La Roma di Émile Zola

di Clotilde Bertoni «Tante pagine […] quante basterebbero in tempi ordinari a costruire tre romanzi ordinari»: è quanto afferma un Ugo Ojetti ironicamente atterrito nella sua recensione a Rome, l’opera di Zola sulla nostra capitale, concepita nel 1894 e nel 1895-96 uscita a puntate parallelamente in Francia sul “Journal” e

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Montale non era sentimentale

di Gilda Policastro [Questo articolo è già uscito sul supplemento "la Lettura" del "Corriere della Sera"]. Per chi scrive oggi il critico? A chi sono diretti i suoi affondi, le sue analisi, le sue discettazioni? E, quando queste ultime si presentino come suggestioni, impressioni, divagazioni, quale può esserne la destinazione

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Sfida al trauma

di Clotilde Bertoni Dire che un saggio è insieme agguerrito e brillante, agile e densissimo, potrà far cadere le braccia, ma tant’è: in omaggio al luogo comune secondo cui i luoghi comuni tornano sempre utili, sono queste le formule più adatte per mettere a fuoco il rilievo del libro appena

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