Playlist di Italo Testa

 

Velvet Underground, Venus in Furs (live @ Annual Dinner of the New York Society for Clinical Psychiatry, Delmonico’s Hotel, New York City, 13 gennaio 1966)

 

Depeche Mode, Master and Servant (Some Great Reward, 1984)

 

Goldfrapp, Strict Machine (Electroclash, 2003)

 

Fka twigs, Pendulum (LP1, 2014)

 

Nicole Dollanganger, He hit me (and it felt like a kiss) (Ode to Dawn Wiener: Embarassing Love Songs, 2013)

 

Sharon Van Etten, Love More (Epic, 2010)

3 thoughts on “Domini felici

  1. La canzone dei Depeche Mode, un caro ricordo degli anni 80, sviluppa il tema del fuori moda come avesse un peso negli eventi storici attuali; invece è preso a pretesto per sfogare una smania di conformarsi ad un preteso modello genitoriale, perso in seguito ad un successo innegabile della band. Alla base del pretesto dunque un disagio; molto probabilmente i genitori di questi ragazzi detestavano le scelte dei figli osteggiandole. Il successo ha potuto più dei genitori e il “sogno” realizzato ha lasciato un vuoto nella personalità dei singoli componenti. La band si è sciolta molto in fretta lasciandoci uno stile musicale di rilievo.

  2. A essere precisi, i Depeche Mode non si sono mai sciolti e sono ancora in attività. Quindi la ricostruzione psicologica e del peso degli eventi storici, beh…

  3. Si, si! Proprio a sei gradi di rai radio tre ho scoperto che sono ancora in attività; ma se avessi dovuto riconoscerli senza l’apporto della presentatrice non ci sarei riuscito, il loro stile è radicalmente cambiato. Non suonano più in quel modo caratteristico che li ha resi tanto famosi a dimostrazione del fatto che il sogno è svanito nella routine della commercializzazione… Sono stati assorbiti dal mercato e la loro originalità inesorabilmente svanita.

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