Convegno annuale dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura

Pisa, 13-15 dicembre 2012

Per notizie, informazioni, aggiornamenti vedi anche la pagina facebook Figure del desiderio.

 «Ma con queste non ti direi la vera essenza della città: perché mentre la descrizione di Anastasia non fa che risvegliare i desideri uno per volta per obbligarti a soffocarli, a chi si trova un mattino in mezzo ad Anastasia i desideri si risvegliano tutti insieme e ti circondano. La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte, e poiché essa gode tutto quello che tu non godi, a te non resta che abitare questo desiderio ed esserne contento. Tale potere, che ora dicono maligno, ora benigno, ha Anastasia, città ingannatrice: se per otto ore al giorno tu lavori come tagliatore d’agate onici crisopazi, la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia mentre non ne sei che lo schiavo».

Italo Calvino, Le città invisibili

“Desiderio” è parola fondamentale nella letteratura, nella riflessione estetica e filosofica e, ovviamente, nella psicoanalisi. Eppure la condizione contemporanea secondo molti è caratterizzata proprio dall’estinzione del desiderio. Quanto più la società occidentale sembra mettere a disposizione di tutti possibilità illimitate di godimento, tanto più l’essenza stessa del desiderio (tensione destinata a non risolversi mai, confronto ineludibile con il limite e con la legge) rischia di smarrirsi, confondendosi con un edonismo vuoto, ferocemente e inutilmente compulsivo: «la parola desiderio contiene in sé lo scandalo di una insoddisfazione perennemente rinnovata; non ha nulla a che vedere con il godimento autistico. Il godimento che non dissipa la vita ma la rende vivibile è il godimento che conosce il limite […] Non si può avere tutto, godere di tutto, sapere tutto, essere tutto. Senza questo desiderio esiste solo consumo freddo senza soddisfazione reale» (Massimo Recalcati).

Alla luce di una simile riflessione ci è sembrato quasi doveroso, dopo esserci dedicati alla Legge, proporre il Desiderio come tema del Convegno annuale dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura. Si tratta senza dubbio di una sfida per eccesso, dal momento che dire desiderio e dire letteratura è quasi la stessa cosa. La letteratura nasce dal desiderio: di ascoltare la storia, di vivere altre vite, di inventare e abitare altri mondi possibili. Non a caso uno dei personaggi più affascinanti della letteratura universale è Sharazade, che trasforma il racconto (e il desiderio di ascoltare il racconto) in principio di vita e strumento di salvezza, inaugurando un meccanismo testuale d’imperitura fortuna, dalla novellistica antica al romanzo d’appendice, per finire a Borges e Calvino. La letteratura è desiderio in quanto parla di desideri e di personaggi desideranti (come pure naturalmente del venir meno del desiderio, ad esempio nell’invecchiamento) – che poi l’oggetto agognato sia il piacere sensuale, l’amore, la conoscenza, il potere, la ricchezza, l’ascesa sociale, l’assoluto, poco importa; la trama stessa è – secondo il critico Peter Brooks – una macchinazione del desiderio, messa in moto dal desiderio attivo dell’eroe e che si sviluppa seguendo le sue mosse e macchinazioni per rimuovere gli ostacoli frapposti alla sua realizzazione. Ancora più a fondo, la letteratura può essere considerata una grandiosa formazione di compromesso, volta a esprimere tutta l’intensità dei desideri più reconditi disinnescandone però la carica autisticamente distruttiva: è questa la grande lezione di un maestro scomparso di recente, Francesco Orlando, al quale questo convegno è dedicato.

Comitato scientifico:

Massimo Fusillo, Chiara Lombardi, Clotilde Bertoni, Mario Domenichelli,

Marina Giaveri, Gian Piero Piretto, Marina Polacco, Arrigo Stara, Sergio Zatti, Stefano Brugnolo.

Coordinamento organizzativo:

Marina Polacco: marina.polacco {at} virgilio(.)it

Sezione I. Coordinamento: Clotilde Bertoni e Chiara Lombardi

Retoriche del desiderio: dire l’indicibile

Formazione di compromesso, campo di forze divergenti e oppositive, la creazione artistica dà spazio a tutti i vari orientamenti del desiderio (erotico, di potere, di morte, dell’alterità, spontaneo, mediato, rimosso), e anche al suo indebolimento, al suo naufragio in una disponibilità indifferenziata o nell’abbandono all’immediatezza del presente, attraverso molteplici soluzioni formali e compositive.

Alla luce di riferimenti che vanno da Freud a Lacan – e richiamandosi agli approcci critici di taglio psicoanalitico proposti da Lavagetto, Orlando, Paduano – la sezione si propone di indagare le manifestazioni nell’arte di vocazioni “indicibili” perché incompatibili con l’ordine vigente, o perché intrinsecamente in conflitto con ogni ordine concettuale, con particolare riferimento: al linguaggio figurale, veicolo di pulsioni e passioni represse bandite dalle leggi morali, dalla normativa sociale, e dalle convenzionali forme di comunicazione (a seconda dei casi inconsce, consce ma non accettate, accettate ma non autorizzate); alle smagliature degli intrecci e alle incoerenze e contraddizioni dei discorsi, che in molti testi aprono indizi su tensioni latenti, potenziali o soffocate, comunque alternative a quelle dominanti; ai significati impliciti che corrodono o ribaltano quelli messi in evidenza.

Si potranno prendere in considerazione filoni e logiche diversi: i conflitti tra morale esplicita e sensi sottaciuti (affidati alle strategie retoriche o alle istanze dell’immedesimazione e delle emozioni) nei generi tradizionali, ancora vincolati a una concezione dell’arte morale e precettistica, come la novellistica o la tragedia; le interferenze e le dissonanze tra punti di vista e livelli espressivi differenti nel romanzo e nel dramma moderno; la complessità del rapporto tra i piani verbali, visivi, musicali, nell’opera lirica, nel cinema, nelle messinscene teatrali.

Sezione II. Coordinamento: Mario Domenichelli, Maria Teresa Giaveri, Alberto Destro

Desiderio come tema

Desiderio, a partire dal suo etimo latino (de-siderare) indica la mancanza e la separazione che segna in due miti chiave del tema nel Simposio platonico: gli androgini della storia raccontata da Aristofane, gli esseri perfetti divisi in due dall’invidia degli dei e che dunque cercano di ritrovare ciò che gli manca per ricostituire l’unità, la perfezione perduta, e Amore e Psyche nella favola di Diotima, ancora una storia di perdita dalla quale si origina un movimento di tensione, e di perpetua ricerca del perduto, e della perduta bellezza. In entrambi i casi si tratta di miti di destino che segnano con forza l’intero percorso della letteratura occidentale come percorso del desiderio con una insanabile frattura, e una duplicità. Tensione verso il futuro, e verso il passato al tempo stesso “mixing memory and desire” (T.S. Eliot), il desiderio è mancanza di ciò che è stato, privazione, e tensione della volizione verso l’acquisto e il possesso. Il desiderio è affascinato dal vuoto, dallo spazio vuoto in cui si articola la sua traiettoria fatale, e fatata come spesso capita nelle storie coloniali (Conrad, Heart of Darkness), ma anche in quel vero e proprio paradigma del Moderno che è Le Voyage di Baudelaire. Desiderio e volontà, desiderio e necessità, desiderio e bisogno sono alcuni dei rapporti concettuali attraverso cui si definisce ciò che il desiderio è, come nostalgia e brama, anelito verso il futuro e ritorno, voglia di mutamento e di un’altra vita, e però anche desiderio di stabilità e di preservazione. Il desiderio è certamente legato a Eros, e alla gioia, alla jouissance, o meglio alla tensione verso la stessa, poiché spesso il desiderio articola il suo percorso attraverso feticci, sostituzioni di ciò che sempre manca e che, nella mancanza, sublima la pulsione come capita nell’amar da lontano della filosofia d’amore provenzale, o nella poesia stilnovista, così come nella storia di Tristano e Isotta e della fortuna di quella storia non solo nell’Ottocento. Ma il desiderio è anche desiderio di fama, gloria, di immortalità, di conoscenza, di potere, di ricchezza, di promozione sociale. Esso si distingue dal bisogno che tace una volta soddisfatto mentre la traiettoria del desiderio non ha fine. Il desiderio è rivoluzionario e si perde nell’utopia, è conservatore e ritorna indefinitamente a un mondo sempre perduto, è tensione verso l’alto (lo Streben del Faust goethiano), e dunque via all’ascesi del santo, ma nel desiderio senza nome mai placato e confuso col bisogno si perde il libertino. Il desiderio è ciò che Lacan chiamava la volizione dell’inconscio, ed è anche, dunque, lo strumento del manifestarsi del Wille schopenhaueriano, è il Désir mimetique di René Girard, è la richiesta di utopia di cui parla Jameson, il desiderio, e la necessità di controllo sullo stesso, è ciò che spesso articola il romanzo di formazione. Il desiderio appartiene interamente al corpo (certo la macchina desiderante di cui dicono Deleuze e Guattari ne l’Anti-Œdipe) eppure lo trascende. Il desiderio infine è l’attrazione del vuoto, la pulsione all’esplorazione e alla conquista, si compone di nostalgia e anelito al tempo stesso, è brama di nuovo, e ritorno al perduto nella spinta verso il vuoto, la beatitudine e l’orrore.

Sezione III. Coordinamento: Massimo Fusillo e Gian Piero Piretto

Dinamiche della seduzione: modelli, immagini, feticci

Proprio perché intrinsecamente inappagabile e infinito, il desiderio viene continuamente alimentato da innumerevoli meccanismi retorici. Se la teoria di René Girard ci ha insegnato che è sempre triangolare, ed è determinato da modelli esterni o interiorizzati, la cultura contemporanea ci mostra in modo lampante il ruolo fondamentale che l’immagine gioca nella sua costruzione culturale. Tutto ciò ci porta inevitabilmente a parlare di una forma peculiare di mediazione, il feticcio, che oggi non può più essere considerato un semplice sostituto simbolico di una pienezza perduta, ma diventa un meccanismo creativo con cui si elabora il desiderio, proiettandolo verso il mondo inanimato delle cose.

Attenzione sarà dedicata anche alle teorie dello sguardo (Gaze Theory), femminile, maschile, queer, matrixial, imperiale, post-coloniale ecc., come veicolo del desiderio e medium per la seduzione. Sguardo umano, meccanico, elettronico, cyber e le relazioni di potere che conseguono alla pratica di esplicitare il desiderio (o respingerlo, assecondarlo, stimolarlo ecc.) investendo nel gioco visivo di occhiate condivise, rubate, ricusate.

Questo seminario esplorerà dunque l’intersezione fra desiderio e seduzione, un tema quest’ultimo che ha ispirato innumerevoli riflessioni filosofiche e teoriche, e che intenderemo come una strategia retorica con cui si fa esplodere il represso, scardinando la fissità dei ruoli sociali e sessuali. Si potranno accogliere quindi, oltre a lavori tematici su questi nuclei fondamentali, contributi che facciano interagire la letteratura con le mille forme della cultura visuale (cinema, pubblicità, moda), e con le molteplici espressioni della vita materiale e quotidiana.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

GIOVEDI’ 13 DICEMBRE

SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA

SALA AZZURRA

GIOVEDI’ MATTINA

9.30 apertura e saluti:

MARIA LUISA CHIOFALO, Assessore Comune di Pisa

LINA BOLZONI, Scuola Normale Superiore

10.00 GUIDO PADUANO, La passione della vendetta

10.35 pausa

10.50- 13.00 interventi

Sezione I Retoriche del desiderio

I. Teorie e deviazioni

Federico Bertoni, Sull’utilità e il danno della letteratura per la vita

Marco Gatto, Per una politica del limite sotto il tardo capitalismo. Letteratura, riconoscimento e desiderio politico

Giuliana Ferreccio, L’indicibile del nonsense

Christine Borg Farrugia, Il desiderio del bambino per il genitore: accenni al complesso d’Edipo e d’Elettra nella letteratura italiana del secondo Ottocento

Sara Culeddu, Relazione tra uomo e animale, dinamiche del desiderio e metamorfosi

Claudio Tarditi, Desiderio, seduzione, antropologia satanica: René Girard interprete di Dostoevskij

Francesco Giusti, Il soggetto poetico e l’impossibile sublimazione del desiderio

Luigi Marfé, Desiderio come deriva: Loti, Aziyadé, Barthes

Carlo Tirinanzi De Medici, Il desiderio del mondo. Mediazioni, compromessi e rappresentazioni della realtà nel romanzo contemporaneo

GIOVEDI’ POMERIGGIO

14.45 respondent: STEFANO BRUGNOLO

15.10 RAFFAELE PINTO, La teoria letteraria di Freud

15.45- 17.15 interventi

Sezione II. Desiderio come tema.

I. Da Saffo a Bella di New Moon: rappresentazioni del desiderio.

Gloria Larini, Da Saffo a Bella di New Moon: quando l’amore impossibile diventa un grande salto.

Irene Bagni, Tra Tasso e Milton: la retorica del desiderio nella caduta di Lucifero

Corrado Confalonieri, Maschera platonica e smascheramento di Platone. Una contro-lettura dell’Allegoria del poema di Tasso

Carmen Gallo, Triangolazioni religiose del desiderio in Donne, Herbert, e Crashaw

Stefano Morabito, La morte tragica del pittore Polidoro reinterpretata letterariamente come dramma del desiderio frustrato: da Vasari ai romantici siciliani alla Spagna italofila di Josè Cervino

Tiziana Ingravallo, Elegia e desiderio in ‘The Story of Orpheus and Eurydice’ di William Morris

Giulia Scuro, Violetta allo specchio: l’immagine riflessa del desiderio ne “La Traviata”

pausa

17.30-18.40 interventi

Bartolo Anglani, Gli occhi del diavolo. La conoscenza in Poe tra visione e cecità

Enza Dammiano, “L’amico in Russia” come proiezione del desiderio nel racconto Das Urteil di Franz Kafka

Beatrice Laghezza, Il desiderio è tutto. Voglie, fantasie e ossessioni di collezionisti e antiquari

Stefania La Vaccara, Rifrazioni del desiderio nel mito dell’androgino: il Martyre de Saint Sébastien di D’Annunzio

Emanuela Piga, Sogno, desiderio e memoria: Fugitive Pieces di Anne Michaels

Maiko Favaro, Saba, Penna e i “tanto attesi canti della maternità”

Federica Ivaldi, Figure del desiderio e della rimozione nel ‘Conformista’ di Bertolucci

18.40: respondent ARRIGO STARA

19.00 PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA “ARABESCHI” (Stefania Rimini e Maria Rizzarelli) E DEGLI ATTI DEL CONVEGNO TRIESTINO (Sergia Adamo)

19.30 ASSEMBLEA

VENERDI’ 14 DICEMBRE

AULA MAGNA UNIVERSITA’ DI PISA

VENERDI’ MATTINA

9.00 Mauro Tulli, Dipartimento di Letteratura Filologia e Linguistica

9.15: SERGIO ZATTI, Achille e Shahrazàd: retoriche del desiderio narrativo

9.50 – 11.10 interventi

Sezione II. Desiderio come tema.

II. Trame del desiderio (in prosa e in versi)

Rosalba Galvagno, Il desiderio stellare del Principe di Salina

Daniela Brogi, Dalla parte di Amalia. Italo Svevo, Senilità (1898)

Marta Materni, Menzogna e sortilegio della “malattia”: “perversioni” del desiderio femminile da Elisa a Elsa

Giulia Zanfabro, Desideri, fallimenti, resistenze: figure femminili in J.M. Coetzee

Sabrina Antonella Abeni, Ridefinire il desiderio femminile: “The Bloody Chamber” di Angela Carter

Alessandra Diazzi, Il Nom-du-Père: percorsi del desiderio ne ‘L’uomo che guarda’

pausa

11.30- 12.30 interventi

Giuseppe Sangirardi, Vergogna e desiderio : lettura della “Signorina Felicita” di Gozzano

Ilaria Puggioni, Il desiderio che fonda la Nazione: memorie narranti di Patrie immaginarie

Maria Elisabetta Nieddu, Città e desiderio. Le Carillonneur di Georges Rodenbach

Giovanni Pietro Vitali, La Resistenza di Milton e Johnny tra desiderio e realtà

Gloria Maria Ghioni, L’uno nell’altra, fusi, trasfusi, trasumanati: il desiderio rinfocolato dalla parola in Patrizia Valduga

 12.30 respondent PIERLUIGI PELLINI

Discussione a seguire

VENERDI’ POMERIGGIO

15.00 NADIA FUSINI, Lady Medea: desiderio di donna

 15.35- 16.50 interventi

Sezione I. Retoriche del desiderio.

II. Matrici, trasformazioni, dissolvenze

Paola Cosentino, Il personaggio di Giuditta e la sua fortuna

Giulia Murgia, Rappresentare il desiderio: la statua di Isotta nel Medioevo italiano

Ida Campeggiani, Desiderare la morte-della-morte: Michelangelo (madrigale 118), Shakespeare (sonetto 146) e Donne (sonetto sacro X)

Toni Veneri, Il sogno eretico di Casanova

Elisabetta Fava, Dissoluzioni e dissolutezze: forme del desiderio all’ombra della crisi tonale

Novella Primo, «Quel desiderio ardentissimo di tradurre». Lo Streben della traduzione tra Leopardi e Bonnefoy

Martina Mazzetti, La retorica ‘disturbata’: “Fabrizio Lupo” di Carlo Coccioli

pausa

17.15-18.30 interventi

Sezione III. Dinamiche della seduzione.

I. Desideri ‘impuri’

Chiara Lombardi, Metamorfosi figura del desiderio impuro. “Venus and Adonis” tra Shakespeare e Malosti

Attilio Scuderi, Desiderio, seduzione, violenza: “Wrestling with Proteus”

Silvia Nugara, Donne e poissons-chats: un desiderio senza nome nell’opera di Monique Lange

Francesca Valentini, Il desiderio omosessuale: José Lezama Lima, Pier Paolo Pasolini, Reinaldo Arenas

Stefania Rimini, Fantasmi di seduzione e oggetti-feticcio in “Poulet aux prunes” di Marjane Satrapi

Floriana Di Ruzza, Il cibo come forma e figura del desiderio. Rappresentazioni in Pasolini, Gadda, Calvino

Cristina Acucella, L’immagine onirica come ‘feticcio’ dell’Eros. Uno sguardo sulla lirica del Rinascimento, tra Italia e Spagna

Antonia La Torre, “Tertium dabatur / e sarebbe stato vivere / sfiorandoci”. L’incontro e il desiderio da Dostoevskij a Michele Mari.

18.30: respondent TIZIANA DE ROGATIS

Discussione a seguire

VENERDI’ SERA

INCONTRO CON MASSIMO RECALCATI (Intervista: DANIELE BALICCO)

Trascendenza del desiderio

SABATO 15 DICEMBRE

SCUOLA NORMALE SUPERIORE

SALA AZZURRA

SABATO MATTINA

9.00 FRANCESCO GHELLI, Che uno scandalo estetico-morale può stare a posto di uno erotico: letteratura, pubblicità e ritorno del represso

9.35 – 11.00 interventi

Sezione III. Dinamiche della seduzione.

II. “Quegli oscuri oggetti del desiderio”: feticci, burattini, proiezioni

Ornella Tajani, Il desiderio Kitsch: i troppi paradisi di Walter Siti

Luca Cristiano, La tirannia delle condizioni iniziali

Valentino Baldi, I nipoti di Serafino: nuovi disagi degli uomini senza desiderio

Michela Mancini, Riproduzione di corpi

Massimo Scotti, Vorrei sapere chi sono: Strategie di individuazione del Sé attraverso i feticci

Dario Tomasello, La pellicola del desiderio fanciullo. Per una breve campionatura della ninfa contemporanea

Carolina Pernigo, Angelica, la forma del desiderio nel XX secolo

pausa

11.30- 12.45 interventi

Mirko Lino, Cinema narrativo e cinema pornografico. Sguardi del desiderio e corpi desiderati al di là dello schermo

Irina Marchesini, Architetture del desiderio nel cinema di Ivan Aleksandrovic Pyr’ev

Paolo Lago, La seduzione dell’Altro: dinamiche del desiderio in Nostalghia di Andrej Tarkovskij

Andrea Lena Corridore, «Great stuff but rather unprintable in its most funny part». Sergej Ejzenštejn e il desiderio di «sprofondare nel ventre materno»

Claudio Panella, Quegli oggetti oscuri: proiezioni e burattini del desiderio tra letteratura e cinema

Giuseppe Mussi, Desiderio e seduzione in Il demone meschino di Fëdor Sologub: feticci, simboli e allegorie

Sabrina Martina, Il desiderio delle piante, oltre la psicologia delle passioni

12.45: respondent MASSIMO FUSILLO

Discussione a seguire

SABATO POMERIGGIO

15.00 GIANLUIGI SIMONETTI, Trasgressioni di massa. Cosa e come desidera la narrativa italiana degli anni zero

15.35– 17.00 interventi

Sezione I. Retoriche del desiderio.

III. Percorsi novecenteschi

Saverio Vita, Letteratura e desiderio in Giuseppe Berto: le riemersioni oniriche dell’indicibile

Arianna Marelli, La «volontà discenditiva» di Giorgio Manganelli: il desiderio di morte in “Hilarotragoedia”

Nicola Ribatti, Il ‘ritorno del represso’: immagine e trauma nella prosa di W.G. Sebald

Orsetta Innocenti , “Don’t Look Back”. Stephen King e il desiderio di trama tra It e 22/11/63.

Beatrice Seligardi, Feticismo e ironia dell’ékphrasis pornografica nel racconto “Lichen” di Alice Munro

Sezione II. Desiderio come tema.

III. Desiderio, etica, utopia

Manfredi Bernardini, Riconciliazioni tra desiderio e utopia: “The Cure at Troy” di Seamus Heaney

Stefania Acciaioli, Dagli abissi notturni dell’Io alla polifonia dell’esistenza: il viaggio nell’inconscio e la messa in scena del desiderio nell’opera di E.T.A. Hoffmann e W. Beckford

Emanuele Zinato, Etica e desiderio: “Il responsabile delle risorse umane” di Abram Yehoshua

Elvira Godono, “The Ground Beneath Her Feet”: Calvino e Rushdie nelle «città del desiderio»

pausa

17.30: tavola rotonda: Trionfo o crisi del desiderio nella società contemporanea?

(presiede ALBERTO CASADEI)

REMO CESERANI – GUIDO MAZZONI – SIMONA MICALI – DANIELE GIGLIOLI

Conclusione dei lavori

[Immagine: David LaChapelle, Seismic Shift (gm)].

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