Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Ho sognato di essere me

| 3 commenti

di Ron Padgett (trad. di Damiano Abeni)

[Inizia venerdì 15 giugno, con tre giorni di anteprima, la XIII edizione del festival La punta della lingua, diretto da Luigi Socci e Valerio Cuccaroni. In esclusiva per il festival Italic Pequod manda in libreria, nell’omonima collana diretta da Socci, Ho sognato di essere me, prima pubblicazione italiana di Ron Padgett, l’autore di tutte le poesie del film Paterson di Jim Jarmusch. Il libro sarà presentato al festival domenica 17 giugno dall’autore stesso accompagnato dal traduttore Damiano Abeni. Il volume, presto in distribuzione, è già ordinabile in anteprima qui . Pubblichiamo in esclusiva cinque poesie dal libro]

da Sette poesie dal film Paterson

Poesia

Sono in casa.
Fuori è bel tempo: sole
caldo sulla neve fredda.
Primo giorno di primavera,
o ultimo d’inverno.
Le mie gambe di corsa
scendono le scale e infilano
la porta, la mia metà di sopra
qui a battere a macchina.

Poem

I’m in the house.
It’s nice out: warm
sun on cold snow.
First day of spring
or last of winter.
My legs run down
the stairs and out
the door, my top
half here typing.

*

Il verso

C’è una vecchia canzone
che cantava mio nonno
in cui si trova la domanda:
“O preferiresti essere un pesce?”
Nella stessa canzone
la stessa domanda si ripete
ma con un mulo e un maiale,
ma l’unica che a volte mi viene
in mente è quella col pesce.
Solo quell’unico verso.
Preferiresti essere un pesce?
Come se il resto della canzone
non dovesse neanche esserci.

The Line

There’s an old song
my grandfather used to sing
that has the question,
“Or would you rather be a fish?”
In the same song
is the same question
but with a mule and a pig,
but the one I hear sometimes
in my head is the fish one.
Just that one line.
Would you rather be a fish?
As if the rest of the song
didn’t have to be there.

*

da Collected Poems

Cavalletta

Buffo quando la mente pensa alla psiche,
come se una cavalletta potesse riflettere su un elicottero.

Non è una buona idea addormentarsi
mentre si pilota un elicottero:

quando ti svegli, l’elicottero è sparito
e tu pure, lasciato nelle retrovie di un sogno,

e non c’è modo di recuperare il terreno perduto,
perché recuperare il terreno perduto non è contemplato

nel grande schema delle cose. Tu sei
quello che sei, adesso,

e la mente è tanto impaurita che chiude gli occhi
e poi si dimentica di avere occhi

e la cavalletta, quella che pensa
che tu sei un elicottero, ti salta sulla schiena!

È una cavallettina coraggiosa
e non dorme mai

perché la poesia che scrive è l’atto
dell’essere sempre svegli, meglio di qualsiasi cosa

voi possiate mai scrivere o fare.
Poi con un salto se ne va.

[da How Long, 2011]

Grasshopper

It’s funny when the mind thinks about the psyche,
as if a grasshopper could ponder a helicopter.

It’s a bad idea to fall asleep
while flying a helicopter:

when you wake up, the helicopter is gone
and you are too, left behind in a dream,

and there is no way to catch up,
for catching up doesn’t figure

in the scheme of things. You are
who you are, right now,

and the mind is so scared it closes its eyes
and then forgets it has eyes

and the grasshopper, the one that thinks
you’re a helicopter, leaps onto your back!

He is a brave little grasshopper
and he never sleeps

for the poem he writes is the act
of always being awake, better than anything

you could ever write or do.
Then he springs away.

*

da Alone and Not Alone e da Big Cabin

Il sogno della Cadillac

Ho sognato di essere me
che scriveva questa poesia

e poi lo ero davvero

Da bambino
la gente nei film
a cui sparavano nella schiena
moriva sempre

L’idea era
che quando un cattivo diceva
“Voltati”
era meglio non farlo
anche se la vittima si voltava sempre

Una cosa chiamata poesia non esiste
Solo questa poesia esiste

O quell’altra
e la pallottola volava

Diventare umani
deve essere stato terrificante
così hanno trovato cose
per distrarsi
Hanno sognato di essere se stessi
in una Cadillac

Esiste solo una Cadillac
al mondo
Le altre sono sogni di Cadillac

Ho visto l’acqua
ma non sono riuscito a farla essere
nient’altro

Il bicchiere non era né mezzo pieno
né mezzo vuoto il bicchiere
ancora non c’era

Come il mattino quando è appena dietro l’angolo
ma non lo puoi vedere perché è
ancora buio
anche se puoi sentire la Cadillac che ha dentro
con il motore acceso
la Cadillac immobile

finché lo spigolo sfocato dell’angolo non appare
nell’alba
e tutto arriva a essere lì per un attimo
prima di essere lì

The Dream of the Cadillac

I dreamed I was me
writing this poem

and then I was

When I was a child
people in movies
who got shot in the back
always died

The idea was
that when the bad guy said
“Turn around”
you’d better not do it
though the victim always did

There is no such thing as a poem
Only this poem exists

Or that one
and the bullet flew

Becoming human
must have been terrifying
so they found things
to distract them
They dreamed they were they
in a Cadillac

There is only one Cadillac
in the world
The others are dreams of Cadillacs

I saw the water
but could not make it be
anything else

The glass was neither half full
nor half empty the glass
was not there yet

Like how morning is just around the corner
but you can’t see it it’s
still dark
though you can hear the Cadillac in it
the engine running
the Cadillac not moving

until the dim edge of the corner appears
in the dawn
and everything gets to be there for a moment
before it’s there

*

Spazzare via

Voglio
dimenticare tutto
quello che so della poesia
e spazzare gli aghi di pino
dal tetto della baita
e guardarli volare
in questo pomeriggio ottobrino

La penna è più forte della spada
ma oggi la ramazza
è più forte della penna

Sweeping Away

What I want to do
is to forget everything
I ever knew about poetry
and sweep the pine needles
off the cabin roof
and watch them fly away
into this October afternoon

The pen is mightier than the sword
but today the broom
is mightier than the pen

 

[Immagine: Paterson di Jim Jarmusch].

3 commenti

  1. Paion la copia dell’imitazione della parodia della replica degli ultimi 40 anni di poesia americana.

  2. Continua qui su ‘Le parole le cose’ il lavoro, meritevolissimo, di segnalazione e laddove possibile di traduzione di poeti altrimenti irraggiunti. La mia gratitudine al avoro di Damiano Abeni. Io spero sempre che prima o poi qualche editore italiano mandi in stampa la traduzione delle belle poesie di Ross Gay.

  3. @albertigno in effetti NON può essere la copia della replica della parodia ETC. PERCHè Ron Padgett, poeta ultrasettantenne fondatore della cosiddetta new york school of america poets, è uno dei maggiori rappresentanti (e non un imitatore) della poesia americana degli ultimi 40 anni

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