SEMINARIO ANNUALE DI POESIA CONTEMPORANEA

IV EDIZIONE – 10-11 NOVEMBRE 2022

Università degli Studi di Perugia
Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature
e Civiltà Antiche e Moderne

                                                    CALL FOR PAPERS

Nelle premesse all’antologia Il pubblico della poesia, pubblicata da Alfonso Berardinelli e Franco Cordelli nel 1975, viene messa in evidenza la condizione “decentrata” della poesia degli anni Settanta. Questa condizione non riguarda soltanto le poetiche degli autori e delle autrici, che adottano una postura e uno stile rivoluzionari rispetto a un contesto istituzionale o codificato. Si incomincia a considerare improduttivo un approccio critico che segue le nozioni di letteratura canoniche già formalizzate. Il decentramento investe anche il “fare poesia”: la definizione ontologica e fenomenologica della poesia in quanto tale. L’antologia rileva che si sono trasformate «quelle strutture ideologiche di legittimazione, codificazione, interpretazione e costruzione (da cui fra l’altro una difficoltà-impossibilità della critica militante) che in passato presiedevano all’inquadramento categoriale di una totalità e di un sistema di opere e che ne fondavano i moduli di interazione» (Introduzione a Il pubblico della poesia, Roma, Castelvecchi, 2004², p. 25).

La quarta edizione del Seminario Annuale di Poesia Contemporanea sarà dedicata al problema degli apparati di legittimazione, che determinano i modi in cui si compone un libro di poesia e come esso viene riconosciuto in un genere letterario e in un contesto di diffusione, di ricezione e di mercato.

 

A partire dagli anni Settanta vengono problematizzati vari aspetti che connotano la legittimità e la circolazione della poesia fino al presente. Tra di essi: 1) le caratteristiche tematiche e formali in base alle quali si può affermare che un testo si identifica o meno con una poesia e un libro con una raccolta poetica; 2) l’equilibrio valutativo fra gli elementi teorici e quelli stilistici che permettono di riconoscere l’appartenenza di un testo a un genere e a un contesto, oppure una maggiore influenza di uno sguardo rispetto all’altro; 3) l’influenza dei legami tra singoli autori e tra gruppi/riviste, ma anche tra critici e autori nel trasmettere le opere al pubblico; 4) la condivisione di punti di vista fra la critica e il pubblico per l’interpretazione dei testi, oppure un loro porsi antitetico; 5) il ruolo della critica militante, dell’editoria, delle riviste e del giornalismo culturale rispetto alla definizione di un libro di poesia come oggetto letterario e/o prodotto editoriale; 6) il riferimento a una tradizione letteraria che fornisce modelli di riconoscimento rispetto a un canone, e dunque la possibilità di istituire traiettorie che prospettano l’ampliamento di quest’ultimo, ma anche la rilevanza di approcci extra-letterari (filosofico, storico, politico, artistico ecc.) che portano ad una ridefinizione del letterario e ad un mutamento profondo nel concepire la poesia in quanto genere e la raccolta poetica in quanto libro.

Da questi esempi si può intuire che una riflessione sugli apparati di legittimazione non si limita alla sociologia, ma suggerisce anche approcci innovativi rispetto al modo in cui viene considerata la letteratura, tanto dal punto di vista pragmatico quanto da quello teoretico. Attraverso una messa a fuoco di tali apparati, la letteratura risulta, da un lato, senz’altro integrata a processi sociologici e editoriali, che sono legati a fattori storici e per i quali l’approccio storiografico è una chiave interpretativa decisiva. Dall’altro lato, essa apparirà una complessa risultante di aspetti teoretico-conoscitivi ed estetico-stilistici, dal cui rapporto emerge una frastagliata trasformazione del campo letterario, del suo immaginario e della sua funzione formativa, ma anche delle variabili di lettura che tale trasformazione offre alla nostra ricerca.

Se gli anni Settanta sono il momento in cui inizia il processo di cambiamento degli apparati di legittimazione per i libri di poesia, il sistema scolastico e accademico e i meccanismi dell’industria culturale mantengono una struttura relativamente impostata almeno fino alla fine del secolo scorso. Al contrario, l’ambito massmediatico stravolge i gusti del pubblico e il suo modo di avvicinare la letteratura. Il lavoro editoriale sulle collane e le politiche culturali indirizzate alla formazione iniziano a mutare in modo massiccio a partire dagli inizi del Duemila. Rispetto a queste considerazioni, il Seminario si dedicherà non solo alle origini “storiche” del cambiamento degli apparati di legittimazione, ma soprattutto all’ultimo ventennio, che è il periodo meno studiato e in cui sono avvenuti mutamenti significativi nella critica, nell’editoria e nella ricezione.

Quali sono i connotati che, dopo il Sessantotto, definiscono se un libro si identifica con il genere poesia? Si sono mantenuti nel tempo? E quali sono quelli che ci portano a chiamare oggi un libro una raccolta poetica? Considerando il periodo degli anni Settanta e l’arco cronologico che va dal Duemila al presente come principali focus storiografici, il Seminario accoglierà interventi che affronteranno la questione proposta secondo due macro-argomenti:

  1. La testualità – Con “testualità” intendiamo l’insieme delle caratteristiche che determinano la fisionomia propria dei testi di poesia, sulle quali gli apparati di legittimazione esercitano un’influenza cruciale, che invita anche a rileggere alla luce del contesto storico contemporaneo gli approcci prima di tutto formali alla testualità come quello di Gérard Genette in Soglie. In particolare, ci si concentrerà sulla funzione della critica, quindi sui riferimenti a genealogie critiche e teoriche che possono determinare la riconoscibilità dei testi poetici – come accade in operazioni antologiche o in manifesti/dichiarazioni di poetica. Verranno anche tenuti in considerazione gli aspetti riferiti al significato e allo statuto di un genere letterario, all’influenza che i linguaggi extra-letterari hanno sul testo, nonché al ruolo della forma e dello stile per la definizione e il riconoscimento della poesia da parte degli autori, dei critici e del pubblico;

2. Le collane di poesia – Le collane di poesia vengono considerate progetti editoriali che esprimono idee di poetica ed eventuali politiche culturali, ma anche “luoghi” fisici con specifici aspetti materiali, grafici e tipografici. Si prenderanno in esame i modi in cui gli apparati di legittimazione interagiscono con il lavoro editoriale per le scelte degli autori e quelle estetiche che riguardano l’oggetto-libro, per le attività di diffusione sul mercato editoriale e sui canali di comunicazione mediatici, dalla stampa a internet. Le collane, in quanto laboratori di editing e tipografici, rappresentano anelli di congiunzione tra i processi editoriali e la storia della letteratura. Alcune operazioni editoriali hanno un fine commerciale e non culturale, mentre alcuni progetti con politiche culturali organiche possono risultare carenti dal punto di vista della sensibilità estetica o del gusto. Si guarderà a come le collane abbiano influito nel determinare la riconoscibilità di un libro in quanto genere poesia. Si presterà attenzione anche all’attività e all’influenza delle collane nate nei tempi recenti rispetto a quelle storiche e ai rapporti tra le nuove collane e il mercato.

Il Seminario prevede due sessioni di 4/5 relazioni ognuna, per un totale di 8/9 interventi di 30 minuti ciascuno. Una terza sessione ospiterà 10 poster, in cui gli studiosi presenteranno – col supporto di elementi grafici e visivi – un breve intervento di 10 minuti. Tutti gli interventi saranno selezionati fra le proposte inviate tramite questa call for papers o direttamente sollecitate dagli organizzatori. Le relazioni saranno oggetto di discussione: per questo, chiederemo ai relatori di inviare un estratto articolato, se non definitivo, del loro intervento, che possa essere condiviso fra i relatori stessi e chi parteciperà alla discussione con congruo anticipo rispetto alle giornate di studi. Gli atti del Seminario verranno pubblicati nel 2023 in una rivista del settore, a cura degli organizzatori.

Chi fosse interessato a partecipare può inviare un riassunto (abstract di circa 300 parole), accompagnandolo con una nota bio-bibliografica separata (massimo 150 parole) a:

 

seminariopoesiacontemporanea@gmail.com, entro e non oltre il 2 SETTEMBRE 2022.

L’esito della valutazione delle proposte verrà comunicato entro il 15 SETTEMBRE 2022.

Comitato scientifico: Maria Borio, Lorenzo Cardilli, Stefano Ghidinelli, Stefano Giovannuzzi, Paolo Giovannetti, Sabrina Stroppa.

in collaborazione con

Università IULM – Milano
Università degli Studi di Milano
Università per Stranieri di Perugia

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