Un’inverosimile prosa “di Montale” proveniente (come al solito) da Lugano

di Federico Condello 1. Premessa Un mini-parapiglia, piuttosto farsesco, si è scatenato a margine del mio vecchio intervento La dodicesima busta, dedicato al cosiddetto Diario postumo pseudo-montaliano (http://www.leparoleelecose.it/?p=17068). Poiché nel corso della discussione qualche anonimo lettore ha confessato di trovare nel Diario postumo «barlumi di poesia, pur rari ed opachi»

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Scrittori, popolo e massa

di Massimo Raffaeli [Questo articolo è uscito su «Alias»]. Pochi libri di critica hanno inciso così profondamente nel senso comune come Scrittori e popolo, uscito cinquant’anni fa da una piccola editrice romana, Samonà e Savelli, che allora garantiva una specie di samizdat alla sinistra extraparlamentare. Lo firmava uno studioso ancora

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Il lavoro del poeta

di Niccolò Scaffai [È uscito da poche settimane il nuovo libro di Niccolò Scaffai, Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni, Roma, Carocci. Ne pubblichiamo qui la Prefazione, con lievi integrazioni] Nell’opinione comune, e a volte anche in quella del critico, la poesia è considerata come un genere assoluto, distante

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