a cura di Franca Mancinelli
[Sesta puntata della rubrica Punti luce, a cura di Franca Mancinelli, che ha chiesto a scrittori e scrittrici di scegliere un’immagine o un suo dettaglio, e di raccontare, nel modo più libero e aperto, questo incontro. Le puntate precedenti sono dedicate a Fabio Pusterla con Luca Mengoni, Antonella Anedda con Sophie Calle , Gian Mario Villalta, Elisa Biagini con Graciela Sacco, Silvio Perrella].
Queste poesie di Jean Portante sono tratte dalla sequenza Vingt-cinq petits jeux de la mort, de la vie & de l’amour [Venticinque piccoli giochi della morte, della vita & dell’amore], nate dal dialogo con altrettante opere dell’artista messicano Kijano. Sono apparse in francese, con traduzione in spagnolo e in inglese nel catalogo Vivre le mourir: le plaisir de la mort et l’amour des fleurs, realizzato per l’esposizione di Kijano, che si è tenuta nel novembre 2019 presso Galerie Cathédrale di Friburgo. Ringraziamo l’autore per la traduzione in italiano realizzata per questa rubrica e Kijano per la concessione delle immagini.
Jean Portante
Venticinque piccoli giochi della morte, della vita & dell’amore
1
Il sorriso della morte
è una luna crescente
rubata dalla palla celeste
è il prezzo che paga la tentazione
tutte le cose non muoiono
quando si indossano tacchi alti.
Forse c’è un equilibrio da ristabilire
o una nuvola da spolverare.
Di notte tutti gli scheletri sono blu.
2
La bandiera bianca è issata
vieni torniamo a casa per parlare d’amore
alla morte ah la morte
sempre rinascente.
Se io fossi una candela maga
ballerei come la notte
e dal mio cappello tirerei fuori
un albero tango
tango l’uccello barca
e il pesce ombrello
tango gli amanti centauri
e i fiori libellule
dove vanno i ballerini
quando il sorriso è un frutto.

3
In questo gioco la morte
allarga le gambe
le candele giacciono a testa in giù
e bagnano le loro fiamme
nei fondi dell’alba.
Chi ha seminato mani e piedi
nell’erba nera
non si preoccupa del raccolto
una regina qui e un re là
è il momento di potare i corpi
l’accoppiamento avviene falciando.
4
La fisarmonica della morte
non ha tasti neri
nessun osso sogna l’infinito
e non dirmi
che i braccialetti d’oro
ai tuoi polsi
o gli orecchini
sono le briciole
di una ricchezza che sta svanendo.
Gli daresti tu un bicchiere d’acqua
all’amante di un giorno.
8
Come una vestale
di un paese trasparente
tre volte offri le tue foglie
ai tuoi corteggiatori
gli offri anche le tue radici
e se ne va verso est il passato
verso ovest quello che sta passando.
Perché l’amore è verde
solo dopo l’amore e prima
e come se un pittore innocente
passasse da quella parte non rimane
del sangue che una foresta di punti rossi.

9
Ora che hai messo
uno stivale rosso e l’altro è nero
come se vivere e morire
scegliessero i loro colori
un serpente fa un nodo alla tua cintola
affinché non parta
questa metà di te così vagabonda
ma se ne va.
Perché la morte lo vedi è una vita travestita
che quando dimentichi di metterti
il rossetto
accende un sigaro e ride e ride.
10
Questa volta dobbiamo andare in mare
prima di partorire
ciò che continuamente ritorna
e mai ricomincia.
È come se tu avessi delle ali
ma sono solo aquiloni.
È come se nella foresta vergine
la vegetazione fosse in fregola.
18
Fa notte nell’occhio sinistro
e nel destro il giorno
non è completamente spuntato
non è ancora l’oblio
non è già più la memoria.
Fumiamo un ultimo sigaro
prima che gli alberi evaporino
il sole questa volta
non contrarierà la luna.