Maria Grazia Calandrone, l’ultrasuono che muove le stelle
di Andrea Cortellessa Nella gabbia di metallo e plastica, nella prigione di cemento e pioggia di un ingorgo metropolitano, sono concentrico ostaggio di pensieri oziosi, e dunque osceni. Finché dalla vecchia radio, per caso, dilaga una voce. Non capisco nemmeno una parola, fra quelle pronunciate dalla donna; eppure questa
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