di Clara Allasia, Donato Pirovano, Lorenzo Resio, Erminio Risso e Chiara Tavella
[E’ appena uscito il volume Edoardo Sanguineti nella città «cruciverba», a cura di Clara Allasia, Donato Pirovano, Lorenzo Resio, Erminio Risso e Chiara Tavella, “Sinestesie”, 2025. Presentiamo un estratto della prefazione].
Il «giuoco» della città «cruciverba»
Al centro il volto di Edoardo Sanguineti, ironicamente inserito in una copertina della «Settimana Enigmistica», mentre in alto a sinistra Angelus Novus di Paul Klee, l’angelo della storia, ci ricorda le pagine che gli dedicò Walter Benjamin nella sua nona Tesi di filosofia della storia, e fissa il suo sguardo misterioso sulla Mole Antonelliana. Un filo spinato – allusivo all’incipit di Purgatorio de l’inferno 1 che Sanguineti dedicò al figlio primogenito di poco più di quattro anni[1] – e i geroglifici del Museo Egizio si propongono come «immagini dialettiche» e ribadiscono la loro autenticità ricordandoci che, è ancora Benjamin a sostenerlo, «il luogo, in cui le si incontra, è il linguaggio».[2] Così Federico Sanguineti ci propone, in copertina, in una sorta di rebus esclusivamente visivo e concettuale, il rapporto del padre Edoardo con la lessicografia e l’enigmistica ancorandolo saldamente alla sua opera saggistica e artistica, aperta a ogni contributo del reale. Infatti uno degli esiti naturali della passione lessicografica di Sanguineti è l’enigmistica, perché le «parole crociate (non “incrociate”, si badi), mirabile composizione di nudi reperti da dizionario e da enciclopedia», sono naturalmente legate alla pratica lessicografica dal momento che si basano su «formulazioni argute e giocose delle definizioni, benché presto logorate da una fatale stereotipia».[3]
Chi si accinge a risolvere un cruciverba può adottare due strategie: seguire ordinatamente la numerazione delle definizioni, iniziando dalla prima orizzontale fino all’ultima verticale, oppure procedere in modo casuale, riempiendo le caselle a partire dagli incroci tra le parole già individuate. Qualunque sia la strategia adottata, il giocatore dovrà fare affidamento su un ampio patrimonio di conoscenze, che gli consenta di spaziare tra discipline diverse: dalla lingua e letteratura, italiana e straniera, alla storia, alle arti e alle scienze, insomma, tra le «varie realtà del mondo», di cui le parole – fu lo stesso Sanguineti a ribadirlo in più di un’occasione – restituiscono l’«immagine»,[4] «forse in specchio e in enigma, forse in idea e in essenza».[5]
Tale intersezione ha ispirato la progettazione, da un’idea di Clara Allasia e Donato Pirovano, della rassegna Edoardo Sanguineti nella città «cruciverba»[6] che, attraverso cinque giornate di studi e l’omonima mostra documentaria (preceduta e seguita da due mostre d’arte),[7] di cui in questi due tomi si pubblicano rispettivamente gli Atti e il Catalogo, ha tentato di esplorare la figura del «cruciverbale» e «scarabeico» poeta e critico non solo «uomo di lettere» ma anche «uomo del bricolage con gli elementa, alle prese proprio, e sempre, con quel giuoco elementare per cui gli elementa letterali sono assunti come elementa mundi».[8]
La città in cui ambientare questa proposta non poteva che essere Torino, che lo stesso Sanguineti descrisse, sovrapponendo questa immagine a quella dell’impianto romano del castrum, come un «cruciverba», «con tutte le caselle bene a posto, secondo uno schema assolutamente geometrico, e con tutte le definizioni a posto».[9] L’autore ben sapeva che la città, con la sua dimensione metropolitana, rappresenta un elemento fondante della modernità, addirittura «è un’invenzione borghese»:[10] essa segna la nascita della massa e, con essa, della produzione di massa. Per orientarsi tra i suoi intricati percorsi, ciò che ci viene spontaneo immaginare è una mappa. Ma perché sia davvero utile, questa mappa deve essere fatta di lettere, caselle e numeri – diventando, in un certo senso, un cruciverba, soprattutto quando la città ci è ancora estranea, quando non abbiamo ancora attraversato i suoi spazi.
Mettere in relazione il linguaggio e l’urbanistica ci offre allora uno strumento per conoscere il corpo umano attraverso il paesaggio metropolitano in cui esso abita: un luogo in cui produzione e feticismo delle merci, memoria intrisa di sacralità secolarizzata, comportamenti quotidiani ed esperienza vissuta si intrecciano e si imprimono nei corpi. Quando Sanguineti propone queste riflessioni su Torino, ha certamente in mente, ancora, Benjamin e i suoi studi sul Baudelaire calato nel contesto della Parigi del XIX secolo.[11]
Note
[1] E. Sanguineti, Segnalibro. Poesie 1951-1981, con prefazione di E. Risso, Feltrinelli, Milano 2021, p. 71.
[2] W. Benjamin, Angelus novus. Saggi e frammenti, a cura di R. Solmi, con un saggio di F. Desideri, Einaudi, Torino 2014, p. 80.
[3] E. Sanguineti, Tremila cruciverba da salvare, in «l’Unità», 23 settembre 1987, cfr. Catalogo; Biografia e infra, l’appendice all’articolo di V. Corosaniti alle pp. 300-302.
[4] E. Sanguineti, Memorie di un lessicomane, in «l’Unità», 8 aprile 2004.
[5] Id., Il complesso di Cratilo, in Id., La missione del critico, Marietti, Genova 1987, p. 225.
[6] L’Accademia delle Scienze di Torino ha ospitato, il 27 novembre 2023, la conferenza inaugurale del ciclo. Pochi giorni dopo, il 12 dicembre, è stata inaugurata la mostra presso la Sala Ipogea dell’Archivio di Stato di Torino-Sezioni Riunite. Sempre all’Archivio di Stato, ma nella Sezione Corte, il 29 gennaio 2024 si è svolto l’incontro dedicato alle Parole dell’ecfrasi. Già l’11 dicembre 2023, nel suggestivo scenario di Infini.to-Planetario di Torino, le Parole delle stelle avevano trovato la loro collocazione ideale. Le Parole della scienza sono state invece al centro dell’incontro del 19 febbraio 2024, tenutosi nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi. Il ciclo si è concluso il 7 marzo, alla Cavallerizza Reale, con un incontro dedicato al rapporto tra letteratura, arti e intermedialità.
[7] Edoardo Sanguineti. Il volto del poeta (Galleria d’Arte Moderna e contemporanea di Torino, 7 dicembre 2022-19 febbraio 2023) e Da Baj a Ziveri. Gli artisti della collezione Sanguineti, in programma al Palazzone di Biella dal 12 giugno 2024 al 7 gennaio 2025. Il catalogo della prima è a cura di C. Allasia e F. Sanguineti per i tipi di Silvana Editoriale.
[8] E. Sanguineti, Il complesso di Cratilo cit., p. 225.
[9] Id., Genova per me, Guida, Napoli 2004.
[10] Id., Lo scrittore nella città, in La città. Proiezioni e scritture, a cura di G. Cascone, Grafio Laboratorio di scrittura 1995-1996, Giunti, Firenze 1997, p. 55; per una analisi di queste riflessioni vedere E. Risso, Edoardo Sanguineti alla Comune di Berlino. Il mezzo violento della poesia, dalla guerra fredda agli anni duemila, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2023, pp. 15-27.
[11] Su questi argomenti, vedere almeno W. Benjamin, Angelus Novus. Saggi e frammenti, traduzione e introduzione di R. Solmi, Einaudi, Torino 1962, pp. 89-160 (corrispondono a queste pagine Di alcuni motivi in Baudelaire, Parco Centrale e Parigi. La Capitale del XIX secolo) e W. Benjamin, Parigi, Capitale del XIX secolo, a cura di R. Tiedemann, Einaudi, Torino 1986 (Opere di Walter Benjamin / edizione italiana a cura di Giorgio Agamben), dove si può partire proprio dai passages per affrontare il mondo della metropoli.
È proprio del testo enigmistico celare un sottotesto, con la sua unica, alternativa chiave di lettura; quante ne avrà il testo poetico ? infinite, risponde Sanguineti, che in questo solo pare distinguere la poesia dall’enigma.
Egli compose e raccolse versi sotto forma di rebus descritti, intrigato da incastri e manipolazioni verbali sino ai suoi elementi costitutivi, all’insegna del lusus…che fosse alla ricerca, novello Lullo, di sorprendenti quanto epifanici significati nascosti affioranti come per incanto da quelli apparenti ?