di Édouard Louis

 

[È uscita in questi giorni per Bompiani la traduzione italiana (a cura di Annalisa Romani) di Qui a tué mon père di Édouard Louis. Ne pubblichiamo un estratto per gentile concessione dell’editore].

 

Se non accettavi il lavoro proposto, o meglio imposto, perdevi il diritto agli aiuti sociali. […] sei stato obbligato ad accettare un lavoro da spazzino in un’altra città, per settecento euro al mese, piegato tutto il giorno a raccattare la sporcizia degli altri, piegato, quando avevi la schiena distrutta. Nicolas Sarkozy e Martin Hirsch ti hanno spaccato la schiena.

 

Lo sapevi bene che per te la politica era una questione di vita o di morte.
Un giorno, in autunno, erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria, i quaderni, le cartelle. Eri pazzo di gioia, avevi gridato in salone: “Andiamo al mare!” e siamo andati in sei nella nostra macchina per cinque – ero salito nel portabagagli, come un ostaggio in un film di spionaggio, era il mio momento preferito.
Tutto il giorno è stato una festa.

 

Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare a vedere il mare per festeggiare una decisione politica, perché la politica a loro non cambia quasi nulla. Me ne sono accorto quando sono andato a vivere a Parigi, lontano da te: i dominanti possono lamentarsi di un governo di sinistra, possono lamentarsi di un governo di destra, ma un governo non gli causa mai problemi di digestione, un governo non gli spacca la schiena, un governo non li spinge mai verso il mare. La politica non cambia la loro vita, o così poco. Anche questo è strano, fanno la politica e la politica non ha quasi nessun effetto sulla loro vita. Per i dominanti la politica è nella maggior parte dei casi une questione estetica: un modo di pensarsi, un modo di vedere il mondo, di costruire la propria persona. Per noi, era questione di vita o di morte.

 

Ad agosto 2016, sotto la presidenza di François Hollande, Myriam El Khomri, la ministra del lavoro, sostenuta dal primo ministro Manuel Valls, fa adottare la legge chiamata “Loi travail”, che facilita i licenziamenti e permette alle aziende di far lavorare i dipendenti diverse ore in più a settimana, in più rispetto a quello che già lavoravano. L’azienda per cui spazzavi le strade ha potuto chiederti di spazzare ancora di più, di piegarti ancora più a lungo, ogni settimana.

 

Oggi il tuo stato di salute, le difficoltà di movimento, le difficoltà a respirare, l’incapacità a vivere senza l’ausilio di una macchina derivano in gran parte da una vita passata a fare movimenti automatici in fabbrica, poi a piegarti otto di seguito tutti i giorni per spazzare le strade, per spazzare la sporcizia degli altri. Hollande, Valls ed El Khomri ti hanno asfissiato.

 

Perché questi nomi non sono mai pronunciati?

1 thought on “Chi ha ucciso mio padre

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