Il Premio Letterario Nazionale “Paolo Volponi“, giunto all’VIII Edizione (qui il programma integrale), quest’anno celebra e ricorda anche Luigi Di Ruscio, morto a Oslo lo scorso 23 febbraio. In occasione della consegna dell’intero archivio dello scrittore alla città di Fermo da parte del figlio Adrian, l’opera e la figura di Di Ruscio saranno al centro di un Convegno di studi e di altre iniziative, come la presentazione della nuova edizione di Palmiro (Ediesse 2011), curata da Massimo Raffaeli, e del libro postumo Memorie immaginarie e ultime volontà (SenzaPatria 2011). Ecco il programma dettagliato della giornata dedicata a Di Ruscio (sabato 19 novembre).

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Sabato 19 Novembre – Fermo, Sala dei Ritratti

Non possiamo abituarci a morire. La scrittura di Luigi Di Ruscio (Fermo 1930-Oslo 2011)

ore 9,00 – Il figlio Adrian Di Ruscio consegna al Sindaco di Fermo Nella Brambatti e all’Assessore alla Cultura della Provincia di Fermo Giuseppe Buondonno l’Archivio personale dello scrittore.

ore 10,00 – Convegno di studi con Andrea Cortellessa, Emanuele Zinato, Gilda Policastro, Andrea Cavalletti, Enrico Capodaglio, Massimo Gezzi. Coordina Massimo Raffaeli.

ore 18,00 – Proiezione del documentario Oslo, agosto 2010 di Alessandro Ansuini e Marika Bortolami, alla presenza degli autori.

Ore 18,30 – Presentazione della ristampa del romanzo Palmiro (Ediesse) e di Memorie immaginarie e ultime volontà (SenzaPatria Editore). Partecipano Massimo Raffaeli (critico letterario), Tarcisio Tarquini (Presidente Ediesse) e Carlo Cannella (editore di SenzaPatria). Ermanno Pacini legge Luigi Di Ruscio.

7 thoughts on ““Non possiamo abituarci a morire”. La scrittura di Luigi Di Ruscio

  1. Sono molto contenta per Luigi. Trovo che in “Cristi polverizzati” (ma non solo) abbia coniato un sorprendente stile “massimalista”, capace con furia centripeta inaspettata di afferrare tutto ciò che trova sulla sua strada: eventi quotidiani, aneddoti personali, brani di storia, vicende planetarie, riflessioni, versi di poeti, e di rilanciare il tutto al lettore in qualcosa di simile a un vero e proprio vortice verbale (o in una danza).

  2. Oggi scopro che Luigi Di Ruscio se n’è andato a febbraio…
    se n’è andato un grande poeta,
    un POETA OPERAIO…
    una diamante raro,
    in una realtà fatta di vanity books e poetimercanti.
    vorrei che nelle antologie scolastiche del prossimo anno ci siano le sue intense poesie.
    nel suo canto le parole s’avvitano strette alle cose, come quei grossi bulloni che seducono giro a giro lunghe viti…. viti e bulloni che Luigi conosceva bene…

  3. è un vero peccato non poter essere presente, un poeta umano, precedente, una miniera di tradizione

  4. mi piange il cuore non esserci, a volte il destino ti riserva delle coincidenze incredibili…
    (trooverò il modo e il tempo di ricordarlo in pubblico…)
    roberto ceccarini

    (qui per chi vuole c’è una cronaca di una sua performance…)

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