Favola del morire

di Giulio Mozzi [Oggi esce la raccolta di racconti Favole del morire di Giulio Mozzi, con postafzione di Lorenzo Marchese, Laurana 2015, pp. 155, euro 14. Ringraziamo l’autore e l’editore per la pubblicazione di questo estratto]. Del colui non sappiamo niente: quindi immaginiamo. Non si disperde, va in un qualche

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Luce di sera

di Walter Siti [Esce oggi, pubblicato da Donzelli, Nell'occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all'immagine, a cura di Clotilde Bertoni, Massimo Fusillo e Gianluigi Simonetti, con postfazione di Stefano Chiodi. A ventitré fra narratori, poeti, registi teatrali e cinematografici è stato chiesto di scegliere un'immagine e di descriverla, o

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L’età dell’estremismo

di Alessandra Sarchi [Questo articolo è uscito su «Alias – il manifesto»] Sono quarantonove i saggi che compongono l’ultimo libro di Marco Belpoliti, L’età dell’estremismo (Guanda, 2014) con una introduzione dell’autore e una ricca nota bibliografica finale a corredo di ciascuno saggio. Il nucleo di partenza, costituito dai saggi presenti

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L’amore normale

di Alessandra Sarchi [Pubblichiamo alcune pagine di L’amore normale di Alessandra Sarchi, pubblicato da Einaudi la settimana scorsa. il romanzo è costituito da un alternarsi di voci che prendono la parola in prima persona. A parlare è qui Giovanna, la più anziana del gruppo].  Giovanna “Venni per dividere un uomo

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Ars est celare artem

di Alessandra Sarchi [Questo articolo è apparso su «Alias»] Uno dei capisaldi della cultura letteraria e figurativa occidentale vuole che l’arte sia veramente riuscita quando non si vede, quando è talmente dissimulata da produrre un’impressione di disinvoltura, spontaneità, grazia, facilità, assenza di fatica e di studio. Risultati che sappiamo essere

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I racconti del corpo

di Alessandra Sarchi [Questo articolo è uscito su «Alias/il manifesto»] Nel secondo libro di Gargantua e Pantagruel Thaumasté, un dotto inglese, sfida pubblicamente Pantagruel sui massimi quesiti della filosofia. Thaumasté ha però in mente un dibattito particolare: «voglio disputare soltanto per segni, senza parole, perché sono argomenti così ardui che

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