di Francesco Maria Tipaldi

 

[Pubblichiamo cinque poesie da Spin 11/10, uscito qualche mese per Lietocolle/pordenonelegge].

 

 

Ero con lei

nel tendone segreto dove nascono i morti…

 

Ero il volto invisibile prima di entrare in scena

un insetto codato

 

“Passare da nulla a nulla ragazzo…

 

Sei pronto? Non vedi l’ora?”

 

*

 

Il mostro soffriva come un Dio sulla terra

 

allontana poeta

da me questo calice tremendo…

 

Lo misero in una bacinella larga

prima di sparargli.

 

Poi il boato, lo schifo del sangue tra i capelli.

 

Bisogna preferire

 

l’orrore dello stare al mondo a quello di uscirne?

 

*

 

Nonostante mi fossi battuto per evitare il giallo

nonostante l’allerta

 

nonostante persone avessero dato la vita per evitare il giallo

 

il giallo esondò

con formidabile forza (banana)

 

giraffa, zolfo, brodo granulare, ma anche canarino

cavallo, neve a volte.

 

Gli ufo sono come gli insetti

numerosissimi, ti si scagliano addosso se vedono il giallo.

 

L’ossigeno è la prima causa dell’ingiallimento.

 

Alcuni dicono: ben venga il giallo

altri lo temono fortemente e forse sono di più.

 

Gli ufo infestano le piante di limoni, non organizzano feste.

 

Dovresti essere pronto, dovresti stare attento.

 

Conoscevamo un ufo

aveva la consistenza e il colorito di una lingua di manzo.

 

L’edera struscia come un serpente sul pianeta morto

potrebbe ingiallire, ma resta verde

o rossa.

 

Omelette è una cosa che somiglia al suono della sua parola

questo non accade quasi mai.

 

La menzogna è gialla.

 

I formaggi lasciati all’aria tendono ad ingiallire.

Chi ha il volto giallo è vicino alla morte (quasi sempre).

 

Il giallo negli occhi vuole dire una cosa.

 

Tolto il giallo l’esistenza sarebbe vantaggiosa?

Questo cane non ha

nessun motivo per urinare tanto…

 

Ci si può aggrappare al giallo, ma è da disperati.

 

Con una maglia giallo pera, amico mio, non troverai una donna.

Con una maglia giallo pera

 

se dovessi tornare a casa (e sano e salvo) ringrazia Dio.

 

*

 

il tempo

 

 

Due diavoli infilano un cadavere

in una vecchia auto.

 

Il professor Spinoza (in vestaglia) ci apre la porta.

 

*

 

per Franca

 

 

Vorrei dirti di non aver paura
che quel buio che vedi è ospitale.

 

Fuori bruciano piante,
la stanza dove sono le frasi non è

 

stata mai.

 

Quali sono le cose
che in noi accaddero realmente?

Ci parlarono di fatti stranamente crudeli
della natura che porta all’orrore

 

facevamo discussioni enormi su questo
prima che nascessi

Era una finestra su una sterminata campagna

 

mi dicevi noi siamo
mosche nere in uno straccio bagnato

poi il fiocco rosa gonfio, l’uscio di casa
(se l’universo è un seme)

 

potremo rivederci noi
una di queste, e forse gioiremo per averla

 

scampata

 

(amica mia) al mondo distrattamente si muore

ma anche

più distrattamente si nasce

 

 

[Immagine: Gerhard Richter, Abstraktes Bild (910-2), 2009 (mge)].

 

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