Playlist di Gianluigi Simonetti

 

“Visto che non si poteva dire niente, hanno deciso di dire tutto”
(Jacqueline Schweitzer)

 

“Erano una via di mezzo tra Frank Zappa e Orietta Berti”

(Matteo Pace)

 

“Evadere dalla realtà con il gioco era terapeutico. Se escludo Dorelli e Bertoli, due signori e due uomini di rara simpatia, fatico a ricordare cantanti che amavo frequentare nel privato. Per me erano più noiosi del Fado di Amàlia Rodrigues. Gli Squallor furono una reazione al nostro universo di riferimento. Dopo una riunione con i Pooh, riunirmi con gli amici e dissacrare rappresentava un’esigenza”

(Alfredo Cerruti)

 

 

È morto oggi Alfredo Cerruti, produttore discografico di primissimo piano, attore, autore tv, ma soprattutto l’ultimo degli Squallor, che aveva fondato nel 1969 con Daniele Pace, Totò Savio e Giancarlo Bigazzi. Come singoli individui, e durante il giorno, questi signori hanno scritto, prodotto e ceduto ad altri canzoni come Cuore matto, E la luna bussò, Sono bugiardaMaledetta primavera, Ti amo, Gloria, Stella stai, Montagne verdi, Gli uomini non cambiano, Cirano e molte, moltissime altre. Tutti e quattro insieme, durante la notte, hanno scritto e registrato pezzi come quelli che state per ascoltare. Menzogna romantica nella vita diurna, nella vita notturna verità romanzesca: bellissime entrambe. Nell’Italia degli anni Settanta e Ottanta erano unici; nell’Italia del 2020 lo sono, se possibile, ancora di più.

 

(Gianluigi Simonetti)

 

Squallor, Cornutone, da Era meglio quando c’erano gli Squallor, 2018

 

Squallor, Vafanculo con chi vuo’ tu

 

Squallor, Telefona…

 

Squallor, O ricuttaro ‘nnammurato

 

Squallor, Chi cazz’ m’o fa fà

 

Squallor, ‘Na sera ‘e maggio, n’addore ‘e rose

 

[Immagine: Alfredo Cerruti insieme a Mina nel 1977].

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