traduzione italiana. In questo testo si parla del poeta goniometro, del poeta come “goniometro appoggiato sulla superficie del paesaggio”, immerso dunque al suo interno e assieme sporgente, e la cui apertura misura, con una “lingua graduata sulla trasparenza”, i lapsus del mondo, le faglie del paesaggio, i “rapporti tra il visibile e il nonvisibile”:

Di fronte al mondo
(semicerchio in movimento)
è un goniometro appoggiato
sulla superficie del paesaggio
che misura l’apertura dei rapporti tra le cose
e come sono viste,
apertura dei rapporti tra il visibile e il non-visibile
tra ciò che è, che è poca cosa
e il resto (il tutto, o quasi)
che è ciò che non è
che non è stato
che non sarà mai,
In uno stesso movimento, il poeta ne rende conto –
attraverso una sola linea, uno solo grado di coscienza
ovunque sia, per l’apposizione
di una lingua graduata
sulla trasparenza,

(Designer di poesie)

Totalità e frammento. In questo processo, la poesia si definisce sempre più come frammento di un’opera, di una metamorfosi e traduzione universale senza fine. Non solo in quanto la scrittura è intesa – con immagine che rimanda al poeta palombaro di Antonio Porta, altro autore italiano caro a Catalano, e di cui ha tradotto l’opera postuma Yellow – quale immersione nel mare del linguaggio, di un lingua che si manifesta come un pluralità di paesaggi ora naturalistici e urbani, senza soluzione di continuità. “In apnea entro nel linguaggio”, scriveva Catalano in “Surdimensions acquatiques”, una poesia da qu’une lueur des lieux ovel’atto della scrittura si ingloba nella lingua ed è insieme la descrizione dell’immersione reale in un fondale tropicale. L’immersione nella lingua è a sua volta il frammento di una traduzione nei paesaggi, nella loro dimensione non solo visiva, ma anche olfattiva, tattile, uditiva, e nelle loro profondità tettoniche geologiche. Questa dialettica tra totalità e parte, e il processo di scrittura come aggallare di frammenti trovano una sintesi in “Les Navigli”, uno dei testi centrali degli “Esquisses de Milan”. Riferendosi alla fabbrica incessante del Duomo di Milano, e al modoin cui le sue pietre sono state trasportate sino in città tramite i Navigli di Leonardo, Catalano ci consegna un’immagine potente del fare poesia:

Ogni poesia è una pietra trasportata dove
converge una cattedrale. E ogni poeta,
trasportato dalla sua poesia, costruisce un
frammento dell’opera universale con tutte le
altre poesie accumulate nell’universo,
parole che galleggiano, 

 

Pubblicazioni di Francis Catalano in Italia

Sedici aprili, poesie tradotte da Giuliano Ladolfi, in Atelier – Gli artigiani della parola. Trimestrale di letteratura, poesia e critica (www.atelierpoesia.it/portal/it/poesia-it-mul/poesiaestera-mul/item/392-francis-catalano-tre-poesie), Aprile 2016

Tempêtes (extrait de Météo), poesie, in Carteggi Letterari, «Le altre lingue: Poeti del Québec» (www.carteggiletterari.it/2016/01/16/le-altre-lingue-poeti-del-quebec-franciscatalano/), Febbraio 2016

Check-in check-out (crépuscules/crepuscoli), poesie tradotte da Valerio Magrelli, in Carteggi Letterari, «Poeti tradotti da poeti: Francis Catalano tradotto da Valerio Magrelli» (http://carteggiletterari.org/2015/08/29/poeti-tradotti-da-poetifrancis catalano-tradotto-da-valerio-magrelli/), Agosto 2015

Qu’il fasse ce temps. Tre plaquettes con opere di artisti del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Brera (gli argini di Giulia Gentilcore, Anche a Roma piove di Caterina Coluccio e acque superiori e inferiori di Rossella Leone), Edizioni Da>verso, coll. Coincidenze – III edizione, Accademia di Belle Arti di Brera – Scuola di Grafica, Milano, Novembre 2014

Quel toccante richiamo delle distanze: Poeti contemporanei del Québec, otto poesie da qu’une lueur des lieux trad. e nota critica di Fabio Scotto, in Nuovi Argomenti (www.nuoviargomenti. net/poesie/quel-toccante-richiamo-delle-distanze poeticontemporanei-del-quebec- 1), Febbraio 2014

Nos habita, poesie di Francis Catalano (Québec), Laura Pugno (Italie) e Violeta Medina (Chili) sul tema dello «sradicamento», traduzione reciproca in italiano, spagnolo e in francese. 200 esemplari numerati con copertina in esemplare unico, ricamata a mano dalle artigiane dell’atelier Colores de Calcuta (India), Meninas Cartoneras Editores, Madrid, Aprile 2013. 48 pp.

Testimonianza di una traduzione: Yellow di Antonio Porta, conferenza, trad. di Antonella D’Agostino. Atti del convegno Il giardiniere contro il becchino, 9 dicembre 2009, Sala del Grechetto, Palazzo Sormani, Milano. Milanocosa Edizioni, Milano, Novembre 2012, pp. 34-39

Romamor (extraits), poesie tradotte da Italo Testa, in L’Ulisse, Rivista di poesia, arti e scritture. n. 15, Milano, Gennaio 2012, pp. 308-313

Di passaggio (wheel in progress), poesie tradotte da Valerio Magrelli, in l’immaginazione n. 232, Agosto 2007

Estratti dalla raccolta Panoptikon, on-line su slow-forward. splinder.com, www.nazione indiana.com, trad. it. di Maria Teresa Carbone, Dicembre 2006

Panoptikon, dieci poesie tradotte da Maria Teresa Carbone e Laura Pugno, in « La poesia del Québec oggi », l’immaginazione n. 220, Aprile 2006, pp. 14-15

Index (traces d’Amérinde), in Ritmica n. 8. “Poesia del Québec: dieci autori canadesi di lingua francese”, postfazione di Daniele Pieroni, Giugno 1992, pp. 26-29

Biobiblio

Francis Catalano è nato a Montréal nel 1961. Poeta, traduttore, narratore e redattore per la rivista di poesia canadese Exit, ha pubblicato in francese i seguenti libri di poesia: Romamor (1999), Index (2001), M’atterres (2002), Panoptikon (2005), qu’une lueur des lieux (2010, Premio Québecor del Festival Internazionale di Poesia di Trois-Rivières) e Au coeur des esquisses (2014). In prosa: On achève parfois ses romans en Italie (2012). Traduttore dall’italiano al francese, ha pubblicato tra l’altro Instructions pour la lecture d’un journal di Valerio Magrelli (Premio di traduzione John-Glassco), Yellow di Antonio Porta e Bouche secrète di Fabio Scotto. Schizzi di Milano è il suo primo libro pubblicato in Italia.

[Immagine: Olivo Barbieri, Milano]

 

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