di Barbara Alberti

C’è volgarità e volgarità. C’è quella che salta agli occhi e quella che si manifesta con un solo gesto, rivelandola tutta. Quella di Berlusconi è evidente, basta guardarlo. Con quella maschera da Joker ridanciana e sinistra, l’ilarità posticcia, la cordialità sospetta dell’imbroglione da fiera che sta per tirarti il colpo e, come dicevano in Blade Runner, un lavoro in pelle, che si presenta con le suture in vista e si aspetta che lo prendiamo per vero. E ha ragione. Perché se gli italiani si sono bevuti le sue bugie, si possono bere anche la sua faccia. La volgarità di Berlusconi è una volgarità di primo grado, ostentata, lineare, coerente. Nulla la contraddice. La soddisfazione di sé, napoleonica, ridicola, ribalda; la corte a sua immagine, maschi e femmine. I servi in ginocchio e i servi che fanno finta di restare in piedi; e sono i più penosi. Ma non occorre esser cafoni per essere volgari. Non occorre essere Berlusconi e raccontare barzellette sui gay o fare battute da vecchio maniaco dopo il terremoto all’Aquila, con 300 morti davanti. In televisione a Piazza Pulita su La7, ho visto un esempio della volgarità sommessa, quella di chi sa come si usano le posate.

Durante un cocktail, un’inviata della trasmissione si avvicina col microfono a Mario Monti e gli chiede se pensa di candidarsi alle prossime elezioni. Non è un’intervista rubata, come fanno Le iene o Striscia la Notizia; la stampa è ammessa, la ragazza sta facendo il suo lavoro. Il presidente mangia lentamente una tartina, e mentre mastica la guarda come si guarda un insetto. Poi dice:
«Non ho capito la domanda».
Lei gliela ripete e lui allora, con l’aria furbesca di chi sta per tirare fuori l’arguzia del secolo, le fa:
«Se me lo dice in inglese, forse lo capisco».

Il tutto con tempi lentissimi, alla Sergio Leone, per far meglio risaltare la sfottitura. E il modo fierissimo della trovata, un tono di superiorità regale, freddo, con immane disprezzo per questa pulce che gli sta davanti. Poi, con un gesto che gli sembra il massimo dell’eleganza, le dice «grazie» e le volta la spalle con una mossa da regina Vittoria. Sobriamente, gelidamente, vanitosissimamente: la voluttà del comando e la soddisfazione di avere mortificato una delle sue suddite. Vale la pena essere presidente del consiglio, per prendersi certe vittorie.
E poi lo sai che ti stanno guardando, non è una bassezza fatta in un angolo, di nascosto. Lo sai che sei alla tv. Ma non ti vergogni? Macché! Ma allora ti piaci veramente! Ma allora non sei solo un freddo esecutore di interessi, che non sono i nostri. Allora godi proprio a schiacciarci sotto i piedi. Non le chiediamo, signor presidente, di essere più fine. La finezza uno non se la può dare. Ma almeno si contenga. Il loden non ripara dalla volgarità. Bisogna vedere come lo si porta.

PS: una piccola rettifica. Ho rivisto la puntata e ho constatato che ho detto un’imprecisione storica: il presidente del consiglio non stava mangiando una tartina, ma bevendo un aperitivo. Non cambia nulla della sostanza, ma sono i dettagli che fanno la verità di una testimonianza.

(testo radiofonico tratto da LA GUARDIANA DEL FARO, domenica 30 settembre 2012, Radio24: http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=La%20guardiana%20del%20faro&articolo=storia-purezza-amore-donne-uomini-finisterre-libri-pacifico)

[Immagine: Mario Monti (gm)].

56 thoughts on “Volgarità di Mario Monti

  1. Grazie per questo piccolo regalo domenicale che, anzitutto, mi sembra possa essere preso come esempio particolarmente felice della nuova forma della scrittura saggistica via internet. Nel merito, mi ha fatto ripensare (come succede spesso) al notissimo dilemma del ‘Principe’ se “è meglio essere temuti o amati”. Suggestiva l’istantanea dell’arroganza del potere fotografata nel suo esercitarsi quotidiano: dico, con amarezza, che simile sfrontatezza mi sembra un fenomeno unicamente italiano.

  2. ….un’arroganza volgare esercitata – ovviamente – nei confronti di una donna: che sia giornalista poco importa, sempre femmina è.

  3. Francamente non capisco cosa ci sia di arrogante nel rispondere in questo modo all’ennesima domanda priva di senso sull’eventuale ricandidatura. Io avrei parlato della stupidità di un giornalista che pone una simile domanda.

    @D’Errico
    Scusi ma cosa c’entra il sessismo?

  4. Mah, servirebbe un link all’episodio, in modo da avere accesso alla fonte diretta: anche questa sarebbe informazione. A parte ciò, sinceramente non capisco la rilevanza di un articolo del genere, che non si sofferma sui contenuti (diversamente da quanto di solito qui accade) e che mi dà fastidio per le sue semplificazioni, schematizzazioni, l’attaccarsi a un epifenomeno, magnificarlo e allargarlo all’intera figura di Monti. Insomma, mi dà fastidio questa ricaduta sul gossip (questo mi pare) intorno ai comportamenti (pratica più redditizia con Berlusconi, non c’è che dire) e non capisco dove faccia informazione, dove approfondimento. Insomma, sia i contenuti sia il modo mi sembrano fuoriluogo qui (avrei potuto leggere questo testo su un post di facebook, quasi, che ce n’è anche lì di rifllessioni relativamente articolate, e spesso sulla sostanza)

  5. @castiglione
    non è un articolo, è un commento di pancia, che nella sostanza condivido se penso alla gratuità di affermazioni disinvolte come “Posto fisso, che monotonia” (http://www.repubblica.it/politica/2012/02/01/news/monti_spread_scender_ancora-29171588/).
    ma poi non ho ben chiaro perché ti metti a dettare la linea di lplc, per caso sei uno dei redattori? si deve informare, approfondire, articolare sempre e comunque sennò si compie tradimento al proprio compito intellettuale? e poi è chiaro che qui ci si sofferma non sui contenuti, si sta discutendo di forma e apparenza dei gesti

  6. AL POSTO DELLA CRITICA POLITICA

    “Ma allora non sei solo un freddo esecutore di interessi, che non sono i nostri. Allora godi proprio a schiacciarci sotto i piedi. Non le chiediamo, signor presidente, di essere più fine. La finezza uno non se la può dare. Ma almeno si contenga.”

    Ma siamo ridotti a questo punto?Pretendere la finezza?
    E perché no la poesia?
    Le uniche critiche che si è capaci di fare a Monti (o a Berlusconi prima) sono di questo tenore?
    Anche al fascismo i liberali DOC rimproveravano di essere un po’ volgare.
    E fare su questo pettegolezzo perfino un post e ritenerlo “esempio particolarmente felice della nuova forma della scrittura saggistica via internet”?
    Ma vi state bevendo il cervello?

  7. @ Abate: mi pare che lei possa stare ben tranquillo, il modo raffinato in cui esprime le sue opinioni e tratta il suo prossimo è esattamente in linea con quello di cui parla Alberti nel suo scritto. In Italia troverà sempre rappresentanti degni di lei.

  8. @Abate

    No guavdi, la Bavbava invece ha pvopvio vagione: io mi vevgogno di aveve un pvesidente del consiglio scveanzato come Monti. Uno che tvatta i giovnalisti in questo modo non si può tollevave. Per non pavlave del colove dei calzini che mette.

    @D’Errico
    Questa si chiama, tecnicamente, paranoia. Credo che i giornalisti vengano trattati male, ignorati, canzonati almeno una quindicina di volte al giorno. Il sesso non c’entra proprio nulla.

  9. Elegante o volgare che sia il Prof Mario, in effetti il Presidente Monti ha detto alla giornalista la pura verità.
    Alla domanda se si candidasse alle elezioni, Monti ha infatti accettato di rispondere – comunicando di “essere disponibile a un nuovo incarico” – solo in inglese, su sfondo con logo CFR (Council of Foreign Relations, il più importante organismo del mondialismo americano) e su territorio USA [qui il video: http://www.cfr.org/italy/mario-monti-challenges-euro-future-european-integration-video/p29140%5D.
    L’incarico a cui si riferiva è quello di Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. E’ contrario all’uso e alla cortesia diplomatica, per un Capo di Governo in visita ufficiale, rilasciare in territorio straniero una dichiarazione di significativa importanza per la propria nazione, e perdipiù in lingua diversa dalla propria (che è anche quella del popolo che in linea teorica gli dà mandato di governare).
    Non devo sottolineare qui, dove si parla di letteratura, che ogni voluta infrazione all’uso formale è altamente significativa.
    Per fare un paragone tra stili diplomatici, ricorderò la circostanza in cui Jacques Chirac, allora Presidente della Repubblica francese, assisteva a un convegno UE. Tra i relatori, un importante manager di grande industria pubblica francese. Salito sul podio, questi iniziò il suo discorso in inglese. Chirac si alzò immediatamente e lasciò la sala.

  10. In effetti io trovo sommamente volgare il fatto che Monti, come tanti altri politici, che sono poi personaggi pubblici, trattino i giornalisti come dei mentecatti e che questi debbano partire alla rincorsa di persone che nemmeno si fermano un po’ a parlare. Del resto l’ha fatto pure Minzolini con un suo collega: è un modo di fare che trovo francamente insopportabile! E fermatevi e parlate, cosa ve la tirate tanto???

  11. @Buffagni
    “Non devo sottolineare qui, dove si parla di letteratura, che ogni voluta infrazione all’uso formale è altamente significativa”

    Potrebbe però evitare di ridurre un problema politico a una questione retorica e a dipingerlo come un imbecille. Forse c’erano ragioni strategiche che hanno portato Monti a esprimersi in quel modo in quel contesto. Forse voleva rassicurare la politica americana e i suoi mercati.

    A proposito di retorica: ascoltare o leggere Barbara Alberti che discetta sulla volgarità di Mario Monti è la dimostrazione che l’Italia è una repubblica surrealista. E che realtà vince sogno, sempre.

  12. @Mariateresa
    Guardi che i giornalisti appartengono allo stesso mondo dei politicanti, e non capisco perchè dovrei provare solidarietà per un tizio che ti soffoca con le sue domande quasi sempre idiote, e che capisce subito il suo editore ed il suo direttore cosa vogliono da lui, e quello fa, la stampa non è che una delle parti in causa che pretende perfino di svolgere un ruolo di informazione!!!
    Per il resto, che Monti ed il suo governo siano un esempio di volgarità l’ho scritto da molto tempo, in particolare a proposito della Fornero, ma non riferivo al modo di rivolgersi a una giornalista particolarmente molesta, ma al loro stesso modo di pensare, volgare è l’ideologia dominante che condividono in maniera così totale e la loro volontà di dimostare di essere i primi della classe nell’applicarla.

  13. Finché ci saranno persone che non riescono a capire dove si trova la volgarità ( così si definisce l’arroganza di chi pensa di essere al di sopra degli altri) in un comportamento del genere, la vedo parecchio dura.

  14. a Rudi Dutschke.

    Guardi che lei non ha capito.
    Non riduco un problema politico a una questione retorica, e tantomeno dipingo Monti come un imbecille. Monti non è un imbecille, e sicuramente aveva una “ragione strategica” per fare l’annuncio in questione in inglese nella sede newyorkese del Council of Foreign Relations.
    La ragione non era “rassicurare i mercati”, espressione che non significa nulla, ma comunicare di aver ricevuto dalle oligarchie politiche ed economiche che esprimono il CFR il mandato di garantire la continuazione della presente situazione politica italiana.
    Il messaggio in inglese non era diretto al popolo italiano, al quale secondo la Costituzione spetterebbe la sovranità politica in Italia, ma in primo luogo alle oligarchie dominanti USA e UE delle quali Monti è mandatario, in secondo luogo alle oligarchie subdominanti italiane, tra le quali il ceto dirigente del PD, il partito che si prevede vinca le prossime elezioni, il quale ultimo è stato avvisato che non viene ritenuto sufficientemente affidabile, e dunque non deve pensare di potersela cavare da solo: dovrà accettare la tutela diretta di Monti, come Presidente del Consiglio o come Presidente della Repubblica.
    Se a lei questa sembra una questione retorica, usiamo vocabolari diversi.
    Se poi trova normale e positiva una situazione politica nella quale il popolo italiano, al quale immagino che anche lei appartenga, viene governato da forze e personalità che rispondono a interessi estranei e non può metter becco nelle decisioni che lo riguardano, i nostri vocabolari divergono anche nelle definizioni dei lemmi “politica”, “sovranità”, “indipendenza” “libertà”, “dignità”.

  15. Non so se Monti sia volgare, o se, sottilizzando, sia più o meno volgare del Berluska, e personalmente non me ne potrebbe interessare di meno. Quel che invece mi interessa sono le sue dichiarazioni politico-economiche del tipo che ormai si intravede la luce in fondo al tunnel, che fra quattro o cinque mesi ci sarà la crescita, che il fiscal compact e il pareggio di bilancio sono il bene dell’Italia. Personalmente trovo queste dichiarazioni delle bugie colossali, più gravi e devastanti del fatto che Ruby sia la nipote di Mubarak. Ma a livello politico nessuno pare indignarsi di queste affermazioni del “nostro” Premier

  16. La volgarità di Monti è nel mentire spudoratamente ai cittadini italiani. Uno degli obiettivi del suo Governo era quello di ridurre il debito pubblico. I dati di agosto dimostrano inequivocabilmente che il debito pubblico è aumentato più che con il governo Berlusconi. Così come è aumentata la disoccupazione ed è diminuità la capacità di spesa degli italiani.*

    La volgarità di Monti è quella dei suoi estimatori, e in particolare di quelli “di sinistra”. Accecati dal Berlusconismo, hanno gioito per Monti, incapaci di vedere dietro tale “professore” il peggior governo di destra di sempre.

    La volgarità di Monti è quella stessa di chi, in queste ore, sta blaterando di “produttività”, omettendo però di dire che trattasi di aumento dello sfruttamento, nel senso classico di aumento delle ore lavorate a fronte dello stesso salario.

    La volgarità di Monti è il tanto parlare di “merito” (o di “spazio ai giovani”) omettendo di raccontare qual è la posizione occupata (e in che modo) da figli e parenti di membri del suo governo.

    Etc.

    *I dati si possono trovare sul Supplemento al Bollettino Statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” n. 52 del 15/10/2012, pubblicato dalla Banca d’Italia.

  17. Politica e menzogna, a mio modesto parere, sono sinonimi. Lo stesso politica e volgarità. Detto questo, Monti è uno che ha avuto l’incarico di rimettere i conti un po’ a posto, prima che lo Stato italiano finisse nelle mani del FMI, le cui ricette sono ancor meno morbide di quelle fin qui adottate. Una specie di male minore. Quello che meraviglia è che aveva anche l’incarico di creare una protezione per i disoccupati, secondo il famoso brogliaccio BCE dell’estate 2011, ma la società italiana gli sta permettendo di non fare nulla in questo senso. La Fornero disse subito che avrebbe lavorato per introdurre salario minimo e sussidio di disoccupazione. Poi ringambò dicendo abbastanza la qualunque che in Italia fa caldo, se ci fossero i sussidi andrebbero tutti al mare… Polèssere… Ma almeno il salario minimo per chi va a lavorare in condizioni contrattuali disastrose tipo nei call center, mettiamo 8 euro ora? (la media nazionale di un’ora di lavoro è più di tre volte tanto). Almeno un aumento di paga ai precari che offrono al sistema produttivo il servizio della flessibilità? Una diminuizione delle trattenute INPS a chi non maturerà mai il diritto alla pensione? (è avvenuto esattamente il contrario, che le hanno aumentate…) Avete visto manifestazioni in questo senso? No, solo vaga indignazione e moralismi, portando acqua con le orecchie a chi ha interesse a spiritualizzare la società, a ulteriore dispregio della difesa dei bisogni materiali dei meno abbienti. Mi sa che è la società italiana che va rottamata, altro che i politici…

  18. Barbara Alberti, avvezza a frequentare salotti televisivi di gusto finissimo, è senza alcun dubbio la persona ideale per ergersi ad arbiter elegantiarum.

  19. Posto che a me questo post (pedonate il bisticcio) è piaciuto moltissimo, ce ne sarebbero di cose da dire, anche in relazione ai commenti; scusatemi se mi limito a due.
    Dire che politicanti e giornalisti appartengono allo stesso mondo, uhm, mi sembra un tantino eccessivo, significa mettere tutti i giornalisti (e pure tutti i politicanti) nello stesso fascio: ci sono stati sempre gli scribacchini asserviti, certo; ma ci sono stati pure, in tempi più remoti e più recenti, i tenaci che, magari cominciando con qualche domandina molesta (le domande spesso lo sono, soprattutto quando non sono idiote per niente), hanno sollevato qualche caso, qualche scandalo, qualche cambiamento, costretto qualcuno a dimettersi, cambiato un po’ le cose; poi se spesso i loro tentativi sono naufragati è stato anche a causa di quelli per cui tutti si valgono, tutti sono uguali, tutti fanno schifo.
    Non mi è chiaro, poi, cosa abbiano in comune Barbara Alberti e Isabella Bossi Fedrigotti. Salvo forse, chissà, un particolare: entrambe femmine, come l’intervistatrice; ma Fiorella D’Errico è stata già rimproverata, azzardare l’ipotesi di sessismo sarebbe davvero inopportuno.

  20. Scrive Larry Massino:
    “Monti è uno che ha avuto l’incarico di rimettere i conti un po’ a posto, prima che lo Stato italiano finisse nelle mani del FMI, le cui ricette sono ancor meno morbide di quelle fin qui adottate. Una specie di male minore. ”

    Domanda: “ha ricevuto l’incarico” *da chi*?
    Nota: in politica, il “male minore” = il meglio

  21. Hai, hai, s’incrina il consenso … Non ditelo a Mauro Piras, però; ci potrebbe stare male. In ogni caso, la «voluttà del comando» ostentata da Monti in questa occasione è ben poca cosa rispetto al «comando» che esprimono le decisioni prese dal suo governo ….

    ***

    Il Supplemento al Bollettino Statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” n. 52 del 15/10/2012, pubblicato dalla Banca d’Italia, evidenzia chiaramente le cifre del disastro. Con la pubblicazione odierna, si rendono pubblici i dati aggiornati al 31 agosto.  Il debito pubblico continua a crescere, ma con l’avvento di Monti la crescita è stata superiore agli anteriori governi. Il debito pubblico italiano al 31 agosto 2012 era 1.975, 63 miliardi di Euro.

    Il debito pubblico nel 2011 (fra il 31/12/2010 ed 31/12/2011) è cresciuto del 3,00%; se consideriamo gli ultimi dodici mesi del governo Berlusconi (31/10/2010-31/10/2011) il debito è cresciuto del 2,38%. Negli ultimi 12 mesi (31/08/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,51%; Se consideriamo solamente il periodo del Governo Monti (31/10/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,09% e se ci soffermiamo ad analizzare i dati dell’anno in corso (31/12/2011-31/08/2012) il debito cresce ancora di più: 3,61%. L’azione del Governo Monti sta, inequivocabilmente, facendo crescere il debito più che il suo predecessore.

    Se poi consideriamo il debito in relazione al PIL, il disastro del governo Monti appare ancora più evidente. Nel 2008 il debito pubblico italiano era il 106,1% del PIL; nel 2009 sale al 116,4%; nel 2010 arriva al 119,2%, nel 2011 supera il 120%, arivando al 120,7%; nel 2012 sarà sicuramente superiore al 125%, massimo assoluto dal 1970. Secondo calcoli pessimistici potrebbe arrivare perfino al 130% o ad una cifra molto vicina: se il debito negli ultimi 4 mesi dell’anno dovesse crescere di altri 25 miliardi e quindi arrivare in prossimità dei 2.000 miliardi e se si dovesse confermare una riduzione del PIL del 2,6%; in questo caso l’Italia si rrtroverebbe un debito vicino al 130%.

    Le cifre del Governo Monti sono ancora più disastrose, se si considera che il debito continua ad aumentare pur in presenza di un aumento delle entrate. Nel 2012, grazie all’aumento delle imposte e delle tasse, il Governo Monti per il 2012, stando agli ultimi dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre, usufruirà di entrate non inferiori a 755 miliardi di Euro, il 48,3% del PIL a fronte di ingressi pari al 46,1% del 2011. Ovviamente l’aumento delle imposte e delle tasse continua ad essere un punto all’ordine del giorno del governo Monti, che contribuisce a deprimire la domanda, per cui è facile aspettarsi un peggioramento della situazione. La disoccupazione, ad esempio, sempre secondo i dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre passa dall’ 8,4 del 2011 al 10,5 nel 2012 e constinuerà a crescere per il 2013.

    Il disastro del Governo Monti va ben oltre queste cifre: l’aspetto peggiore è l’aumenta del debito a breve, quello da pagare a meno di un anno. Al 31 di ottobre 2011, ultimo bilancio disponibile per il Governo Berlusconi, il debito totale ammontava a 1.916,40 miliardi di Euro e di questo il 26,07%, ossia 499,58 miliardi erano debiti in scadenza nei successivi 12 mesi.

    Oggi (dati al 31/08/2012), con il Governo Monti il debito è a 1.975,63 miliardi di Euro, ma la quota da pagare a breve, entro i successivi 12 è salita a 546,64 miliardi, il 27,67% di tutto il debito. In solo 8 mesi (dal 31/10/2011 al 31/08/2012) di Governo Monti, il debito da pagare a breve ha avuto un rialzo netto del 1,6%. Anche il debito a medio termine, quello in scadenza tra 12 e 60 mesi è in aumento, essendo passato da 554,85 miliardi del 31/10/2011, il 28,95% del totale, a 579,76 il 29,35% del totale; ovviamente diminuisce il debito in scadenza oltre i 60 mesi.

    Perchè consideriamo che questo sia l’aspetto peggiore del Governo Monti? Aumentando il debito a breve, significa aver bisogno di maggiori entrate nel breve periodo per coprire le rate in scadenza ed ovviamente si contnuerà a spremere i contribuenti, il popolo Italiano e le imprese, con la conseguenza di deprimere ancora di più la domanda e quindi il panorama economico.

    Certamente Monti, come previsto, continuerà a vendere, o per essere più esatti a svendere il patrimonio nazionale, con la conseguenza che nel breve periodo si ritroverà con un debito inferiore di qualche miliarduccio, ma nel lungo periodo aumenterà perchè da un lato continua a spendere (pur aumentando le entrate, se il debito aumenta è perchè aumentano le spese) e dall’altro veranno a mancare gli introiti derivanti dagli utili del patrimonio ormai venduto.

    A quanto pare, Monti sta tagliando solo ed esclusivamente gli investimenti sociali, da lui considerati non una grande risorsa del paese, ma uno spreco. Fra qualche tempo, in virtù di questi tagli si ritroverà con popolo affamato, malcurato ed ammalato, ignorante, con le inevitabili esplosioni sociali ed il ricorso alla repressione ed il conseguente incremento delle spese nel settore dell’ordine pubblico. Bella prospetiva per l’Italia!

    L’aumento del debito a breve termine, rende sempre più evidente il ricorso al FMI ed anche se al momento tale ricorso viene negato, la realtà dei numeri indica il contrario. Come si pagano i debiti, se ormai gli italiani, popolo ed imprese, sono già spremuti al massimo?

    Nella logica di Monti, si continuerà ad aumentare l’IVA, l’IMU/ICI, le altre imposte e tasse, a ridurre le pensioni, gli stipendi, ecc… ma tutto questo farà ulteriormente diminuire la domanda (i consumatori disporanno di sempre meno soldi da spendere) e per conseguenza le imprese reagiranno riducendo l’offerta, ossia licenciando e spostando all’estero i propri stabilimenti (almeno le grandi imprese; mentre le piccole chiuderanno).

    Monti è stato chiamato a diminuire il debito pubblico e a far ripartire l’economia italiana, ma i dati ufficiali indicano esattamente il contrario.

  22. @ Larry Massino:
    Monti ci ha salvato dal FMI? Ma sai chi sono i componenti della Troika che ha voce in capitolo nelle ricette di austerità di Europa e Italia? Semmai è dopo la famosa letterina della Bce (Trichet e Draghi) con cui hanno mandato in libertà vigilata il Berluska, che il FMI è riuscito a mettere le mani nel piatto dell’economia europea (Grecia docet). E sta ripetendo in Europa i “consigli” (o diktat, a piacere) coi quali ha devastato l’America Latina, pari pari, te l’assicuro. Solo che molti paesi latinoamericani, dopo la “década perdida”, sono riusciti a dare il benservito al FMI, mentre qui l’abbiamo (l’hanno) accolto a braccia aperte, perché ci ha liberato da Belzebù.

  23. @ex Stan, Monti doveva principalmente frenare la crescita dello Spread, che era arrivato quasi alla soglia critica di 600, oltre la quale non c’è maniera di fermarlo se non terremotando i conti dello Stato: aumentare tasse e diminuire servizi, stipendi pubblici e pensioni, come in Grecia, Spagna e Portogallo. Per ora questo non sta avvenendo (e non avverrà, con questi pur terribili numeri, perché la riduzione dello Spread significa rinnovata fiducia da parte dei mercati, che continuano a comprare i certificati del tesoro italiano, anche a tassi più bassi). Ti racconto un fatto personale. Qualche tempo fa scrissi a un parlamentare del PD, uno che conoscevo, provenienza CGIL, considerato dunque esperto di faccende di lavoro. Gli suggerivo una cosa favorevole ai salariati, che sembrò piacergli parecchio (ma non ci pensò nemmeno a metterla in discussione al parlamento o nel partito). Ad ogni modo mi disse che avevo ragione a dire che i governi di centrosinistra in Italia fanno quello che dovrebbero fare i governi di centrodestra, cercare di tenere i conti a posto, mentre quelli di centrodestra allargano i cordoni della borsa per distribuire prebende al proprio elettorato di matrice clientelare. In effetti se guardi l’evoluzione della spesa pubblica complessiva dal 2001 a oggi, con 8 e mezzo interminabili anni di centrodestra, vedi che è aumentata almeno 20 punti in più dell’inflazione, e vedi che se la spesa si fosse semplicemente mantenuta ai livelli del 2001 (ma a rigore i governi di centrodestra debbono abbassarla) l’Italia sarebbe oggi un paese virtuosissimo, almeno dal punto di vista economico… Certo, stando così le cose è difficile capire chi è di sinistra e chi è di destra. Agli elettori italiani, non per caso, piace di più la destra scostumata e spendacciona della sinistra morigerata e taccagna… Ma a noi? Io una sinistra taccagna la sopporto, taccagna mettiamo come la Regione Toscana, regione nella quale da sempre vivo, che fa quel che può per non sfavorire chi sta in basso nella scala sociale; regione nella quale si sta del resto allenando un probabile futuro leader della sinistra italiana (il capacissimo Enrico Rossi), già unto dal signore (Carlo De Benedetti). Quello che proprio non sopporto, invece, è la sinistra morigerata.

  24. @Buffagni, Monti l’incarico lo ricevette dal Presidente della Repubblica, ma tutti scrissero che la decisione fu suggerita dalle massime autorità politiche europee e mondiali (cosiddetta Troika).

  25. a Larry Massino.

    E’ proprio così. Senza violare la lettera della legge, che affida al Presidente della Repubblica il compito di affidare l’incarico di formare il governo a persona di sua fiducia, Napolitano ne ha violato lo spirito, perchè ha prima contribuito a far cadere il governo Berlusconi, che non aveva perduto la fiducia in Parlamento, poi ha nominato senatore a vita Monti, indicatogli dalla Troika, e infine lo ha incaricato di formare un governo proponendo al popolo, anzi al pubblico italiano l’alternativa “minestra o finestra”.
    Non è diverso da quel che fece Vittorio Emanuele III quando, rifiutando di firmare lo stato d’assedio per reprimere la marcia fascista su Roma, indusse alle dimissioni Luigi Facta, e conferì l’incarico di formare il governo al Cav. Benito Mussolini, il quale trovò in Parlamento un largo appoggio bipartisan di liberali, popolari, nazionalisti. Anche VE III non violò la lettera dello Statuto albertino, pur violandone lo spirito. Come è andata a finire allora lo sappiamo.

  26. @Mariateresa
    “E fermatevi e parlate, cosa ve la tirate tanto???”

    Beh, essere presidente del Consiglio dei Ministri implica una certa superiorità nei poteri, nell’intelligenza richiesta e nelle responsabilità rispetto a qualsiasi giornalista. E non vedo nulla di male nel fatto che ministri e capi di governo decidano di non rispondere alle domande dei giornalisti. Hanno in mano il destino di un paese e non tutto può essere rivelato a chiunque.

    Più in generale non riesco a capire perché essere snob (è questo che @Alberti e @Mariateresa rimproverano a Monti) dovrebbe essere volgare. La sprezzatura è stata sempre considerata come l’attributo essenziale dei nobili. E, ripeto, è normale e sacrosanto che un Presidente del Consiglio si consideri superiore e più nobile rispetto a un giornalista, perché lo è.

    @Buffagni

    Dire che “il messaggio in inglese non era diretto al popolo italiano” mi sembra un truismo un po’ capzioso: nessuna comunicazione fatta ai giornalisti è un messaggio rivolto ai popoli. Fino a prova contraria, in una conferenza stampa si parla ai giornalisti, non al “popolo” e tanto meno agli “elettori”. E non mi sembra che il Presidente del consiglio sia obbligato a rivolgersi al detentore della sovranità ogni volta che parla.

    In secondo luogo: Monti non è “mandatario” di nessuna “oligarchia” (perché parla in gergo?). E’ il presidente del consiglio eletto in piena libertà dalla maggioranza dei parlamentari italiani (che non mi risulta siano stati minacciati di morte) secondo le procedure previste dalla Costituzione italiana.
    Da questo punto di vista gli interessi espressi da Monti e dalla sua politica non sono più estranei al “popolo italiano” di quelli di Berlusconi o delle decine degli altri presidenti del Consiglio eletti dai parlamentari su delega del “popolo italiano”. Non c’è alcuna anomalia in tutto questo: quella italiana è una democrazia parlamentare che non prevede l’elezione diretta del presidente del consiglio. Le decisioni del governo non sono affare diretto ed immediato del “popolo italiano” ma del Parlamento. Queste sono le regole della Costituzione: se il popolo non è soddisfatto dell’operato del governo ha tutto il diritto di non dare la propria preferenza le forze parlamentari che l’hanno sostenuto alle prossime elezioni.

    Il resto (anche le speculazioni sul tradimento di un presunto “spirito” della Costituzione da parte di Napolitane) sono variazioni sulla teoria del complotto.

    I suoi riferimenti, invece, alla marcia fascista sono la più luminosa dimostrazione della legge di Godwin in salsa italiana.

  27. I suoi riferimenti, invece, alla marcia fascista sono la più luminosa dimostrazione della legge di Godwin in salsa italiana.

    questo mi suona familiare..

  28. “Non c’è alcuna anomalia in tutto questo: quella italiana è una democrazia parlamentare che non prevede l’elezione diretta del presidente del consiglio. Le decisioni del governo non sono affare diretto ed immediato del “popolo italiano” ma del Parlamento.”
    Su questo Rudi ha ragione. Ce ne dimentichiamo troppo facilmente. Colpa di Berlusconi che ha insinuato in noi l’idea del capo eletto dal popolo e da esso legittimato? Non so, forse che sì, forse che no.

  29. a Rudi Dutschke.

    Che vuole che le dica? Si vede proprio che usiamo due vocabolari diversi: a me risulta che le parole “oligarchia” e “mandatario” siano italiano corrente, lei le legge e mi chiede perchè scrivo in gergo.
    Comunque, provo a risponderle partendo dalla fine, cioè dal paragone tra l’incarico a Mussolini e l’incarico a Monti, che lei definisce “legge di Godwin in salsa italiana”, dunque una “reductio ad mussolinum” invece che “ad hitlerum”, e insomma una scemenza complottista.

    Ora, Monti è probabilmente l’uomo politico meno somigliante a Mussolini che abbia mai operato in Italia. La visione del mondo e l’azione politica di Monti e dei suoi ministri è probabilmente quanto di meno somigliante al fascismo sia mai esistito in Italia.

    Qual è dunque, a mio avviso, la somiglianza tra l’incarico a Monti e l’incarico a Mussolini?

    La somiglianza è questa.

    1) In una situazione di grave crisi economica, sociale, politica, il Capo dello Stato (VE III, Napolitano) destabilizza il proprio governo – che tuttora gode della fiducia parlamentare – ritirandogli la propria fiducia personale. Senza violare la lettera della legge fondamentale dello Stato (Statuto albertino, Costituzione della Repubblica italiana) ma forzandone lo spirito, incarica di formare il governo un uomo politico non espresso e non indicato dal partito o dalla coalizione di partiti di maggioranza relativa nel Parlamento e nella nazione. La decisione politica di VE III e di Napolitano, dunque, è senz’altro legale, ma la sua legittimità è dubbia.

    2) Da questa decisione dei Capi di Stato VE III e GN consegue un grave, ulteriore indebolimento dell’autorità, già per le loro inadempienze compromessa, del Parlamento e della classe politica di governo e di opposizione. Per la classe politica, da un canto opporvisi significa opporsi al Capo dello Stato, e dunque aggiungere una crisi istituzionale dalle conseguenze imprevedibili alla grave crisi sociale e politica già in atto. Dall’altro, una larga parte di essa ritiene nel proprio interesse dare appoggio al nuovo governo: lo vede infatti come esperienza transitoria ed emergenziale, utile ad affrontare problemi risolvibili solo a prezzo di gravi perdite di consenso elettorale. (Qui va segnalata una importante differenza: ad appoggiare il primo governo Mussolini fu il solo centrodestra, mentre il governo Monti è appoggiato da una coalizione destra/sinistra).

    3) L’indebolirsi dell’autorità morale e della forza politica del Parlamento e della classe politica tradizionale dà luogo a un proporzionale aumento dell’autorità e della forza dell’esecutivo, che da un canto tende sempre più ad avocarsi le funzioni proprie delle Camere, dall’ altro riscuote un sempre maggiore consenso tra la popolazione, che spaventata dal caos sociale e politico, di fronte allo spettacolo spregevole della corruzione e dell’impotenza della classe politica tradizionale si affida sempre più volentieri al nuovo Capo del Governo, che non appartiene alla casta corrotta dei politici e mostra di saper decidere.

    4) Le dinamiche istituzionali e politiche abbozzate ai punti precedenti risultano in una devitalizzazione del nervo democratico-parlamentare. Lo Stato, il Parlamento, il meccanismo elettorale, sono apparentemente intatti come un dente morto. Basterà però una piccola spinta per farli cadere. Nel caso del fascismo, fu l’evoluzione della crisi provocata dal delitto Matteotti. Nel caso della Repubblica italiana ancora non lo sappiamo, ma potrebbe essere l’inserimento in Costituzione dell’obbligo di parità di bilancio richiesta dalla UE, che spossessando il Parlamento di una sua prerogativa essenziale a favore di istituzioni straniere porrebbe formalmente termine all’esperienza democratico-parlamentare italiana (ricordo che la democrazia parlamentare moderna nasce in America con lo slogan “no taxation without representation”).

    Qui le somiglianze finiscono e iniziano le differenze, che sono ben più numerose. La più macroscopica è che nel caso del fascismo, il potere politico passò dal Parlamento italiano al Governo e allo Stato italiani ridisegnati in senso dittatoriale, nel caso del “montismo” il potere politico passa dal Parlamento e dal Governo italiani alle istituzioni UE.
    Questo passaggio di poteri e sovranità dalle istituzioni italiane a istituzioni straniere può essere accolto, e in effetti viene accolto da molti, con entusiasmo. Allo stesso modo, da molti italiani fu accolto con entusiasmo il passaggio di poteri dal Parlamento al Duce.
    Ci si può benissimo dire, in perfetta buonafede e avendo a cuore anzitutto gli interessi dell’Italia e degli italiani, che viste le esperienze negative degli ultimi decenni, per l’Italia e gli italiani la scelta migliore è rinunciare a una responsabilità della quale non si sono dimostrati all’altezza, e cedere ad altri, a istituzioni e uomini stranieri, il diritto e il dovere di decidere sulla loro vita associata.
    E’ d’altronde quello che si dissero i tanti italiani che in buonafede e avendo a cuore anzitutto gli interessi dell’Italia e degli italiani, salutarono con entusiasmo, o semplicemente accettarono con più o meno partecipe consenso, la fine del parlamentarismo liberale e l’avvento della dittatura fascista, che poneva termine a un lungo periodo di guerra civile strisciante e di gravi umiliazioni dell’Italia sullo scenario internazionale.
    Sarebbe però bene che queste posizioni venissero espresse chiaramente, e le alternative venissero presentate con più fedeltà al vero. Nel caso del fascismo, c’era poco da equivocare: tutto si svolse alla luce del sole. Nel caso del “montismo”, alla luce del sole si svolge ben poco per non dire niente.
    Se questo le pare complottismo, le faccio un esempio. Il Capo dello Stato parla di ulteriori cessioni di sovranità alla UE.
    Lei pensa che in qualità di cittadino elettore sarà interpellato in materia, direttamente via referendum o indirettamente per mezzo di elezioni politiche nelle quali il tema principale, dibattuto con diverse posizioni tra le forze politiche, saranno appunto le “ulteriori cessioni di sovranità”? Se per caso lo pensasse, l’esperienza delle cessioni di sovranità già avvenute lascia prevedere che si sbaglia.

  30. Mi accodo a quelli che prima di me hanno manifestato nel commentario perplessità per questo post che parla di volgarità invece di dire qualcosa sulla politica del governo tecnico.
    Ma io sono una persona che ha capito che bisogna rispettare le consegne, mi hanno cacciato da tanti lavori di consegna, allora se si deve parlare di volgarità, parliamone, però diciamoci la verità Monti e il suo governo sono tutto fuorché volgari, tutt’al più, volendo trovare una parola più acconcia, sono snob. Oggi per esempio la Fornero invece di dire che i giovani non devono fare gli schizzinosi, ha detto che non devono fare i “choosy”… (che secondo me tradotto in italiano sarebbe che i giovani non devono fare i “cosi”, cioè i difficili). Ora, non mi piace difendere il fiorentino antico, anzi mi piace la lingua viva, le parole straniere importate sono bellissime, tipo kebab, scooter, computer, ma dire “choosy” invece di “cosi” è fare i superbi, perché “choosy” non è come “week end” che tutti sanno che vuol dire, “choosy” non lo sa nessuno che vuol dire, a meno di essere padroni dell’inglese. Io questo non lo sopporto, per esempio, e detto in quella maniera, mi sembra snobismo linguistico.

  31. La persona che si fa chiamare Rudi Dutschke dice: “Francamente non capisco cosa ci sia di arrogante nel rispondere in questo modo all’ennesima domanda priva di senso sull’eventuale ricandidatura.” Posto che il ‘ri’ è di troppo, o per lo meno incontra due accezioni diverse della parola, è in grado di spiegare per quale ragione la domanda sarebbe “priva di senso” nonché prodotto della “stupidità di un giornalista”?

  32. Ringrazio tutte le persone intervenute commentando questa mia scelta di pubblicare la trascrizione di una trasmissione radiofonica domenicale di Barbara Alberti. La trasmissione “La guardiana del faro” si occupa di costume e di letteratura, spesso di questioni di cuore; in modo elegante e divertente. Visto la perplessità generale e il tono della maggior parte dei commenti, forse è stato frainteso lo scopo della pubblicazione di questo elzeviro, che tale è, un esercizio di stile, un articolo letterario sull’arroganza del potere, e non vuole certo essere un saggio di politica economica sulle sorti del mondo. Mi colpisce il tono esasperato ed esasperante di più della metà dei commenti pubblicati. Mi colpisce la violenza del fraintendimento continuo. Il bisogno strabico ed impotente di sfogare rabbia e verità sulle sorti del mondo: “sono altre le cose serie ed importanti”. Non tutte le comunicazioni hanno lo stesso scopo; e per di più non siamo sul sito del financial times, ma su un blog letterario; questo pezzo a me sembra molto bello per la sua forma, per la sua qualità estetica, per l’eleganza teatrale della lettura (se cliccate sul link potete sentirlo letto magistralmente all’inizio della puntata) e per l’ironia con cui tratta un personaggio tracotante come Monti. A questo pezzo, personalmente, non chiedo niente di più; politica tecnica od economia so più o meno cosa sono e cerco altrove, non certo qui. Ed è tuttavia proprio in questo fraintendimento continuo che la politica come forma presente della vita associata si rivela nel suo degrado divoratore: mi è stato insegnato che nella forma estetica può ripararsi ironicamente una sensibilità, un modo di essere uomini, impotente nel presente immediato e tuttavia capace di una forma di resistenza al potere che può essere mirabile. E’ sempre stato così, da quando esiste la scrittura. Sembra proprio che non ci sia più spazio, per lo meno a giudicare dai commenti pubblicati su questo blog, per queste distinzioni di forma. Ne prendo atto a malincuore.
    Chiudo i commenti della sezione.

  33. Anche se i commenti sono chiusi mi permetto di inviare poche righe proprio a partire dalla giustezza della ‘chiusura’, magari un moderatore se le legge…
    Non chiedere niente di più a questo pezzo, è vero, ma neppure niente di meno. Mi pare evidente che non si tratta di ‘gossip’ o di volgarità in senso ‘tematico’, ma di habitus (nel senso di Bourdieu) cioè del modo in cui le posizioni di potere sono assegnate e ribadite da attitudini ‘incarnate’. Di come le esclusioni sono diffusamente esercitate per via linguistica ed incorporata, normativa prima che formale. C’è una frase di Pasolini che mi ha sempre colpita, quando dice di aver imparato sul mondo dei valori piccolo-borghesi più dalla tenda pesante nel soggiorno di casa, da bambino, che da molto di quel che ha letto poi. Ed è incredibile – letteralmente incredibile – come in Italia sia evidentemente, anacronisticamente ‘naturale’ assegnare tutto questo alla sfera degli ‘epifenomeni’ (o magari delle ‘sovrastrutture’ ??) mentre… ma lasciamo perdere, non si può riassumere in una riga quel che ci ha dato il pensiero francese su questo, e non solo.
    E ancor più avvilenti le insinuazioni di carattere biografico, aprioristiche, conformiste. Perché ognuno deve stare nella propria casellina, protetta dai guardiani del tempio (sapere a che famiglia appartieni sarà sempre più importante di quel che dici). Ed è anche questo un vizio italiota, andare a spulciare il pedigree di chi parla, di chi scrive, vedere se non si diano preoccupanti ibridazioni e sconfinamenti indebiti, accertarsi che non ci sia – anzitutto – nessuna traccia di televisione e nessun commercio con elementi (femminilmente) irrazionali – naturalmente il genere è qui cruciale a tutti i livelli -, insomma: di tutto quel che deve essere tenuto in quarantena rispetto al logos puro e razionale. Grazie per la pubblicazione di questo post, mi ha dato da pensare, e invochiamo gli dèi affinché proteggano qualche ibrido spazio di libertà, laddove è vitale e anche laddove, in fondo, non lo è altrettanto, come qui.

  34. Mi dispiace se la mia proposta di chiudere la discussione sia parsa “gratuita e antipatica”; ho sbagliato, ma mi sembrava che la discussione fosse fuori tono e contesto. Il commento che si è aggiunto è stato pubblicato indipendentemente dal giudizio espresso. Non mi interessa né mi serve censurare alcunché. Non ne sono arrivati altri che sono stati scartati. Il tentativo di questa redazione è quello di creare una comunità di persone che dialogano civilmente. Sono rammaricato se il mio intervento è parso autoritario. Non era nelle mie intenzioni.

  35. Caro Balicco,
    la discrezionalità sta proprio nello stabilire cosa sia fuori o dentro contesto, per me è una cosa del tutto ovvia. E se anche si accertasse che una cosa sta fuori contesto, è forse una corcostanza così grave che giustifichi la scelta di bloccare i commenti?
    Lei dice che quello pubblicato dopo il suo intervento è l’unico pervenuto: ed allora? Ciò non toglie che i commenti sono stati bloccati anche se già preventivamente (nel senso che la gente non manda commenti che sa già non verranno pubblicati, non avrebbe nessuna logica).
    Che poi la signora a. mandi il suo commento e se lo veda pubblicare, è molto grave in ogni caso, ci dice nel meno peggiore dei casi, che le scelte da lei fatte erano incerte, nel peggiore che si faccia una selezione (a. sta forse per Alberti, così si potrebbe dedurre).
    Infine, che lei così repentinamente ammetta di avere sbagliato, mi lascia molto perplesso, io le mie scelte le difendo, magari perchè prima di fare qualcosa, ci rifletto sopra: le consiglio di fare altrettanto, grazie.

  36. Gentile Vincenzo,
    la ringrazio per i consigli. se sbaglio so ammetterlo. Ognuno è fatto a suo modo.

  37. Alcuni degli ultimi commenti (di Rudi Dutschke, di Seligneri) mi spingono a intervenire ancora, perché mi fanno notare quanto importanti e quanto poco scontate siano almeno due tra le questioni sollevate dal post.
    La prima è la questione di forma. Per come la vedo io, Monti e il suo governo, Fornero in testa, sono snob, senz’altro; e il fatto è che il loro snobismo altroché se è volgare. A quanto ne so, la sprezzatura, nel senso in cui l’ha intesa il primo a darle grande rilievo, Castiglione, non ha a che vedere con il disprezzo, consiste nell’understatement, nel non ostentare, nel non farsi vanto dei propri meriti, nel non fare leva su posizioni di forza, quindi anche nel rivolgersi non solo agli intervistatori, ma chiunque, con cortesia, civiltà, considerazione. E se poi le norme di galateo, le distinzioni di rango presupposte dal Cortegiano hanno perso senso da un bel pezzo, civiltà, cortesia e rispetto per il prossimo non dovrebbero perdere senso mai.
    La seconda è la questione di sostanza. Per qualcuno degli intervenuti sembra che le distinzioni di rango invece contino ancora e pure tanto: si parla di nobiltà, di superiorità, addirittura dei diritti che i politici avrebbero sui giornalisti (con amara coincidenza proprio mentre è in corso un loro nuovo clamoroso tentativo di imbavagliarli). Io credevo che cosette come la libertà di stampa, o come la vecchia storia che tutti gli animali sono uguali e non ci sono, mai, quelli più uguali degli altri, fossero, almeno quelle, pacifiche per tutti i frequentatori di questo blog: pazienza, ho perso un’altra illusione. Se poi a qualche osservazione era sottesa un’ironia che non ho colto, mi scuso.
    E a questo riguardo, Cucinotta, abbia pazienza: attaccare qualcuno perché si scusa, perché mette in discussione le proprie scelte, perché riflette sulle impressioni che hanno suscitato, è come minimo paradossale. Lei non si sarebbe comportato così, lei così non si comporterebbe: chapeau; ma accetti la possibilità di un comportamento diverso.

  38. Notazione archeologico-tecnica.

    Secondo l’uso in vigore tra gentiluomini al tempo che Berta filava e si mandavano i cartelli di sfida, Monti è stato volgare perchè a) ha pubblicamente preso in giro un suo inferiore b) perdipiù, questo inferiore era una signora c) se non bastasse, si è comportato così cioè male mentre rivestiva altissima funzione pubblica.
    La “sprezzatura” o insolenza nobiliare a cui qualcuno fa riferimento, spesso accompagnata dall’aristocratico gout de déplaisir, si esercita(va) nei confronti dei propri pari, i quali, se la tua sprezzatura gli faceva saltare la mosca al naso, ti invitavano a discuterne all’alba, dietro al convento delle Carmelitane, con un metro di acciaio in mano (bei tempi).
    Esercitata nei confronti degli inferiori, si chiamava (e si chiama) con i più banali nomi di prepotenza, arroganza, abuso, maleducazione e anche volgarità.
    Sintesi: chi vuole essere nobilmente insolente, si scelga qualcuno della propria taglia o superiore, perchè noblesse oblige, vale a dire che se te la fai troppo facile e rischi zero non sei nobile, sei un maleducato e basta.
    Se Monti vuole fare lo spiritoso ed essere elegante, la prossima volta fa lo spiritoso con Hollande, Obama, etc.

  39. @Scaramouche
    Per quanto mi risulta una comunità politica senza gerarchie non è mai esistita/ Dubito che ne potrà mai esistere una; il problema, semmai, sta nel modo in cui queste distinzioni vengono prodotte, alimentate e gestite. La democrazia non è l’abolizione di tutte le gerarchie; è una comunità in cui le gerarchie sono contingenti (limitate nel tempo), arbitrarie (non corrispondono a nessun tratto di natura) e stabilite collettivamente (per suffragio universale di tutti gli aventi diritto). E’ il “popolo italiano” ad aver stabilito che il Presidente del Consiglio è superiore per poteri, responsabilità e competenze a qualsiasi giornalista. Commuoversi per una giornalista particolarmente maleducata non è segno di uno spirito particolarmente sensibile alla democrazia. Negare una gerarchia stabilita dal “popolo italiano” e mettere sullo stesso piano soggetti che si è deciso, democraticamente, di distinguere, è invece un atteggiamento chiaramente antidemocratico.

    @Buffagni
    Giuridicamente -e di diritto stiamo parlando, a meno che il termine nazione non si riferisca al sangue o a qualche altro oscuro dato naturale- la Comunità Europea non è un’istituzione straniera. L’appartenenza alla UE è il risultato di una decisione libera e democratica del Parlamento, liberamente e sovranamente eletto dal “popolo italiano”. Avere un’opinione contraria a quella espressa da chi ha il potere e il dovere di farlo per tutto il popolo non significa essere vittima di un orribile sopruso o fronteggiare un’apocalisse neofascista; significa semplicemente avere un’opinione diversa dalla maggioranza dei propri connazionali, che da decenni elegge parlamentari che continuano a sostenere l’appartenenza dell’Italia alla UE.

    Più generalmente, a proposito delle regole elementari dell’etichetta, a me sembra che fiondarsi su un capo dello stato durante un cocktail per porgli per l’ennesima volta una domanda a cui si è più volte rifiutato di rispondere non sia un gesto particolarmente elegante. La prima ad essersi mostrata goffa e volgare nella situazione raccontata da Alberti è la giornalista. E non vedo che cosa abbia a che fare aggredire, con un microfono in mano, un capo dello stato mentre beve e mangia con il diritto all’informazione.

  40. Peccato, davvero peccato che la giornalista non gli abbia rifatto la domanda in inglese, in francese, in tedesco, in spagnolo e sloveno come avrebbe fatto una giornalista che conosco. ‘Sti cafoni cascano sempre in piedi. Ditemi voi se uno può pensare di fare il bullo perchè parla un inglese con un accento poco migliore di quello di Rutelli. Che gentaglia. Solidarietà alla giornalista che probabilmente la domanda in inglese era in grado di farla se non fosse stata annichilita dalla cafonaggine del suo interlocutore.

  41. @ tutti gli “anti-Monti”, regalo l’ennesimo show del super-cacca oggi pomeriggio, alias il rovina-popoli.
    continuate a fare inutili battutine e articolini su cose travisate – tipo che Monti la risposta non la poteva dare perché è supportato da 900 circa ladri… e intanto tutto va in vacca.

  42. a Rudi Dutschke.

    No, una nazione non si riduce al dato giuridico; come d’altronde la politica. Va bè il formalismo giuridico, ma neanche Kelsen avrebbe mai sostenuto una tesi così estrema. La nazione è una creazione della natura (le etnie, le stirpi) e della storia.
    Poi, certo, se uno ne ha la forza può mettersi a tavolino nella sua casa di campagna, prendere carta geografica, riga e squadra, e inventarsi una o più nazioni giuridicamente esistenti a pieno titolo perchè riconosciute da altre nazioni (così ad esempio W. Churchill ha dato vita all’Irak).
    Quanto poi allo ius soli o ius sanguinis come fonte primaria della cittadinanza, è un tema molto importante ma che qui non c’entra niente.
    Ho scritto a più riprese che come l’insediamento di Mussolini, l’insediamento di Monti non è illegale (per quanto mi risulta, non sono un giurista), ne ho messo in dubbio la legittimità. Tra legalità e legittimità corre lo stesso rapporto che tra legge e giustizia: parentela, non identità.
    Il punto della mia argomentazione è politico e non giuridico. La valutazione politica e storica che do dell’insediamento di Monti è quella che ha letto negli interventi precedenti. Lei non la condivide e ne ha tutto il diritto, ci mancherebbe. Però, se io parlo di pere e lei di mele la discussione non fa un passo avanti.
    Quanto all’etichetta, in assenza di un giurì d’onore ognuno la pensa come vuole.

    a Dario Greggio.
    Se lei articolasse un po’ meglio la sua posizione se ne potrebbe discutere.

  43. Riproviamo. L’utente auto-battezzato Rudi Dutschke ha definito prima “stupida”, e ora “particolarmente maleducata” la giornalista cui fa riferimento il testo, se non fraintendo. Qualcuno – magari lo stesso autore del commento – è in grado di spiegare perché?

  44. @Buffagni

    “La nazione è una creazione della natura”.
    Non sapevo che in Europa fosse tornato di moda il totemismo. Ai miei tempi, in tutte le scuole e le università pubbliche si insegnava che la natura produce solo minerali, vegetazione varia e animali, insomma le mele e le pere di cui, secondo lei, noi stiamo parlando. Tutte le nazioni -si diceva allora- sono inventate (pensi che scandalo, anche l’Italia, non solo l’Iraq!), e stirpi ed etnie sono “prodotti della natura” solo per i popoli o i gruppi che credono di discendere da mele, pere, cavalli o draghi. Ammetto la mia ignoranza: ho abbandonato la scuola e noto la scienza nel frattempo ha fatto progressi. Ora capisco anche la sua polemica: Monti non discende da nessuna delle nobili e gloriose etnie naturali capaci di opporsi alla forza degli inventori. È un popolano. Un volgare. Ed è per questo che non capivo. Anch’io ho umili ascendenze. Non appartengo a nessuna stirpe, a nessuna etnia. Sono del volgo anch’io.

    Sul resto, non voglio affatto ridurre la politica al diritto. Ma a differenza di quello che scrive non solo la UE non è un’istituzione straniera, né giuridicamente né politicamente (al contrario, l’Italia è politicamente e giuridicamente una parte della UE), ma si tratta di un organismo politico che nasce proprio nel tentativo di arginare le derive di chi, come sembra lei faccia, crede che le nazioni siano “creazioni della natura”. Questa opinione è stata la causa della guerra più devastante che l’Occidente abbia vissuto negli ultimi due millenni. E grazie agli sforzi di chi (da Adenauer a Bech, da Monnet a Schumann, fino ad arrivare a Kohl e il suo odiato Monti) ha creato, curato e governato questa “istituzione straniera” da quasi settanta anni nel continente non c`è stata guerra. Già solo per questo il suo paragone mi sembra del tutto fuori luogo.

    @dm
    L’ho già spiegato. La domanda sulla candidatura è stata posta mille volte e Monti ha sempre mostrato di non voler rispondere. Pensare di essere più svelto di tutti gli altri giornalisti che hanno avuto la medesima (banale) idea non è segno di grande intelligenza. In sé, inoltre, la domanda è politicamente molto ingenua, visto che la situazione elettorale non è stata ancora chiarita e che sono i partiti in realtà a preferire un secondo mandato a Monti. Infine, fiondarsi su un capo dello stato mentre sta bevendo o mangiando per fargli una domanda così stupida è sintomo di maleducazione più che di devozione alla libertà di informazione. A mio avviso la giornalista ha avuto la risposta che meritava. Monti è stato sin troppo cortese. E’ forse un problema di sguardi, ma nelle critiche alla volgarità di Monti io vedo solo invidia e snobismo.

  45. a Rudi Dutschke,

    Lei scrive: “… la UE non è un’istituzione straniera, né giuridicamente né politicamente … ma si tratta di un organismo politico che nasce proprio nel tentativo di arginare le derive di chi, come sembra lei faccia, crede che le nazioni siano “creazioni della natura”. Questa opinione è stata la causa della guerra più devastante che l’Occidente abbia vissuto negli ultimi due millenni.”

    Bene, grazie. Prima di essere richiesto di certificare che non sono nazista, concludo qui la mia conversazione con lei.

  46. La persona che si fa chiamare Rudi Dutschke scrive: “La domanda sulla candidatura è stata posta mille volte e Monti ha sempre mostrato di non voler rispondere. Pensare di essere più svelto di tutti gli altri giornalisti che hanno avuto la medesima (banale) idea non è segno di grande intelligenza.”

    Dunque, sulla base di ciò: è da ritenersi “stupido” un giornalista che pone, ad un uomo di potere, una domanda cui questi non ha voluto rispondere “mille volte” in precedenza. Per cui: saranno tanti i giornalisti stupidi? Allora non è che, mi vien da pensare, la stupidità sia in fondo alla base del giornalismo (stupidità ovvero, secondo la persona che si fa chiamare Rudi Dutschke, la banalità del porre domande cui un potente non ha finora risposto.)
    Siamo sicuri si tratti di “stupidità”, non di aderenza al compito di quel (in generale di un) giornalista?

  47. @dm

    Mario Monti non è un “uomo di potere”. E’ la persona che detiene attualmente una delle massime cariche istituzionali che secondo la Costituzione italiana un cittadino italiano può avere. Uomini di potere sono i giornalisti, gli industriali, gli imprenditori, i calciatori, gli uomini dello spettacolo, gli intellettuali: coloro che per ragioni economiche, morali o intellettuali esercitano una profonda influenza sulla società italiana, cioè un potere (per lo più indiretto) secondo forme non canoniche e in ogni caso non controllate, gestite e amministrate dalla Costituzione. E va trattato, anche dai giornalisti, non come un “uomo di potere” (cioè come un loro pari), ma come la più alta carica del potere esecutivo.
    Il fatto che Monti venga definito e considerato un “uomo di potere” (o addirittura “‘sto cafone”) è l’inequivocabile e triste segno che quella di Berlusconi non è stata una vittoria solo elettorale, ma antropologica.

    Non ho mai affermato che tutti i giornalisti siano stupidi. Ho solo l’impressione che un (o una) grande giornalista (pensi a chi vuole, ciascuno di noi ha i propri miti) si sarebbe risparmiato la meschina figura che la giornalista in questione, invece, si è autoinflitta. Un (o una) grande giornalista avrebbe aspettato un’occasione migliore per fare domande a un capo del governo. E avrebbe posto le proprie domande in modo più intelligente, in modo da non irritare il proprio interlocutore (che non ha alcun obbligo nei suoi confronti) e ottenere da lui informazioni più utili.

  48. Il povero Monti, giustamente, non è in grado di rispondere: la domanda va posta a Napolitano,artefice del Governo Napolitano- Monti, al quale sono ascrivibili conquiste che Berlusconi aveva invano inseguito (disciplina della concussione, legge-bavaglio, etc.).

  49. La supponenza dei regnanti , la superbia del forte , l’arroganza del vincitore . Fastidiosamente antipatica. Ma di tutto questo ho visto poco. Incollato al tubo catodico ero sulla ‘ scena del crimine’ . E , girando la telecamera , ripenso alle domande della giornalista. Io ho capito solo una cosa: un susseguirsi di ‘ lei ce la mette la faccia ‘ , sventagliati come una mitraglia, con un’ accentuazione particolarmente. . .acuta. Strideva la querella sulla ‘ faccia’ a chi da mesi, in prima persona, sta girando mezza Europa! A domanda giusta…talvolta anche una risposta può esser giusta.

  50. La persona che si fa chiamare Rudi Dutschke scrive:

    “Mario Monti non è un “uomo di potere”. E’ la persona che detiene attualmente una delle massime cariche istituzionali che secondo la Costituzione italiana un cittadino italiano può avere.”

    Mario Monti è al vertice del potere esecutivo. Il potere esecutivo è un potere. Pertanto Mario Monti fa parte dell’insieme degli “uomini di potere”.

    Lo stessa persona scrive:
    “Il fatto che Monti venga definito e considerato un “uomo di potere” (o addirittura “‘sto cafone”) è l’inequivocabile e triste segno che quella di Berlusconi non è stata una vittoria solo elettorale, ma antropologica.”

    L’ho motivato sopra. No, “Il fatto che Monti venga definito e considerato un “uomo di potere” (o addirittura “‘sto cafone”) [non] è l’inequivocabile e triste segno che quella di Berlusconi non è stata una vittoria solo elettorale, ma antropologica.”

    Poi, scrive:
    “Non ho mai affermato che tutti i giornalisti siano stupidi.
    Non tutti, una gran parte (vedi il commento del 28 ottobre, ore 20:47)

    Eppoi, scrive:
    “Ho solo l’impressione che un (o una) grande giornalista (pensi a chi vuole, ciascuno di noi ha i propri miti) si sarebbe risparmiato la meschina figura che la giornalista in questione, invece, si è autoinflitta.”

    L’affermazione che la giornalista abbia fatto una “meschina figura” non trova una giustificazione razionale al’interno del discorso. Ad ogni modo, la giornalista svolgeva un lavoro, che aveva precedentemente scelto, e per cui (presumibilmente) è stata pagata.

    Infine, scrive:

    “Un (o una) grande giornalista avrebbe (…) posto le proprie domande in modo più intelligente, in modo da non irritare il proprio interlocutore (che non ha alcun obbligo nei suoi confronti) e ottenere da lui informazioni più utili.”

    Questo argomento si regge su periodi ipotetici del terzo tipo, ipotesi irreali sul passato e pertanto non verificabili.
    Ad ogni modo, devo dedurre che, per la persona che si fa chiamare Rudi Dutschke, tra le qualità degne di menzione, che fanno “grande” un giornalista, figura la capacità di “non irritare il proprio interlocutore”. Ciò suggerisce che abbia un’idea quantomeno singolare del giornalismo.

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