di Russell Edson (trad. di Bernardo Pacini)

 

[Tradotto pochissimo in Italia, il poeta americano Russell Edson (1935-2014) è considerato il padrino della poesia in prosa statunitense. Figlio di un famoso disegnatore di fumetti, Edson è rimasto per molto tempo ai margini della scena letteraria, finché Charles Simic – grande poeta statunitense di origini serbe e suo amico – non ha contributo a diffonderne in modo più ampio l’opera grazie a generose menzioni in saggi e recensioni. Edson ha affermato che, se i tuoi testi d’invenzione di stampo fortemente surreale e favolistico hanno avuto un qualche valore letterario, è stato per motivi assolutamente accidentali.

I testi qui selezionati sono stati pubblicati la prima volta nei volumi The Very Thing That Happens (1964) e What a Man Can See (1969)].

 

IL RACCOGLITORE DI LEGNA

 

Un vecchio entrò dentro una zuppa e agitò un cucchiaio di legno contro il cielo.
Non appena ebbe finito, salì nella sua stanza al piano di sopra e morì.
Quando sua moglie tornò a casa disse, smettila di essere morto, non c’è motivo di farlo.
Lui scese dal letto. Quindi sei morto? disse lei. Non ho pazienza oggi – esci a raccogliere la legna per la cucina.
Lui crollò sul pavimento. Vai, almeno puoi raccogliere un po’ di legna. Calciò il corpo verso le scale e oltre il bordo, e il cadavere cadde al piano terra. Ora raccogli la legna, gridò.
Il cadavere si trascinò fuori dalla porta. Vecchio malvagio, diceva tra sé e sé, è morto proprio quando doveva andare a raccogliere la legna.
Il cadavere del vecchio cercava di tagliare la legna. L’ascia continuava a sfuggirgli di mano. Il cadavere s’era amputato una gamba dal ginocchio in giù.
Il cadavere entra in cucina saltellando su una gamba sola, portando con sé l’altra. Oh, hai tagliato la gamba del mio vecchio, urlò lei. Ed era così infuriata che raccolse l’ascia e cominciò a fare a pezzi il corpo – Ti tagli la gamba per smettere di lavorare, vero? – Muori proprio quando ho bisogno che tu mi porti la legna, vero?…
Il vecchio, affacciato a una nuvola, guardava la vecchia fare a pezzi il suo corpo – Dacci dentro, cara, dagliele anche per me…
Quando la vecchia ebbe finito, raccolse i pezzi e li buttò nella zuppa – E ora muori pure quanto ti pare – E dimmi che non puoi raccogliere la legna…

 

THE FETCHER OF WOOD

 

An old man got into a soup pot and shook a wooden spoon at the sky.
When he had finished he went upstairs to his room and died.
When his wife came home she said, stop being dead, there is no reason for it.
He got out of bed. So you’re dead, what of it? she said. I have no patience with you today — Go fetch wood for the stove.
He collapsed onto the floor. Oh, go along with you, you can at least fetch some wood. She kicked the corpse to the stairs and over the edge, and it fell to the first floor. Now, fetch wood, she screamed.
The corpse dragged itself out of the door. Spiteful old man, she said to herself, died just to get out of fetching wood.
The old man’s cadaver was trying to chop wood. The ax kept slipping out of its hands. The cadaver had cut off one of its legs below the knee.
Now the cadaver came hopping on one leg into the kitchen, carrying its leg. Oh, you’ve cut my old man’s leg off, she screamed. And she was so angry that she fetched the ax and began to chop up the corpse — Chop your leg off to get out of work, will you? — Die when I need you to bring the wood in, will you? . . .
The old man, leaning over a cloud, watched the old woman chopping up his corpse — Give it hell, baby, give it one for me …
When the old woman had finished, she gathered up the pieces and put them into a soup pot — Now die to your heart’s content — And tell me you can’t fetch wood . . .

 

*

 

LA DEFINIZIONE

 

Si mette il suicidio dentro l’orecchio sinistro fingendo che sia cerume. Sua madre dice, quello è il proiettile con cui ti sei sparato.

È così che sono morto? disse.

È iniziato così il funerale, come una festa di fiori; tuo padre mi chiese di sposarlo e dopo essermi fatta desiderare come per darmi un tono, accettai. Noi due, tuo padre e io, eravamo tanto uniti che ci trovammo confusi in tre. Io dissi, cos’è successo? Tuo padre disse, è successo quel che è successo. E sei successo tu. Tuttavia, per un certo periodo, non riuscivamo a dire chi fosse chi. Tuo padre diceva, chi sono io? E io dicevo: io sono te? E lui diceva, se tu sei me allora io sono il piccolino e il piccolino sei tu. E dopo essermi fatta desiderare accettai di essere chiunque; dissi, qualcuno sta attraversando la casa, potrei essere io quello che attraversa la casa? …e così via. Finché non scoprimmo di avere delle ombre. Così al mattino potevamo stare più vicini e lasciare che il sole ci proiettasse sul muro. Decidemmo che il più grande dei tre era il padre, il secondo più grande la madre, e che il piccolino sarebbe stato il terzo, che era il modo in cui ti si chiamava dal momento che non sapevamo chi fossi… Potevi essere un dio del bosco o lo spirito della casa… così facendo, abbiamo lasciato che ti definissi da solo.

E il mio suicidio?

Vedi, è un altro modo di chiamare ciò che è accaduto quando non stavo guardando.

E la mia morte?…

Come una festa di fiori … si faceva desiderare, come per darsi un tono…

 

 

THE DEFINITION

 

He that puts suicide into his left ear pretends it is wax. His mother says, but it’s a bullet which you have shot yourself with.

Is that how I died? he said.

That’s when the funeral began, it was like a flower festival; your father asked me to marry him, and with much declining as to appear of greater value I agreed. Of the two of us, your father and I, so overlapping we blurred into three. I said, how is this? Your father said, this is this. And this was you. But for a time we could not tell who any of us were. Your father said, who am I? And I said, am I you? And he said, if you are me then I am the small one there and the small one is you. And after much declining I agreed to be anyone; I said, someone is passing the house, shall I be someone passing the house? . . . and so forth. Until we discovered that we had shadows; so that in the morning we would assemble and let the sun stencil us on the wall: The largest of the three we allowed would be the father, the next largest, the mother, and the smallest, the third one, which you were called as we did not know who you were . . . And that you might be a wood god or the spirit of the house . . . So that we allowed you to define yourself.

But of my suicide? . . .

But you see that is another definition of the first turning which was turned when I wasn’t looking . . .

And of my death? . . .

As a festival of flowers . . . declining as to appear of greater value . . .

 

*

 

UN BAMBINO CHE ESCE DAL DIDIETRO DI UNA MUCCA

 

Una porta potrebbe voler sgusciare via dai cardini…

Non arriva nessuno, disse una vecchia dalla cima di un albero, osservando la porta con un binocolo. Una porta è la differenza tra il dentro e il fuori.

Una mucca sta mangiando un bambino. No, un bambino sta passando dietro a una mucca.

Qualcuno può vedere. Qualcuno osserva. Ma nessuno può vedere cosa c’è dietro la porta.

Io credo che una mucca stia mangiando un bambino. No, un bambino sta passando dietro una mucca.

E se, una volta di là dalla porta, rimanesse soltanto l’urgenza di usare ancora la porta?

Il binocolo mi dà forse il diritto di sapere qualcosa?

Se fossi una porta vorrei sgusciare via dai cardini, e lasciare che la stanza si riempia con tutto ciò che viene da fuori.

Quella mucca sta mangiando il bambino?

Ora vedo che il bambino esce dal didietro della mucca.

 

 

A CHILD WALKING OUT OF A COW’S BEHIND

 

A door would wish to swing out upon its hinges . . .

But no one comes, said an old woman looking at a door with binoculars from a tree. A door is the difference between in and out.

A cow is eating a child. No, a child is passing behind a cow.

One can see. One looks. Yet one cannot see what is behind the door.

I believe a cow is eating a child. No, a child is passing behind a cow.

What if once on the other side of the door there remains only the urgency to use the door again?

Do my binoculars entitle me to know something?

Were I a door I would wish to swing out upon my hinges, and allow my room to fill with what has come from the outside.

Is that cow eating a child?

Now I see a child walking out of a cow’s behind.

 

*

 

UN UOMO CHE SCRIVE

 

 

Un uomo scrisse testa sulla testa, mano su ogni mano e piede su ogni piede.

Suo padre gli disse, fermo fermo fermo, perché la ridondanza è come avere due figli, che poi è come avere due figli di troppo, anzi, è come dire che già uno è di troppo.

 

 

L’uomo disse, posso scrivere padre sul padre?

Sì, disse il padre, perché il padre è stanco di sopportare tutto da solo.

 

 

La madre disse, Io me ne vado se viene tutta questa gente a cena.

Ma l’uomo scrisse cena su tutta la cena.

 

 

Quando finì la cena il padre disse al figlio, scriverai rutto sul mio rutto?

 

 

L’uomo disse, scriverò Dio vi benedica su Dio.

 

 

A MAN WHO WRITES

 

 

A man had written head on his forehead, and hand on each hand, and foot on each foot.

His father said, stop stop stop, because the redundancy is like having two sons, which is two sons too many, as in the first instance which is one son too many.

 

The man said, may I write father on father?

Yes, said father, because one father is tired of bearing it all alone.

 

Mother said, I’m leaving if all these people come to dinner.

But the man wrote dinner all over the dinner.

 

When dinner was over father said to his son, will you write belch on my belch?

 

The man said, I will write God bless everyone on God.

 

*

 

IL SIGNOR ESSERE

 

La testa del signor Essere era fatta di legno. Era diventato simile a un uomo con una gamba di legno. A quel punto la testa era un accessorio.

 

Un giorno se ne accorse mentre provava a pensare alla madre. Un giorno provava a pensare alla madre e si accorse che la testa era diventata di legno. Provò a pensare alla madre ma la testa era diventata davvero di legno.

 

Si mise dei cappelli in testa. Se ne mise uno a tesa larga e uno con la visiera. Si mise il centrino di pizzo di zia Mill in testa.

 

Non poteva più pensare.

 

Disse, ho smesso coi pensieri.

 

Non ho più pensieri, pensò.

 

Gli crescevano sulla testa sgradevoli cespugli che potava, come la siepe intorno alla casa della madre.

Il signor Essere andò nel bosco per pensare alla propria testa di legno.

 

Nel bosco è dove si può pensare bene, perché si è più vicini alla natura e per questo si può pensare meglio.

 

 

MR IS

 

Mr Is’ head was made of wood. He had become like a man with a wooden leg. His head was now auxiliary.

 

One day he noticed this as he was trying to think of mother. One day he was trying to think of mother and he noticed that his head had become wood. He tried to think of mother but his head had became quite wooden.

 

He put hats on his head. He put a homburg on the head. He put a peaked cap on it. He put Aunt Mill’s lace doily on it.

 

He could not think anymore.

 

He said, I am done with thought.

 

He thought, I have no thoughts.

 

Unlovely bushes of hair grew out of the head which he kept cropped like the hedge around mother’s house.

 

Mr Is went into the woods to think about his wooden head.

 

In the woods is where you think good because it is getting close to nature and therefore you can think better.

 

 

[Immagine: Particolare della copertina di The Very Thing That Happens (1964)].

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