La playlist di Barack Obama

Esistono omologie tra gusti musicali e proposte politiche? Preleviamo due titoli a caso dalla playlist elettorale composta personalmente – pare – da Barack Obama (la playlist completa la trovate qui). Prima di lamentarvi considerate che quella di Romney è probabilmente peggiore. A meno che non vi piaccia il country (la playlist di Romney la trovate qui).

Florence+Machine, You Got The Love (the Source/Candi Stanton) (Lungs, 2010)

Arcade Fire, We Used To Wait (Santiago de Compostela, 2010)

19 thoughts on “The Best Is Yet To Come

  1. Sinceramente le migliori della playlist.
    …. se non vogliamo considerare Jennifer Lopez con Get Right!!

  2. @giuliomozzi
    Perché nella playlist di Obama ci sono anche cose come The Best Thing About Me Is You di Ricky Martin, Even Better Than The Real Thing degli U2 e perfino Volare nella versione dei Gypsy Kings.
    Roba che neanche Mariano Apicella.

    @Giacomo R
    Get right? Ci avevo fatto un pensierino…

  3. Even better than the real thing degli U2 è un pezzo stupendo di un album grandissimo, Achtung Baby, 1991, che mi pare si trovi intorno al 60esimo posto nella classifica mondiale dei 500 migliori album redatta dalla rivista Rolling stone. Si tratta di un LP innovativo per gli U2, che introducono – con risultati eccellenti – una svolta elettronica al loro lavoro. Non dimentichiamo tra i brani dell’album “until the end of the world”, pezzo portante per la colonna sonora del film omonimo di Wim Wenders dello stesso anno, ’91.
    Gli U2 come artisti e la loro musica come qualunque genere e prodotto artistico, può piacere e non piacere, diversamente non sarebbe e non rientrerebbe nel sistema “arte”, ma in una categoria dell’utile o necessario; tuttavia, liquidare un pezzo come quello qui scelto per la playlist con una battutina tra il saccente e lo spicciolo, mi pare un atteggiamento stupido che del resto riscontro in gran parte di quel mondo sedicente critico e di cultura “alta” che fa di tutto per differenziarsi da una cultura “bassa”, o diciamo trash-pop, cui invece appartiene con grande incoerenza da parvenu overalfabetizzato in bilico trasversale tra il nerd e il vetusto letterario.

    http://www.youtube.com/watch?v=TMYmUlMEYeM

    buona domenica
    nc

  4. @nc
    Le piacciono gli U2? Ottimo. A me piacciono gli Stooges. Quindi che ne parliamo a fare?

  5. La differenza sa dove sta? che a me piacciono anche i Maybeshewill. che ne parliamo a fare, appunto.

  6. Appunto, a me non piacciono neanche i Maybeshewill. Quindi effettivamente è meglio non parlarne.
    Buona domenica.

  7. A me piacciono “Elio e le storie tese”, con il loro immortale “Il paese dei cachi” che vinse il Festival di Sanremo del lontano non mi ricordo.
    Propongo di mandarne un cd a Obama, e di farlo cantare nelle scuole (italiane)dopo l’Inno di Mameli, anche per introdurre una prospettiva storica che non guasta mai.

  8. mi pare si trovi intorno al 60esimo posto nella classifica mondiale dei 500 migliori album redatta dalla rivista Rolling stone.

    anche a me piacciono molto gli U2 (non tutto, certo), ma questa è davvero una pessima argomentazione. le classifiche di rolling stones sarebbero utili per valutare la musica tanto quanto lo sono i premi oscar per la cinematografia mondiale…
    Volare dei Gypsy Kings non si può vedere XD

  9. :)
    @marchese
    cui segue un’altra argomentazione, anzi l’unica argomentazione, di fatto:
    “Si tratta di un LP innovativo per gli U2, che introducono – con risultati eccellenti – una svolta elettronica al loro lavoro. Non dimentichiamo tra i brani dell’album “until the end of the world”, pezzo portante per la colonna sonora del film omonimo di Wim Wenders dello stesso anno, ’91.”
    sulle classifiche, peraltro, non può che trovarmi d’accordo.

    @Buffagni: lei è anni luce “avanti tutta”.

  10. a nc.
    In quell’ “avanti tutta” ci dev’essere uno scherzo, ma per mia ignoranza non l’ho capito…

  11. Premesso che ovviamente ciascuno è libero di amare o detestare qualunque cosa, anche gli U2, senza doversi per forza spiegare o giustificare, ecco tre rilievi nel merito del’argomentazione di nc – solo per giocare, e solo dal mio personalissimo punto di vista:

    – Achtung Baby è un disco “grandissimo” perché “innovativo”. A parte il fatto che naturalmente la novità di un’opera non è di per sé un parametro di bellezza, e tantomeno lo è la presenza di una “svolta elettronica” (se mai ci fosse), Achtung baby resta comunque un disco derivativo ed epigonale come tutti i dischi degli U2. Sempre perennemente al rimorchio di qualcosa orecchiato altrove, realizzato prima e meglio. Il fatto che in Achtung baby ci siano due suoni elettronici in croce non significa nulla, gli U2 in sostanza fanno la stessa roba da sempre e il problema non è che sia sempre la stessa ma che sia sempre melensa, retorica e piatta.

    – Achtung Baby fornisce il “pezzo portante” al film di Wenders del ’91. E’ uno dei film più brutti di Wenders. Forse il più brutto. Vero è che Wenders e gli U2 si somigliano (e chi si somiglia si piglia).

    – Rolling Stone. Una delle riviste meno autorevoli (diciamo così) nel campo dell’informazione sulla cultura pop. Del resto, chi sono i critici musicali? “Persone che non sanno scrivere che intervistano persone che non sanno parlare per un pubblico che non sa leggere” (F. Zappa).

    ps
    @Vincenzo Cucinotta. “Un’oasi d’orrore in un deserto di noia” (Ch. Baudelaire).

  12. Simonetti, più che un gioco sembra un vomito, ma va da sé che anche il lunedì può avere le sue noie da colmare.
    un caro saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *