[Dal 25 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012 «Le parole e le cose» osserverà una pausa natalizia. La programmazione normale riprenderà il 9 gennaio 2012. Durante la pausa, per non lasciare i nostri lettori privi di letture, pubblicheremo alcune poesie italiane tratte da libri usciti negli anni Zero. In questi quindici giorni non rinnoveremo l’immagine di copertina].
A 3 km., Gabriel
Radiosa, quest’ora,
………………………….e violenta di luce
dovresti (vorrei che tu…) vederla esplodere dall’albero
di Natale
ancora da disfare, e dallo striminzito presepe – piuttosto
la mia tristezza cresce, tristezza casalinga.
È quasi mezzanotte, anche a 3 chilometri da qui
e quest’ora no, quest’ora lo sai non è più
mite… le necessità, le cause di forza maggiore
hanno fatto andare a male il burro nel frigo, è scaduto
di qualità il mio poeta preferito e devo
stare attento al latte… le circostanze sono
fatte
così. Indecenti.
……………………..No, ti dico, è davvero questo lo scandalo
della vita: il sacrificio, la coatta fatica – eppure
tutto è come un soffio – se ti vuoi
salvare.
……………Considera la saliva
la bava del vecchio Giobbe, l’ostinato che già ci predisse,
e considera le sue grida verso Dio: consegnandoci
cosa se non la più grande speranza,
quest’impensabile diritto: disperare?
……………………………………………………L’angelo
Gabriel annunciando il Figlio dell’uomo, il bimbo (accorrete
o voi che ascoltate), l’arcangelo Gabriel splendente
…………………………..di gloria andando
per strade piazze palazzi, Gabriel
ha portato il mio saluto a 3 chilometri da qui.
………………………………….Aspetterò il sabato
pomeriggio, comprerò delle bibite:
immagina: noi colle amarene Fabbri sul gelato allo yogurt
mentre ripristiniamo scene bibliche.
Ascesi
La vita non conosco, ma come scorre,
in questi due paesi, la via, uno a valle
l’altro fin quasi sulle cave, alto. Chiusi. Qui
torno, per la mia visita
del silenzio,
come voce della natura, in questo giorno disuguale,
con un diverso peso nei pensieri
e negli atti.
Penso alla strada, che è vita, case la rasentano,
le strade del mondo. All’idea della strada.
Sotto quella curva il 13 giugno
mia nonna incinta, in fila
dalla mattina, ore lunghe, fino a sera. Per rappresaglia.
Poi luglio: Piastramarina. Lei a casa
con un figlio di pochi giorni.
……………………………………….La continuità, nonno,
è oggi che ti penso e prego. È la tua
foto che mi inchioda al desiderio
di somigliarti
mentre sono già più vecchio di te.
La strada di montagna sale poi, altre case
e curve pericolose, che ingannano
chi non le conosce, ma non me. Un sole,
quasi caldo sul mio volto, sul bosco di fronte
al cimitero, magnifica declinandosi
sui colori d’autunno. Traducevo i compiti
dal latino, a casa, a fine settembre
quando squillò il telefono.
Doveva essere una visita di controllo.
…………………………………………………….Ma il mio posto, nonno,
è ancora accanto al tuo poco parlare
di te, all’austera
tenerezza mentre guardavi un bimbo
sparire nel tuo cappello.
Tardi, nel silenzio del mondo, ascolto il treno, il fruscio
del lapis sul foglio, tenero. Non so, talvolta
salire sembra purificarsi, come perdere peso – e il cielo,
la fatica dura di creare le cave: ogni anno
voi a questo mi riportate, e dove
la strada da sempre scollina so
esserci la bottega, il tempo, il saluto della nonna.
Blessed
In quest’aria grassa, di fine
agosto,
…………le nubi lente ed il vento
calmo nel piccolo frutteto
– come ogni cosa fosse al proprio
posto – si riflettono sulle mie ansie,
sugli incidenti della vita,
e ne mutano il segno.
……………………………..Come in uno stato
di grazia, se ascolto
il monologo fra supereroi
che è il gioco di mio figlio, o, leggera,
la canzone dallo stereo,
(le prime ombre sul verde
delle foglie) desidero solo
che si espanda la stessa cura
domani e nei giorni che saranno,
nella mia insufficienza – o restare
sempre la sera fra le piante.
E cosa sia la benedizione densa
– in questo nostro cercare, fra conti e bilanci,
sollievo e consolazione – di questa
sera, altro non so se non un paesaggio
come questo che vedo,
e un vento tenue respiro
verso la morte.
[G. Del Sarto, I viali, Edizioni Atelier, Borgomanero 2003].
mi permetto di linkare per continuare a dire qualcosa sulla poetica di Gabriel: http://www.giuseppecornacchia.com/nabanassar/dandelsarto.pdf