di Nico Bleutge (trad. di wandering translators)
[Nella collana Adamàs (La vita felice), tradotto dal collettivo wandering translators, è stato pubblicato di notte splendono le navi, il primo libro in Italia del poeta tedesco Nico Bleutge, già vincitore nel 2015 di una borsa di studio Casa Baldi dell’Accademia tedesca di Roma. Presentiamo cinque poesie e la nota al volume a cura di Tommaso Di Dio]
immergiti nel moto dell’acqua
mischiavasi una luce con la luce, tale connessione generava
un’altra luce, affinità di fuga e afferrare
un qualcosa tra gas e liquido
che arava tutto il mondo. le onde comprendono
come una petroliera che scorre sulla chiara superficie dell’acqua
pellicola si posa su pellicola, squadriglia esplorativa per raggi
stanchi e le correnti scaturiscono, bande ampie miglia
dove tutto da massa si trasforma in forza, un liscio illuminare
e a celare la sinergia di zinco e ruggine
cristalli muti e gli impulsi dal trasporto via terra
a spargere sabbia, con un suonare friabile
le rotte dei canali anticipavano le onde
veicoli leggeri a spianare la strada lungo la banchisa
ad attendere la bellezza del nuovo continente
i ricordi ruotano, piano si dilatano
come fossero linee d’aria, briozoi viventi
le migrazioni di merci di scambio andate
perdute, che succhiano la luce del giorno
e gli operai sul ponte del cargo, i gilet rosso acceso
che crescono ancora un po’ al crepuscolo
la brace sprofondava, alzava un po’ il substrato
mare sembrava terra e terra sembrava mare
che era di nuovo terra, contraccolpo, tempo. la calda deriva del golfo
gli mandava incontro acqua, superava la punta sud della groenlandia
versenk dich in die bewegung des wassers
mischte sich jenes licht mit dem licht, erzeugte ihre verbindung
ein anderes licht, verwandtschaft von flucht und begreifen
ein zwischending aus gas und flüssigkeit
das die welt umpflügte. die wellen verstehen
so wie ein tanker durch die helle wasserfläche gleitet
zellhaut legt sich über zellhaut, erkundungsgeschwader für müde
strahlen, und die ströme quellen, meilenbreite bänder
wo alles sich aus masse in kraft verwandelt, glattes leuchten
das zusammenspiel von zink und rost verdecken
stumme kristalle, und die impulse vom landverkehr
sand streuen, mit einem mürben klingen
die kanalrouten waren den wellen voraus
leichte fahrzeuge bahnten ihnen den weg durch das packeis
wollten die schönheit des neuen kontinents abwarten
die erinnerungen drehen, dehnen sich langsam
als wären sie luftfäden, lebende moostierchen
die wanderbewegungen verloren gegangener
handelsgüter, die das licht des tages aufsaugen
und die frachtarbeiter an deck, ihre grellroten westen
die noch kurz in der dämmerung wachsen
die glut vertiefte sich, hob den erdstoff ein wenig
meer schien land und land schien meer zu sein
das wieder land war, rückstoß, zeit. die warme golfstromdrift
sandte ihr wasser herüber, lief an der südspitze grönlands vorbei
*
ora la notte è un rumore in cui gli animali spariscono
con un cuore nel mezzo, tessitura d’immaginazione
le macchine colpiscono da sotto il corpo della nave
mentre l’acqua già perde le radici
e l’aria sprofonda in niente, polvere e fiocchi e piume
ora i cristalli rimescolano il corso delle linee fra i cargo
immettono terra sui ponti dei container. ossigeno
si deposita, dove i raggi esplorano il mare glaciale
e i pesci si dissolvono in pesci, movimento
che non segue alcun sogno, visibile solo nello scomparire
e le navi vanno più veloci, con più nette oscillazioni
sulla superficie del mare come su rotaie, come a voler
spargere il tempo, con frequenza di scambio accelerata
penetrare nei palazzi, far esplodere i depositi
e sùbito, come volo di zanzare sul cespuglio
i ricordi, di un’estate chissà quando
pezzi di foschia sul fondo dell’infanzia
di un’acqua chissà quando, una coppia di bambini
taglia una mela sul balcone, mi porgono i pezzi
mentre guardo il fiume e sento i cargo, i loro
colpi. guarda come il calore si dilata, guarda come i cargo
sui ponti si portano via la radiazione
mentre io raccimolo un paio di foglie, con le mani le
richiudo e attendo il loro odore, piccole merci
succhiano la corrente, si ripiegano sotto la luce
jetzt ist die nacht ein geräusch, in dem tiere verschwinden
mit einem herzen dazwischen, gespinsten der vorstellungskraft
die maschinen schlagen von unten an die schiffskörper
während das wasser schon seine wurzeln verliert
und die luft in nichts versinkt, staub und flocken und federn
jetzt mischen die kristalle den lauf der tanklinien neu
schleusen land an die decken der container. sauerstoff
setzt sich ab, wo die strahlen das eismeer erkunden
und die fische sich in fische auflösen, eine bewegung
die keinem traum folgt, erst sichtbar wird im verschwinden
und die schiffe werden schneller, laufen deutlicher schwankend
auf der meeresoberfläche wie auf schienen, als wollten sie
die zeit streuen, mit erhöhter umschlagsfrequenz
in die gebäude dringen, die frachthallen sprengen
und sogleich wie ein flug von mücken über dem gebüsch
die erinnerungen, aus einem sommer irgendwann
stücke von dunst auf dem grund der kindheit
von einem wasser irgendwann, ein paar kinder
schneiden einen apfel auf dem balkon, reichen mir die stücke
während ich auf den fluß blicke und die frachter höre, ihr
klopfen. schau wie die wärme sich dehnt, schau wie die frachter
auf ihren decks die strahlung mitnehmen
während ich ein paar blätter aufsammle, sie mit der hand
umschließe und ihren duft abwarte, kleine waren
die strom saugen, sich unter licht zusammenfalten
*
Da scambiarsi voce (stimme tauschen)
zanzare, in vortici, sensazione per polmoni
che lentamente le attraversa. sala comandi, solo orecchio
per le venature del legno, crescere per accumuli
frangersi, nel ruotare, dissolti in polvere piatta
trasformati in spargimento e null’altro, suono, fiocchi
sognati dall’infanzia, una neve che sale
e attraversa il petto, e riempie tutti
i vasi di scintillare. laminarie, crostacei
sull’epidermide di un cargo. saperne qualcosa
in mezzo alla sabbia, mentre lui qui, davanti alla finestra,
fluttua attraverso il suo liquido e lascia indietro
motivi biancogiglio cosparsi di macchie nere
mücken, aufgewirbelt, ein gefühl für die lungen
das sie langsam durchzieht. stellwerk, nur ohr sein
für die masern im holz, an den stauungen wachsen
anbranden, im drehen, gelöst zu flachem staub
verwandelt in nichts als streuung, klang, geträumte
flocken aus der kindheit, ein schnee, der heraufsteigt
und die brust durchquert, alle gefäße
mit einem flimmern erfüllt. tangwedel, krustazeen
an der außenhaut eines tankers. was von ihm wissen
mitten im sand, während er hier, vor dem fenster
durch seine flüssigkeit schwebt und lilienweiße
von schwarzen flecken durchsprenkelte muster zurückläßt
*
Da torre di gradazione (gradierwerk)
pruno spinoso, fasci a strati, ramaglia
su cui scorre l’acqua, stillando, stillanti
gocce, un gorgoglio continuo, quasi
un picchiettio di pioviggine, oltre di-
diramazioni, acqua che sfiora
su cui si mostrano spicchi, fiocchi
salgemma di spine, crosta scoriata, noduli
che si formano, nel continuo stillare
divenire quasi saldi, quasi sfuggenti
crescere come cristalli, coralli
sensori d’insetti, ortica, su cui scorre
l’acqua e inizia a go- a sgocciolare di nuovo
su punte calcaree, quasi di gesso
onde l’acqua se- selvatica riesca
a dissolversi e attraversare l’aria
schwarzdorn, geschichtete bündel, reisig
über das wasser rinnt, im rieseln, rieselnde
tropfen, ein dauerndes plitschern, fast
knisterndes drippeln, über die zwei-
die zweige hinweg, streichendes wasser
daran sich brock-, sich flocken zeigen
dornstein, schlackige kruste, klümpchen
die sich bilden, im dauernden rieseln
fast fest, fast tastend werden
kristall-, korallenartiges wachsen
insektenfühler, nesseln, über die das wasser
rinnt und wieder zu trop-, zu tröpfeln beginnt
an kalkicht, fast gipsernen spitzen
auf dasz das wil-, das wilde wasser sich
gut lösen und die luft durchstreichen kann
*
aria di sale, respiro emesso
da cristalli, gocce minuscole, calcio, manganese
come polmoni mossi da un soffio di vento
ferreo sussurrare, un fondere, ruvido
incrostarsi di neve, di pelle faringea
affanno mosso da secrezioni
soluzione mucosa, un sale duro
che si posa, nel legarsi di rugiada
di vapore, trasformando sé stesso
svelto svanire, scorrere
no – in un costante velare, flocculare
di sostanze, che, tirando, quasi s’imbruniscono
inumidendosi sembrano sgorgare
salzluft, von kristallen durchwehte
atmung, winzige tropfen, calcium, mangan
wie von windhauch bewegte lunge
heiseres flüstern, ein tauen, auf-
rauhen von harsch, von rachenhaut
von sekreten bewegtes schnaufen
schleimige lösung, ein zähes salz
das sich anlegt, im binden von tau
von dunst, sich selber verwandelnd
schnelles schwinden, fließen
nicht, im ständigen schleiern, aus-
flocken der stoffe, die ziehen, fast einnachten
im feuchten aufzugehen scheinen
*
Nota
di Tommaso Di Dio
La poesia di Nico Bleutge – alla prima pubblicazione in Italia – è costruita attraverso un lavoro meticoloso e minimale di microscopiche tensioni: percezioni corporee, citazioni letterarie e frammenti di paesaggio sono giustapposti e connessi a residui megalitici della vita del capitalismo globale. Nei suoi versi attraversiamo un mosaico di navi, merci, personaggi dei cartoni animati, ma anche opere pittoriche e fondali oceanici, alberi, minerali: Bleutge oscilla fra quella che è stata definita una fenomenologia lirica della percezione e un’archeologia della natura, fra un paradigma catalogatorio e una dimensione puramente espressiva. Costante nella sua scrittura è la simultaneità fra mondi, fra esterno e interno, fra linguaggi tecnici e specialistici, parole della tradizione letteraria e parole del corpo e del sentire più immediato. L’intreccio di frantumi viene così a creare una Natura più grande che ricomprende macchine, economie, opere d’arte e percezioni fisiche in una totalità che, se smaterializza e dissolve i confini consueti delle nostre esperienze, ci restituisce una realtà aumentata, in cui ci riscopriamo partecipi di un movimento ritmico di incessanti trasformazioni: «disegnare vie come aria nello spazio».
[Foto di Studio Yehman, licenza cizucu – https://www.cizucu.com/it/studioyehman].