Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Un commento

  1. La difficoltà della democrazia..quando c’è uno Stato che pensi a te o che sembri farlo, mentre in realtà si è tutti un piccolo mondo a parte; io, dalla mia condizione di disoccupata, vedo che la sola libertà che mi sia concessa è quella di consumare e io stessa mi sento contenta quando posso farlo…sono terrorizzata all’idea che partecipare significhi ormai solo una transazione commerciale..spendo quindi sono. Ma senza lavoro, che poi significa sottomettersi a un potere, non c’è potere; il lavoro casalingo, completamente autonomo e individuale, non viene riconosciuto né tanto meno pagato, quindi privato di potere…ma certo non vorrei lavorare per pagare con tutto il mio stipendio chi svolgesse mansioni casalinghe al mio posto (cura degli anziani, dei giovani che stanno ancora a casa, ecc.). Non vedo soluzione a questo dilemma, a meno di un grande potere assistenziale, pagando le casalinghe forse con la pubblicità dei prodotti che compriamo, nostro malgrado ma senza poterne fare a meno, al supermercato…La politica la vedo distante anni luce da questo che secondo me è il nocciolo del problema e Tocqueville è stato presago, ha ragione Houellebecq.

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