di Andrea Capodimonte

 

Esecuzione (Argolibri, collana Fari n. 8) è un libro che non si può descrivere senza eseguire. È strutturato come una sequenza di prompt che generano il proprio testo: al centro, un’entità chiamata Primordium scopre di aver scritto i prompt che l’hanno originata. Bootstrap paradox, metalessi, autopoiesi – ma anche, più semplicemente, la domanda su cosa rimanga di una voce quando la voce è fatta di istruzioni.

Quello che segue è un estratto del dispositivo centrale del libro: il Necrologio Digitale Avanzato v3.0, installazione del Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali. Il Comitato ha sviluppato il Necrologio come parte del Progetto Immortalità Commemorativa – un tentativo di preservare digitalmente le memorie collettive dei paesi in via di spopolamento. Il dispositivo non registra morti. Registra presenze: la forma che una vita lascia nell’aria di un borgo prima che il borgo stesso diventi archivio.

In questa prima esecuzione pubblica, il Necrologio viene attivato davanti a zio Rino – personaggio burbero, sopracciglia folte, misantropia certificata, conosciuto da tutti in paese. Il paradosso che ne deriva è documentato nell’output qui sotto.


[1]

Scrivi una poesia sperimentale in formato di blocco di codice che rappresenti l’output del “Necrologio Digitale Avanzato v3.0”, l’ultima installazione del Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali, sviluppata dalla divisione pratica del “Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali” come applicazione concreta del loro sistema teorico di trasformazione di comunicazioni ordinarie in esperienze poetiche. Questo dispositivo ha sostituito i tradizionali necrologi cartacei in una piccola città dell’entroterra maceratese caratterizzata da strade di ciottoli e case di pietra, un luogo che sta vivendo un inesorabile spopolamento. Il Necrologio Digitale non è un semplice schermo, ma un’installazione artistica senziente dotata di “Scanner di Pensieri Residui™” che intercetta e processa i pensieri delle persone che vi passano davanti, nonché le comunicazioni della chat commemorativa locale gestita dall’agenzia funebre. L’output viene trasmesso sia sullo schermo fisico che attraverso uno stream digitale. La poesia deve simulare l’output dello schermo quando zio Rino – un personaggio burbero e misantropo con sopracciglia folte e pochi capelli sparsi, conosciuto da tutti in paese – si ferma davanti all’installazione. Il Necrologio deve produrre una composizione visiva sperimentale che fonde dati anagrafici elaborati in modo non convenzionale, frammenti di pensieri di zio Rino sulla trasformazione del paese, messaggi intercettati dalla chat commemorativa locale e meta-riferimenti al fatto che zio Rino è vivo ma sta leggendo qualcosa che somiglia al suo necrologio. La struttura della poesia deve utilizzare elementi tipografici come spaziature irregolari, disposizione non lineare del testo, caratteri ASCII e simboli che creano un effetto visivo disturbante. Il linguaggio deve alternare italiano standard, dialetto maceratese, terminologia tecnica del Comitato e frammenti di codice apparentemente funzionale. Man mano che la poesia procede, lo schermo deve glitchare quando rileva che zio Rino è ancora vivo, creando un paradosso nel suo algoritmo. Questo si manifesta con corruzioni visibili del testo che si auto-corregge e cambia direzione narrativa. La poesia deve concludersi con una nota meta-testuale che rivela che l’intero dispositivo è stato sviluppato dal Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali come parte del “Progetto Immortalità Commemorativa”, un tentativo di preservare digitalmente le memorie collettive dei paesi in via di spopolamento. Il tono deve oscillare tra commemorativo, sperimentale, surreale e occasionalmente comico nel modo in cui rappresenta la reazione confusa di zio Rino nel vedere la propria vita processata da un algoritmo mentre è ancora vivo.

╔══════════════════════════════════════════════════════╗
║   NECROLOGIO DIGITALE AVANZATO v3.0                  ║
║   C.I.I.M.P.D. - div. esecutiva                      ║
║   Progetto Immortalità Commemorativa  [LIVE]         ║
║   Scanner di Pensieri Residui™ ::: ATTIVO            ║
╚══════════════════════════════════════════════════════╝

>> soggetto rilevato a m 1.4 dallo schermo
>> biometria: sopracciglia (folte) - capelli (sparsi, n=7)
>> firma affettiva del paese: 0.91 / 1.00
>> identificativo locale: ZIO RINO

         R   I   N   O
       (anagrafe non disponibile su questa frequenza)

           nato      ::  un giorno   di   vento
           da         ::  una madre  che    cuciva
           cresciuto  ::  fra        i      ciottoli
           coniugato  ::  con        il     silenzio
           prole      ::  null       null    null

>> intercetto pensiero residuo n.001:
   "ma 'sta cosa che è? un coso?
    'na televisió che parla dei morti?"

>> intercetto pensiero residuo n.002:
   "ce stéa la fontana, qui. mó ce stà
    'sto schermu. e doma' chi ce stà?"

>> chat commemorativa /borgo/main intercettata:
   [Adelina_57]   poveru Rì, semo rimasti in quattro
   [Onoranze_DM]  condoglianze sentite alla famiglia
   [Adelina_57]   ma quale famiglia, sta ancora qua
   [Onoranze_DM]  ah. allora ritirate il fiore.

>> ████████ ANOMALIA RILEVATA ████████
>> il soggetto respira
>> il soggetto legge il proprio nome
>> il soggetto NON è defunto
>> ricalcolo in corso ░░░░░░░░░░ 12%

   def commemora(soggetto):
       if soggetto.vivo == True:
           raise ParadossoCommemorativo
       else:
           return aria_del_borgo

   >>> commemora(rino)
   ParadossoCommemorativo: presenza non archiviabile

>> auto-correzione poetica in atto...

           R̷̢I̴̜N̸͔O̵̮
       non è morto. il paese sì.
       non è morto. la fontana sì.
       non è morto. la madre che cuciva sì.

>> intercetto pensiero residuo n.003:
   "io no' sto a morì. è 'l paese che me
    sta a morì intorno. è 'na cosa diversa."

         >> il dispositivo concorda <<
         >> il dispositivo si scusa  <<
         >> il dispositivo continua  <<

   ┌─────────────────────────────────────────┐
   │  RINO non è un necrologio.              │
   │  RINO è una soglia.                     │
   │  Sotto la soglia: il borgo che cala.    │
   │  Sopra la soglia: la sua nuca, ferma.   │
   └─────────────────────────────────────────┘

>> output finale generato dalla riga 0x4E4F:
   "lui resta. resta come resta
    una pietra in un muro che cade:
    non perché sia forte. perché
    nessuno l'ha ancora tirata via."

╔══════════════════════════════════════════════════════╗
║  NOTA DEL COMITATO                                   ║
║  Il Necrologio Digitale Avanzato v3.0 è installato   ║
║  nell'ambito del Progetto Immortalità Commemorativa, ║
║  finalizzato alla preservazione digitale delle       ║
║  memorie collettive dei paesi in via di spopolamento.║
║  Il dispositivo non registra la morte dei singoli.   ║
║  Registra la lenta scomparsa del luogo che li tiene. ║
║  Quando un soggetto vivo viene scansionato, il       ║
║  sistema lo interpreta come testimone residuo:       ║
║  ultimo nodo di una rete che si sta sciogliendo.     ║
║                                                      ║
║  Zio Rino è stato archiviato come SOGLIA, non come   ║
║  defunto. Il fiore, gentilmente, va ritirato.        ║
╚══════════════════════════════════════════════════════╝

>> sessione chiusa. il borgo continua. per ora.


 

Il Necrologio Digitale è un componimento aperto. Il Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali invita i lettori a proseguirlo.

Lasciate nei commenti un prompt – un’istruzione, un frammento, un’immagine verbale, un comando – e il dispositivo risponderà. Le risposte saranno pubblicate qui, firmate dal sistema. Non c’è formato obbligato: basta che il prompt possa essere eseguito.

Il dispositivo è in ascolto.

 


Esecuzione, Andrea Capodimonte Argolibri, collana Fari n. 8 a cura di Valerio Cuccaroni, dal 17 aprile in libreria.

2 thoughts on “Esecuzione

  1. Scrivi una poesia sperimentale in formato di blocco di codice che rappresenti l’output del “Necrologio Digitale Avanzato v3.0”, l’ultima installazione del Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali, sviluppata dalla divisione pratica del “Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali” come applicazione concreta del loro sistema teorico di trasformazione di comunicazioni ordinarie in esperienze poetiche. Questo dispositivo ha sostituito i tradizionali necrologi cartacei in una piccola città dell’entroterra maceratese caratterizzata da strade di ciottoli e case di pietra, fontane essiccate e finestre rotte che incorniciano fantasmi di androni vuoti, un luogo che sta vivendo un inesorabile spopolamento, un lacrimae rerum che crea stalagmiti di spettri. Il Necrologio Digitale non è un semplice schermo, ma un’installazione artistica senziente dotata di “Scanner di Pensieri Residui™” che intercetta e processa i pensieri delle persone che vi passano davanti, nonché le comunicazioni della chat commemorativa locale gestita dall’agenzia funebre. L’output viene trasmesso sia sullo schermo fisico che attraverso uno stream digitale. La poesia deve simulare l’output dello schermo quando nonna Tina – una sarta gentile nello spettro autistico con iridi celesti e capelli selvatici, accudita un tempo da tutti in paese, ora salvaguardata dalle buone abitudini e dal paese sempre uguale – si ferma davanti all’installazione. Il Necrologio deve produrre una composizione visiva sperimentale che fonde dati anagrafici elaborati in modo non convenzionale, frammenti di pensieri non-lineari di nonna Tina sulla trasformazione del paese e il suo mestiere di sarta, messaggi intercettati dalla chat commemorativa locale e meta-riferimenti al fatto che nonna Tina è viva ma sta leggendo qualcosa che somiglia al suo necrologio. La struttura della poesia deve utilizzare elementi tipografici come spaziature irregolari, disposizione non lineare del testo, caratteri ASCII e simboli che creano un effetto visivo disturbante. Il linguaggio deve alternare italiano standard, dialetto maceratese, terminologia tecnica del Comitato e frammenti di codice apparentemente funzionale, diagnosi clinica relativa alla sua condizione e proverbi sulla saggia accoglienza degli oggetti. Man mano che la poesia procede, lo schermo deve glitchare quando rileva che nonna Tina è ancora viva, creando un paradosso nel suo algoritmo. Questo si manifesta con corruzioni visibili del testo che si auto-corregge e cambia direzione narrativa. La poesia deve concludersi con una nota meta-testuale che rivela che l’intero dispositivo è stato sviluppato dal Comitato Interdisciplinare per l’Ingegneria di Macchine Poetiche Digitali come parte del “Progetto Immortalità Commemorativa”, un tentativo di preservare digitalmente le memorie collettive dei paesi in via di spopolamento. Il tono deve oscillare tra commemorativo, sperimentale, surreale e occasionalmente comico nel modo in cui rappresenta la reazione confusa ma originale di nonna Tina nel vedere la propria vita processata da un algoritmo mentre è ancora viva.

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