di Luca Bresciani
[Pubblichiamo una selezione di testi dalla raccolta di Luca Bresciani La stella e il taglio (con una nota di Paolo Maccari), che ha ottenuto il premio Ciampi Valigie Rosse 2025]
Il lampadario resiste
al dito che lo spegne
con una spinta analoga
a una donna che genera
e sembra di sentirle le parole
a noi inflitte per punizione
quando non le basta la mano stretta
e lo sguardo che ancora lo fissa.
*
Dormiamo sul fianco
per un bersaglio piu piccolo
davanti al volo di coltelli
nel circo grigio dei sogni
e forse non si fara stanotte
quel sinistro tra macchine
e il balzo lungo nel nulla
dopo la barriera divelta.
Lo schianto imminente
un giro nella morte
e il ritorno alla salvezza
un colpo di penombra.
*
Per indossare ai piedi
il nuovo paio di calzini
dobbiamo liberare le punte
vincendo ciò che le stringe
e nella presa dei prudenti
annuirebbero le forbici
se un sonno ancora robusto
non ci trattenesse nell’azzardo.
Così un primitivo strattone
riconsegna le dita alle ossidiane
e la felicità immaginata sulla bocca
è la nostra prima scena di caccia.
*
È questo senza dubbio
il mattino più bianco
e sul limite del dire
si ammucchiano le parole
come bestie alla porta
della propria stalla
quando vicino è il momento
del primo foraggio.
Intanto il respiro
fa galassie di fumo
e visti da un’altra Terra
noi siamo una meraviglia.
*
A volte i cacciaviti
scalciano nelle mani
a causa di un difetto
alla sagoma dell’innesto
a rammentare che la vita
e spesso un’altra figura
che ci attende nel mezzo
tra una stella e un taglio.
*
Se la polvere ci parlasse
di sé non racconterebbe niente
ma ci direbbe della smania dei ragni
e dell’infelicità dei pavimenti.
Svelerebbe l’ambizione dell’armadio
di non vivere con un fianco cieco
e la pena del chiodo nel sostenere
ciò che gli è impedito di ammirare.
Infine ci chiarirebbe la morte
dopo l’appello delle sveglie
quando dalla tenda alla trapunta
uno sciame d’oro ci circonda.