di Laura Pugno

 

[A settembre LPLC compie 10 anni. Per tutto il mese festeggeremo il sito pubblicando brevi messaggi di collaboratrici e collaboratori (e magari anche di lettrici e lettori) che raccontano cosa ha significato e cosa significa per loro l’incontro con LPLC, accompagnati da alcune delle prime copertine. Auguri a noi e lunga vita a LPLC! (Massimo Gezzi e Italo Testa)].

 

Dieci anni. Non sono pochi. Le parole e le cose, nelle sue diverse vite di cui è da poco iniziata la seconda, è stata da subito una comunità aperta (una opera aperta?) naturalmente estesa nello spazio, come Web vuole: ma a questa dimensione ha aggiunto il tempo. Se sappiamo ormai che le due cose sono in realtà una, il grande mollusco einsteiniano in cui siamo immersi e che può flettersi stirarsi e schiacciarsi, andrà anche detto che questa componente dinamica che forma il mondo, per usare le parole di Carlo Rovelli, si incurva, per LPLC, in vicinanza della massa enorme di quella materia che chiamiamo letteratura, e che continua a darci forma. E trattandosi di letteratura, oggetto e iperoggetto, ambiente e mondo, non è in realtà vero, parafrasando un noto titolo di Walter Siti, che resistere non serve a niente: resistere nel tempo, questi dieci anni, e speriamo per i prossimi dieci, è servito, serve, servirà moltissimo.

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