di David Markson (a cura di Damiano Abeni)
[David Markson è considerato uno dei maestri della narrativa sperimentale americana. Presentiamo due brani tratti da This Is Not a Novel (2001) e Vanishing Point (2004)].
Mi accingo ora ad un esperimento alquanto frequente tra gli Autori Moderni; vale a dire, scrivere sul Nulla.
Swift
[incipit]
Scrittore è parecchio tentato di smettere di scrivere.
Scrittore è stufo morto di inventare storie.
Lord Byron è morto di febbre reumatica, o di tifo, o di uremia, o di malaria.
O è stato involontariamente assassinato dai suoi medici, che lo salassavano incessantemente.
Stephen Crane è morto di tubercolosi nel 1900. Avesse vissuto quanto si vive di solito nell’era moderna, sarebbe facilmente arrivato fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Stamattina ho fatto una passeggiata fino al luogo dove i netturbini vanno a buttare la spazzatura. Mio Dio, Che bello.
Dice una lettera di Van Gogh.
Scrittore è altrettanto stanco di inventarsi dei personaggi.
Bertold Brecht è morto di ictus. Terrorizzato dall’idea di essere sepolto vivo, aveva chiesto che dopo essere stato dichiarato legalmente morto gli venisse conficcato uno stiletto nel cuore. Un medico soddisfece la sua volontà.
Signor Coleridge, non pianga. Se l’oppio davvero le fa del bene, e lei lo deve prendere, perché non va a prenderselo?
Chiese la madre di Wilkie Collins.
William Blake viveva e si vestiva in modo inconcepibilmente sporco, e non si lavava praticamente mai.
La pelle del signor Blake non s’insozza, confermava sua moglie Catherine.
Alla loro età sapevo disegnare come Raffaello. Ma mi ci è voluta una vita per imparare a disegnare come loro.
Disse Picasso a una mostra di disegni di bambini.
Un romanzo assolutamente senza alcun indizio di storia, a Scrittore piacerebbe mettere insieme.
E senza personaggi. Neanche uno.
Il Globe Theatre è bruciato completamente il 29 giugno 1613. Qualche nuova opera teatrale di Shakespeare, non ancora pubblicata in quarto, è forse bruciata con esso?
Albert Camus, a proposito dell’occasione in cui venne presentato a William Faulkner:
Il tipo non mi ha rivolto nemmeno tre parole.
Nietzsche è morto dopo una serie di ictus. Ma la sua malattia finale, e la sua follia, era quasi sicuramente conseguenza della sifilide.
W. H. Auden una volta è stato arrestato per aver urinato in un giardino pubblico a Barcellona.
Frans Hals una volta è stato arrestato per aver picchiato la moglie.
Senza trama. Senza personaggi.
Eppure che seduce il lettore a voltare le pagine comunque.
Nessuno è rimasto ferito nel disastro del Globe Theatre. A un uomo si sono incendiati i calzoni, ma vi è documentazione scritta che le fiamme vennero estinte con un boccale di birra.
Quando Dickens ha scioccato la Londra vittoriana separandosi dalla moglie, è stato Thackeray a mettere in giro la voce che lo aveva fatto per un’attrice. Dickens gli ha tolto il saluto per anni
* * *
Punto di fuga
Ogni tanto un pittore deve distruggere la pittura. Cézanne l’ha fatto. Picasso l’ha fatto con il cubismo. Poi l’ha fatto Pollock: ha spedito all’inferno ogni nostra idea sulla pittura.
Willem de Kooning
Invecchiando non ringiovaniamo neanche un po’.
Henry Reed, Chard Whitlow
[incipit]
Autore ha finalmente cominciato a trasferire i suoi appunti in forma di manoscritto.
Un paesaggio marino di Henry Matisse una volta è stato appeso a testa in giù al Museum of Modern Art di New York – ed è stato lasciato così per un mese e mezzo.
L’ago del tachimetro dopo lo schianto che uccise Albert Camus restò bloccato su 145.
L’uomo al volante di un altro veicolo riferì che l’auto che l’aveva superato andava ancora più veloce.
Il padre di Leonardo da Vinci ebbe quattro mogli.
Nessuna delle quali era la madre di Leonardo.
Secondo un’intenzione giovanile Hector Berlioz sarebbe dovuto diventare medico.
Finché non finì a testa in giù fuori da una finestra dell’ospedale durante la sua prima autopsia.
Autore ha scribacchiato i suoi appunti su schede di sette per dodici centimetri. Ora queste schede arrivano quasi a riempire due scatole di scarpe tenute insieme per il lato più corto da del nastro adesivo.
Bertrand Russell aveva ventun anni di più di Wilfred Owen.
Ed era ancora vivo cinquantadue anni dopo che Owen era stato mitragliato a morte in Francia durante la Prima Guerra Mondiale.
Orchestra play like pig.
E’ la spiegazione che Arturo Toscanini ha fornito dopo essersi rifiutato di scusarsi con i musicisti della Metropolitan Opera che aveva coperto di insulti in italiano.
Venticinque anni dopo che lei aveva rotto la loro relazione, Charles Dickens andò ad un appuntamento con Maria Beadnell, il suo primo amore, che gli era rimasto nel cuore.
E la trovò grassa e scioccamente affettata e del tutto senza cervello.
Dalla prima nota biografica su Rembrant:
Sapeva leggere soltanto l’olandese più semplice. E con difficoltà.
Rembrandt.
Werner Heisenberg aveva trentun anni quando fu insignito del Premio Nobel.
Nove anni prima all’esame di laurea gli avevano dato il minimo dei voti.
Per sua stessa ammissione, William BUtler Yeats a ventisette anni non aveva ancora baciato una donna.
La Biblioteca Bodleiana di Oxford, a metà del diciassettesimo secolo, scambiò il suo Shakespeare “Primo Folio” con un “Terzo” – con la motivazione che quest’ultimo era più completo.
In realtà, Autore avrebbe potuto cominciare a battere a macchina alcune settimane fa. Per chissà quale motivo ha continuato a rimandare.
Karl Marx in tutta la sua vita non ha mai visto l’interno di una fabbrica.
Quando si recavano a trovare Mecenate a Roma, nei decenni precedenti l’inizio dell’era cristiana, Virgilio e Orazio potevano disporre della sua piscina riscaldata.
Quando aveva trentasette anni, a Key West, Ernest Hemingway lasciò dei brutti segni sulla faccia di Wallace Stevens in una scazzottata della quale non si sono mai chiariti i motivi.
Stevens al tempo degli eventi aveva cinquantasette anni.
Centosedicimila visitatori erano passati davanti a Le bateau, il Matisse appeso al contrario, senza alcun commento, prima che il quadro venisse riappeso dal verso giusto.
Quando aveva sette o otto anni, Sigmund Freud una volta urinò apposta sul pavimento della camera da letto dei suoi.
Aaron Copland, commentando l’ascolto della Quinta Sinfonia di Ralph Vaughan Williams:
Come starsene a guardare una mucca per tre quarti d’ora.
Mark Twain si dimenticò il nome di Becky Thatcher negli otto anni tra Tom Sawyer e Huckleberry Finn. E in quest’ultimo libro la chiamò Bessie Thatcher.
L’aneddoto in cui Thomas Hardy racconta di aver consultato un dizionario perché non era sicuro che una parola esistesse… e che aveva trovato che lui stesso era l’unica autorità citata a sostegno dell’uso di quel termine.
Rendersi conto che tutti gli amici più vicini a Byron – Shelley, ad esempio – gli si sarebbero rivolti con la formula my lord.
Corinna una volta sconfisse Pindaro cinque volte consecutive in una gara di poesia a Tebe.
Pindaro la chiamò “troia”.
Qualcuno una volta riferì che Emerson aveva criticato Swinburne.
Swinburne lo chiamò “babbuino sdentato”.
[…]
Dirigendo il Don Giovanni a Boston nel 1913, Felix Weingartner depose la bacchetta e si unì all’applauso dopo Il mio tesoro cantato da John Mc Cormack.
Uno dei motivi per il procrastinare di Autore è che gli pare di non avere molta energia negli ultimi tempi, a dire la verità.
Per il lavoro, e per quasi tutto il resto.
A settanta tre anni Charles Ives vinse il Premio Pulitzer per la sua Terza Sinfonia.
Che aveva scritto quando aveva trent’anni.
Keats. Che ad alta voce si chiedeva dove fosse seduto Shakespeare quando aveva scritto To be or not to be.
Di tanto in tanto Picasso faceva degli schizzi sulle pareti delle case che affittava. Una volta, un proprietario pretese cinquanta franchi per una nuova mano di pittura…
Lasciando al divertimento di Picasso, anni dopo, la domanda su quanto ci avesse rimesso quel tipo.
Non riesco ad ascoltare spesso la musica. Ti fa venire voglia di dire cose stupide e leziose.
Disse Lenin.
La leggenda secondo la quale, nove mesi dopo la morte, Dante apparve in sogno a uno dei figli e gli disse dove trovare gli ultimi tredici canti del Paradiso, che fino allora si riteneva non fossero stati scritti.
Erwin Panofsky era in aspettativa dall’Università di Amburgo nel 1933, e insegnava a New York, quando ricevette un telegramma che diceva che essendo ebreo era stato licenziato.
Allegato al messaggio c’era un foglietto di carta colorata: Cordiali Auguri di Buona Pasqua, Western Union.
Tolstoy a Checov:
Lo sai che non sopporto le opere teatrali di Shakespeare, ma le tue sono peggio.
Un autoritratto di Joshua Reynolds – con un busto di Michelangelo sullo sfondo.
Uno di Hogarth – con il suo cane.
La ricerca di base è quello che faccio quando non so cosa sto facendo.
Dichiarò Werner von Braun.
[Immagine: Richard Estes, Autobus (gm)].
Ricorda le Miscellanee di Ben Schott. O il diario Vitt. Mi vengono da fare gli stessi commenti che le persone di modesta cultura, quando sono di buon umore, fanno ancora oggi di fronte alla pittura astratta.