di Emanuele Canzaniello

 

[E’ da poco uscito per peQuod In principio era la paura, di Emanuele Canzaniello. Ne proponiamo sei testi].

 

Anche dove il piacere non sa nulla del divieto che infrange, ha pur sempre origine dalla civiltà, dall’ordine stabile, onde aspira a ritornare alla natura da cui quell’ordine lo protegge. Solo là dove un sogno li riporta (…) alla preistoria senza autorità e disciplina, gli uomini provano l’incantesimo del piacere.

T. W. Adorno e M. Horkheimer, Dialettica dell’Illuminismo

 

 

Con te nel passato

Nelle buie viscere

Senza ostacolo né premura

Nelle cavità della terra

Tra le prime ossa sepolte

E le divorate,

Lungo il Paleolitico inferiore,

Buio di due milioni di anni

E giorni e soli che non tornano

E terrori della notte.

Il primate omicida è nato

E biologia e colpa si erigono

Nei templi di pietra,

Arma e cerchio del fuoco.

La civiltà è questo doppio,

Il simulacro dei tori e dei cavalli

E l’animale ucciso,

La necessaria vista del sangue

Per il primate accresciuto

Dalla conoscenza estesa.

Con te nel passato

Nelle buie viscere,

Prima che ogni muscolo ogni spasmo

Ogni piacere conoscesse l’ordine

Che ci separa e protegge.

Le mani sulla roccia sono il grido.

 

*

 

Una delle versioni

Dell’innumerevole

Enumera un’intera specie di uccelli hawaiani,

Moho è il loro nome.

A loro è toccata la fine,

L’ultimo esemplare

Ha cantato un’ultima canzone,

In un’unica notte immotivata

E da lontano e da vicino

Nessuno ha risposto

Nessun altro della specie esisteva più.

L’ultimo è scappato via,

Solo, è tornato a sentire una registrazione

Del suo canto, predisposta

Dall’ornitologia che misurava l’estinzione.

L’ultimo di un’intera specie

È morto così

In una sola notte.

L’uomo che registrava quel canto

D. Boynton

Solo morirà volando lontano da una rupe.

Di cosa moriremo tutti?

Cosa canteremo tutti?

 

*

 

Si costruisce la casa

Di rami intagliati,

La capanna fortezza

E i rami li intaglia una mano,

Come nel dipinto di Cranach

Una mano di collisioni

E di pianeti,

La mano intaglia la magia

E protegge l’antico rifugio

Dalla forza dell’astro,

Il sole padrone del cosmo,

Melancholia.

E dentro di essa c’è il sapere,

Il predisporsi alla gioia della rovina.

Il soggetto melancolico,

Chi nasconde crolli

Vive con familiarità e sollievo

La collisione che arriva,

Che si annuncia, che la guerra promette.

Dalla capanna intagliata

Ogni sera, alla luce di una candela,

Osserva le immagini dei cieli anneriti,

Della terra smossa, dei cementi resi radiografia di sé.

E quando avrà visto il busto

Viola, a terra, nel buio delle cose

Dai margini rialzati della pelle

Bruciata in un solo segno, alto

Escrescente e annerito, sulla pelle chiara,

Vorrà essere lui.

 

*

 

 

Beh, una delle canzoncine assolute è lei

Underneath a sky that’s ever falling down, down, down

Ever falling down

Penso che l’arte, e più la musica,

Non faccia che suggerire segretamente,

E sfacciatamente, che nella vita,

E nel cosmo, non si possa che cadere

Cadere

Ever falling down

Down

Down

E perdere, perdere tutto e cadere,

Questo la forma copre e sostanzia.

Underneath a sky that’s ever falling down, down, down

Ever falling down

 

*

 

Forse una mattina di sole

Mentre stendeva i panni

Con il calore sulle braccia

Tendendosi

Guardando l’aria e l’alto

E poi il basso,

L’azzurra rarità e l’atmosfera

Il persistere e lo stare

Il consistere nel respiro,

Avrà sentito avrà immaginato

Cosa sia essere rapiti

Ed essere ritrovati

A pezzi, irriconoscibili anche dal dna.

Lo pensava stendendosi al sole

E poi lo è stata, una volta,

Rapita alle 9.30 p.m. a Clapham

E ritrovata nel Kent,

A pezzi, riconoscibile certo

Dai denti.

 

 

*

 

Anche la scelta di dormire di notte

E di stare in piedi di giorno

È vecchia di 230 milioni di anni in noi.

Dai rettili l’abbiamo ereditata.

Animali a sangue freddo,

Hanno trovato l’equilibrio

Restando fermi nel buio

E muovendosi nella luce,

Prima che le prime scimmie si muovessero sotto il sole.

 

E dentro il nostro dna,

Nella sequenza di noi stessi

Si trovano incistati,

Incassati nella notte

Antiche di milioni di anni

Sequenze di virus che oggi sono là,

Fossili

Nella struttura dell’essere.

 

[Immagine: Cavalli nella grotta di Lascaux].

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