di Sandro Frizziero

 

La giovane donna con i capelli mossi e gli occhiali scuri appena uscita dal portone di un palazzo non si aspetta assolutamente di ricevere, soprattutto oggi, un giorno di settembre del tutto identico agli altri, forse appena un po’ più caldo dei precedenti, non si aspetta, dicevamo, di ricevere una lettera dal giovane uomo che ama davvero ma che non sta con lei.

Anzi, tutto considerato, se una volta scese le scale del condomino dove abita, un condominio perso nella selva dell’immensa periferia napoletana, Carmine, il portiere, l’avesse fermata, come al solito con fare gentile, per consegnarle una lettera, una lettera di lui, questa evenienza l’avrebbe certamente sorpresa e disorientata più di qualsiasi altra cosa.

 

La giovane donna, infatti, essendo persona sensibile e intelligente, e per capirlo basta guardarla un attimo, studiarne i movimenti, sa bene che lui non le scriverà mai più. Solo una volta il giovane uomo si era manifestato in questa forma piuttosto démodé, non priva però di un suo indiscutibile fascino, inviandole un breve racconto scritto di suo pugno – e con che bella grafia! – che nelle intenzioni di lui doveva essere insieme una dichiarazione d’amore e una mesta presa d’atto dell’impossibilità di amarla, cosa, questa, che a conti fatti, vale una dichiarazione d’amore al quadrato. Un racconto che la giovane donna, proprio perché veramente innamorata, e quindi naturalmente incline al sospetto, invece, aveva inteso come un freddo divertissement, una mera esibizione di stile, anche se non priva d’una sua grazia. Allora i due già erano distanti e il loro amore scorreva carsico, ben nascosto tra le pieghe delle vite che da poco avevano ripreso a scorrere parallele. Alla giovane donna è chiaro, dunque, che dopo quell’insuccesso, paragonabile forse al peggior fiasco letterario, lui non avrebbe più osato replicare l’esperienza.

 

Tuttavia, negli ultimi tempi, non saprebbe dire perché, le è capitato di ripensare a quel racconto, venendo spesso colta dal dubbio di essere stata fin troppo severa nel giudicarlo. Come possono le parole di un sincero amore non essere, tutto sommato, anche un po’ banali?, si era chiesta la giovane donna. Lei avrebbe saputo dire o scrivere di meglio? Per questo vorrebbe con tutta se stessa rileggere ancora una volta le frasi, forse sibilline, ma bellissime del giovane uomo e provare la travolgente sensazione di essere ancora desiderata da lui. Certo, lei non si è mai più palesata con una cartolina, una mail, un messaggio. Questo avrebbe significato esporsi troppo; e poi, se questo suo esporsi avesse portato il giovane a scriverle, chi le poteva garantire che le sue parole fossero effettivamente sincere e incondizionate, così come devono essere quelle d’un vero innamorato?

 

Per andare avanti la giovane donna, a cui peraltro non mancano certo i corteggiatori, si è convinta che ormai lui non la pensi più e che quindi lei debba necessariamente fare lo stesso. Se non che, ogni qualvolta s’impone di dimenticarlo, riuscendoci il più delle volte, in qualche modo ha la netta sensazione che lui invece la stia pensando assiduamente; allo stesso modo, in quei giorni, di solito piovosi e noiosi, in cui si trova sola in camera a fissare qualche vecchia foto, il ricordo di lui la assale senza che lei possa arginarlo in nessun modo, insieme alla convinzione che lui ormai l’abbia definitivamente cancellata dalla memoria.

Questi momenti, a dire il vero, sono sempre più rari e brevi; non c’è motivo per struggersi ancora a causa d’un amore vecchio e complicato, in definitiva inattuabile. Questa mattina, dunque, la giovane donna che percorre con passo rapido e sicuro la strada verso il mare, non s’attende nulla.

 

E poi, quale terribile disgrazia sarebbe stata se lui davvero le scrivesse! Dopo aver ricevuto la lettera da Carmine, scenderebbe al porto di corsa e con mano tremante, al riparo da sguardi indiscreti, aprirebbe la busta per estrarne, ne è sicura, una bellissima dichiarazione d’amore, la più bella che una donna possa ricevere da un uomo in tutta la sua vita, o sicuramente la più bella per lei, dato che lui era stato l’unico a saperla emozionare in modo eccezionale con le parole. Una dichiarazione d’amore espressa con parole facili e inequivocabilmente vere, tanto vere che la costringerebbero, a rivedere tutta la sua vita, all’istante. Forse lascerebbe l’uomo che dice di amarla, e che ovviamente non è riamato, con cui aveva cominciato a immaginare un poco di futuro, farebbe le valigie, prenderebbe un treno, il primo che la portasse da lui, al nord, e con la sua lettera in mano, quasi fosse un invito, si presenterebbe davanti alla sua porta per dirgli: eccomi amore, viviamo insieme.

 

E con quali garanzie? Perché lasciare chi le vuole bene per gettarsi tra le braccia di chi l’ama d’un amore impossibile? Se anche arrivasse, una simile lettera sarebbe quindi destinata ad andare a vuoto. Lei la leggerebbe, sì, ma poi la appallottolerebbe e la getterebbe via, anche se le sarebbe difficile forse impossibile farlo. È per questo, anche se la giovane donna non lo ammetterebbe mai, oggi, come ogni giorno, scendendo le scale, aveva trattenuto il respiro, intimorita dalla possibilità, assolutamente remota, ma in fin dei conti non totalmente inverosimile, che Carmine, il portiere, le si parasse dinnanzi con una lettera in mano.

D’altro canto, il giovane uomo, un po’ meno giovane della giovane donna a dire il vero, che è appena sceso a gettare l’immondizia, non ci pensa neppure, in questa giornata d’un settembre che pare agosto, peraltro piena delle inutili occupazioni di cui si riempie ogni vita, non ci pensa per niente, si diceva, a scrivere una lettera alla donna che ama sul serio.

 

Certo, sarebbe falso sostenere che talvolta, fissando le onde dell’alto Adriatico dalla spiaggia della piccola città dove abita, ad un certo punto non avesse voltato la testa verso sud e che la sua mente non avesse mai viaggiato fino al Tirreno per raggiungere la giovane donna; e che in qualche occasione, sempre più rada, eppure ancora ben lungi dal non verificarsi più, questo non lo avesse addirittura condotto al vago proposito di scriverle.

Ma lui, essendo persona cauta e razionale, forse perfino più di quanto vorrebbe, è ben consapevole che se lo facesse sul serio, se cioè prendesse carta e penna e di nascosto, col favore delle tenebre, le scrivesse una lettera, dalla sua testa uscirebbe solo un malinconico peana, un lamento di liceale, un piagnisteo, insomma, del tutto privo di un qualsiasi valore e per questo meritevole d’essere stracciato seduta stante. E se anche – questa per lui è poco più di un’ipotesi di scuola – ritenesse la sua la più bella lettera d’amore mai scritta da un uomo per una donna – perché con le parole lui ci sa fare, ne è consapevole – e trovasse poi il coraggio di andare alle poste e spedirle la lettera, spinto probabilmente più dall’alcol che da una reale convinzione, otterrebbe il solo risultato di allontanare ancor di più la giovane donna da lui.

 

Lei, infatti, che di certo non si aspetta alcun cenno da parte di lui, nel ricevere una sua lettera si sentirebbe oltremodo lusingata e felice, tanto che in un primo momento sorriderebbe, forse perfino piangerebbe dalla contentezza, ma subito dopo, di fronte a parole tanto chiare e sentite, fingerebbe indifferenza, anche solo per verificare se l’amore di lui, sia effettivamente solido, profondo come il suo e non solo un esercizio letterario. Perché lei è donna sensibile, ma anche intelligente, che di certo lo ama, ma non è disposta ad ammetterlo alla prima occasione. Ecco che quindi, di fronte a questo comportamento, il giovane uomo, ben consapevole che le parole difficilmente riescono a comunicare ciò che davvero si vuol dire, se non addirittura il contrario, si scoraggerebbe, contribuendo a dare l’impressione che sì, nella sua lettera c’era sentimento, c’era affetto, ma che l’amore è un’altra cosa. Alla fine, lo sa bene il giovane uomo, finirebbe per scusarsi per l’invadenza per fare, ancora una volta la figura dell’ingenuo se non di quello che si vuol prendere gioco dei sentimenti altrui.

 

E se la donna, invece, lo sorprendesse? Se rispondesse positivamente al suo vago invito ad una vita insieme, come reagirebbe? Sarebbe sicuro di essere stato totalmente sincero, di essere pronto a rinunciare a tutto ciò che ha per lei che, in fin dei conti, ama sì, totalmente e incommensurabilmente, ma conosce così poco? Lui, dopotutto, è cresciuto con l’idea che il cuore vada ascoltato, ma per secondo; che debba essere il cervello a gestire certe cose, perché altrimenti si finisce male e in questo pure lei sarebbe d’accordo. E poi, non è forse quella lontananza, l’assoluta impossibilità di appagamento a renderlo così smanioso di lei? Quando la giovane donna era tra le sue braccia e, dopo tanti e tanti baci, gli diceva di non lasciarla, di stare con lei, non stava forse dicendogli addio pregandolo addirittura di dimenticarla? Tutto sommato, doveva pur riconoscerlo, la loro è già una bella una storia d’amore così com’è, da vivere senza tutte le incombenze, le seccature, gli scorni d’una vita passata sul serio fianco a fianco a un’altra persona.

Così, il giovane uomo preferisce sia il silenzio, eventualmente, a parlare per lui, a portarle la sua voce, cosa che però, nel suo intimo, non può non reputare vigliacca, soprattutto quando soffia lo scirocco, che è vento del sud, che sembra portargli il profumo di lei, o quando, sfiorando la sabbia con la mano, ancora gli sembra di sentire l’indimenticabile morbidezza della sua pelle, salata dai tanti bagni di un’indimenticabile estate.

 

Il fatto è che, dal suo punto di vista, non è per nulla sicuro che giù a Napoli, qualcuno ancora lo pensi, o almeno lo faccia quanto lo fa lui dalle coste dell’alto Adriatico. Per questo, il giovane uomo ha deciso di derubricare la storia con la giovane donna ad avventura estiva, a un lieve e momentaneo sovvertimento delle ferree, ma necessarie, regole della vita, e anche se a quest’ultima strategia lui non crede minimamente, il fatto che lei non si faccia viva, conferma la convinzione che per lei lui non è stato poi così importante.

Guardandoli da fuori, è evidente che questi due, la giovane donna, che ormai è arrivata sul porticciolo dove ha un appuntamento, e il giovane uomo, che ora sta facendo la spesa, è evidente, si diceva, che si amano. Anzi, si potrebbe addirittura affermare che entrambi sentono di essere “giusti” l’uno per altra; che cioè, in un universo parallelo, forse migliore del presente, nel quale le circostanze, le scelte, le distanze, non li avessero condotti tra le braccia di altre persone, raggiungendo tra l’altro un discreto livello di felicità, avrebbero potuto vivere fianco a fianco ogni minuto della quotidianità, mettere su famiglia, invecchiare insieme, insomma, fare tutte quelle cose che fa chi si ama veramente senza pentirsene per un minuto.

 

Tuttavia, anche oggi lei non si è sbagliata: non ha ricevuto nessuna lettera. Carmine, vedendola uscire di casa, bella come al solito, le ha sorriso e le ha dato solo il buongiorno. E lui, il giovane uomo, di certo, oggi non ha trovato il coraggio, o forse l’incoscienza, di scriverle ancora. Si amano, questo sì, ma da lontano; e si ameranno per sempre, questi due, senza pensarci, senza saperlo.

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