di Antonella Anedda, Elisa Biagini e Claudia Losi
[Esce in questi giorni per Edizioni Effigi Sognare più forte, un libro d’artista di Antonella Anedda, Elisa Biagini e Claudia Losi. Ne pubblichiamo un estratto, seguito dall’introduzione al volume]








Introduzione
di Elisabetta Abignente e Valentina Sturli
Questo libro nasce da molteplici incontri. Primo tra tutti quello tra mondo poetico e ricerca accademica: il testo è stato reso possibile dal finanziamento ottenuto dal progetto PRIN PNRR 2022 PANIC – Post-Apocalyptic Narratives in Italian Culture (2000-2022), gestito in collaborazione tra l’Università di Chieti-Pescara e l’Università di Napoli Federico II, ma anche e soprattutto dalla sapienza creativa delle artiste che ci hanno lavorato.
Abbiamo incontrato per la prima volta Antonella Anedda, Elisa Biagini e Claudia Losi nel corso delle attività culturali organizzate nell’ambito del progetto PANIC, incentrato sullo studio delle rappresentazioni della catastrofe – climatica, sociale, culturale, antropologica – nelle narrazioni contemporanee, ossessionate dal tema della fine dell’essere umano e del mondo per come lo conosciamo. Abbiamo cominciato a pensare insieme a loro alla possibilità di organizzare un dialogo all’Università di Chieti-Pescara, momento che si è poi effettivamente tenuto nel novembre del 2024. Al termine di quell’esperienza è nata l’idea di lasciare traccia di quei due giorni insieme con un libro che non avesse, a differenza delle altre pubblicazioni scaturite dalle ricerche connesse al progetto, un taglio prettamente accademico, ma piuttosto artistico e poetico. Un libro che potesse parlare attraverso un diverso linguaggio a un diverso e più ampio pubblico di lettrici e lettori.
Nei due giorni che Elisa, Antonella e Claudia hanno passato a Chieti, hanno potuto confrontarsi con una platea ricettiva e vivace fatta di studentesse e di studenti, di colleghe e colleghi, di promotori culturali del territorio, ma anche di persone che hanno deciso di venire ad ascoltarci. Abbiamo parlato di poesia come ossigeno, come cura attraverso la parola, come attenzione rispettosa prestata alla realtà. Come modo di articolare in maniera sintetica uno sguardo complesso sulle cose; come una delle tante possibilità di stare al mondo – in modo auspicabilmente non falso, non indegno, non anestetizzato, come ci ha ricordato Antonella Anedda. Abbiamo provato a riflettere su come gli spazi, fisici, psichici ed emotivi, possano essere abitati attraverso la parola.
In quei due giorni a Chieti pioveva molto, e alcuni imprevisti logistici hanno messo per un attimo a rischio l’incontro di Antonella, Elisa e Claudia con le studentesse e gli studenti del corso di Letterature comparate. Tutte e tutti, loro e noi, ci siamo dati da fare perché questo non avvenisse: abbiamo provato a non mancare un appuntamento importante con l’ascolto e il racconto. Alla fine, quell’incontro è comunque avvenuto – benché in modalità inattese – e ha moltiplicato il senso di comunità, di relazione, di azione creativa che abbiamo sperimentato in quei giorni.
Abbiamo funzionato, in quel momento, come un ecosistema capace di ricevere e produrre significati inattesi e sorprendenti. Per questo vogliamo ringraziare, oltre ad Antonella Anedda, Elisa Biagini e Claudia Losi, anche tutte e tutti i partecipanti agli incontri. Un grazie particolare ai membri dell’Unità di ricerca di Chieti-Pescara: Mario Cimini, Rachele Cinerari, Antonella Di Nallo – e agli amici Luigi Colagreco e Davide Savio, che ci hanno affiancate in questa inattesa e speriamo felice avventura.
Questa ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto PRIN PNRR 2022 «PANIC. Post-Apocalyptic Narratives in Italian Culture (2000-2022)», finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, Missione 4, Componente 1, n. P2022XNY2M, CUP E53D2301893, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara e Università degli Studi di Napoli Federico II.