Quattro poesie da “Con fatica dire fame”
di Giovanni Turra superfici Non c’è sguardo che fissi la mia nuca ma un’altra nuca ancora, seduti come siamo, lo sconosciuto e io, dentro il gazebo che fa vela a Treviso, in Piazza Pola. Impareremo a decifrare, immobili entrambi e premurosi, l’orografia dei corpi, le superfici vaste, le nostre schiene
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