Le parole e le cose

Letteratura e realtà

Cosa insegnare a scuola?

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Candriai (Trento), 17-18 novembre 2012

Cosa insegnare a scuola, oggi? Tutto, non si può. E non solo perché manca il tempo, ma perché una sola testa non potrebbe contenere tante nozioni, e tanto disparate: verrebbe fuori solo confusione. Ma non possiamo neppure accontentarci di ripetere le cose che ci hanno insegnato nel modo in cui ce le hanno insegnate: negli ultimi decenni, i cambiamenti sono stati troppi, e la scuola non può non prenderne atto. Occorre trovare una nuova formula, o un ventaglio di nuove formule. Nel seminario che si terrà a Candriai (TN) sabato 17 e domenica 18 novembre vorremmo riflettere su questi argomenti e provare a rispondere a domande come queste: quale posto dare, nella scuola, alle nuove discipline nate dai nuovi prodotti culturali? Come ripensare le discipline tradizionali? In che modo insegnarle, oggi? Quanto spazio dare ai nuovi media? Gireremo queste domande a una dozzina di colleghi della scuola superiore e dell’università, che diranno la loro opinione in interventi di una ventina di minuti, che poi pubblicheremo. Dopodiché vorremmo – col pubblico presente, con gli altri colleghi – avviare una discussione il più possibile concreta, il più possibile legata all’esperienza didattica di ognuno.

Intervengono:

Luca Barbieri
Marco Bellabarba
Mariangela Caprara
Domenico Chiesa
Girolamo De Michele
Silva Filosi
Umberto Fiori
Claudio Giunta
Daniele Lo Vetere
Federica Lucchesini
Eliana Petrolli
Mauro Piras
Christian Raimo
Michele Ruele
Amedeo Savoia

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Un commento

  1. Sarebbe utile che di questi convegni se ne conservi la memoria, auspico quindi una traccia degli interventi. Di scuola se ne parla in modo dispersivo: occorre portare alla luce delle esperienze valide e verificabili ,discuterle, condividerle se possibile applicarle, la continuità della memoria delle esperienze e delle idee concrete ed il loro rinforzo è indispensabile per riempire il vuoto, la mancanza di dialogo e lo stress della routine che sta condizionando pesantemente le prestazioni dei docenti,ed appannado l’immagine di una scuola accusata di essere lontana dalla realtà e dai bisogni di cultura viva.

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