di Ilaria de Seta
Di Borgna, le cui pubblicazioni ho conosciuto in anni recenti, mi ha subito colpito la grazia con la quale affronta i temi drammatici di cui si occupa. Un virtuoso della psichiatria che riesce a riportare la malattia mentale su un piano non “normale” ma “familiare”, ad accorciare le distanze senza sminuirne l’importanza in termini di sofferenza per i pazienti e di attenzione alla cura per i medici, implicitamente rimettendo entrambi, la coppia medico paziente, al centro e non ai margini della società.
Basaglia con il suo metodo e con la legge con cui si sono chiusi i manicomi, ossimoricamente aprendoli in modo che finisse la separazione, che ci fosse permeabilità tra quelli che erano stati segregati e tutti gli altri, ha fatto una rivoluzione. Molte strade si sono da allora aperte anche in direzioni diverse e contrastanti, a partire dai proseliti basagliani (pochi a ben vedere tra i suoi prossimi e diretti allievi) agli, talvolta non dichiarati, antibasagliani. Scongiurate, anche se non del tutto a quanto pare, le pratiche dell’elettroshock, uno dei nodi cruciali rimane ancora oggi incredibilmente quello della contezione. Chiusi i manicomi, restano i reparti di psichiatria e le procedure legali di ricovero forzato, dal tristemente noto trattamento sanitario obbligatorio, all’accertamento sanitario obbligatorio, meno violento ma che comporta comunque una privazione di libertà, con uso di sedativi e tutto quanto si è potuto leggere anche sui giornali. Colpisce che molti scrittori ne siano stati “vittime”, anche se sarebbero dovuti e potuti essere semplicemnte pazienti. Molte le voci di scrittori-pazienti psichiatrici a lanciare il grido d’allarme anche solo negli ultimissimi anni, da Mencarelli a Trevisan a Cognetti, punte “intellettuali” dell’iceberg di una società-sistema alla deriva.
Borgna nei suoi scritti porta la sua testimonianza di osservatore, che non giudica ma riflettere e cerca di capire offrendo sempre un punto di vista “gentile” sulle vicende che racconta, sui casi che descrive. In tempi di Medical Humanities e Medicina narrativa, Borgna costituisce un esempio di scrittore illuminato che non esattemente divulga ma propone al lettore “comune” argomenti spesso tabù o viceversa enfatizzati, sensazionalizzati da altri pure odierni psichiatri scrittori. Borgna non è uno scrittore come Tobino, resta medico e saggista, ma il suo stile ha qualcosa di inconfondibile e la dolcezza insita nei suoi scritti ha avvicinato e attratto i lettori come in un patto di fiducia (quello di cui hanno parlato altri medici scrittori, come lo svedese Axel Munthe e il nostrano Carlo Levi) da cui scaturisce la fedeltà, fedeltà del paziente ma anche del lettore che aspetta la prossima uscita. Piemontese di nascita, longevo, ha vissuto 96 anni, responsabile dei reparti di psichiatria a Pavia e poi a Novara, ha prodotto una quarantina di pubblicazioni in volume. Scorrere i titoli fa capire ai non addetti ai lavori il suo approccio. È un lessico che ruota attorno alle emozioni con sostantivi che creano un campo semantico unitario (mitezza, tenerezza, speranza, saggezza, armonia, solitudine, silenzio, ascolto, comunicazione, dilaogo, colloquio, dignità, fragilità, responsabilità, amicizia, cuore, volto, occhi, anima, senso, ragioni, passioni e appunto emozioni) e che evidenziano un punto di vista molto innovativo, che rifiuta ogni forma di riduzionismo biologico, in una prospettiva pluridisciplinare che mette al centro il paziente.
I temi medici affrontati nel suo vocabolario sono essenziali (follia, malinconia, schizofrenia, ansia, disagio, depressione, suicidio). Gli aggettivi pochi e ricorrenti offrono un’ulteriore indicazione di metodo (perduto, ferito, indicibile, gentile, fragile). Borgna parla di ascolto, di dialogo, di conoscenza; non nega la follia (il termine che più utilizza per designare la malattia mentale) ma la affronta con il paziente e con il lettore in modo tale da renderla più “amica” meno estranea. Il suo lavoro con le parole non è casuale; è un medico coltissimo che parla di scrittori, frequenti sono i riferimenti e le citazioni letterarie. Ha il merito, a benificio dei suoi lettori, di rendere le drammatiche questioni trattate più comprensibili e accettabili, il merito di mostrare l’esempio del rispetto nei confronti dei pazienti psichiatrici. Nel 2018 ha ricevuto l’onoreficenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Parlo in veste di editor della casa editrice che pubblica per la prima volta in inglese una trilogia composta da Speranza e disperazione, La nostalgia ferita, La follia che è anche in noi. Anche qui basta guardare il lessico dei titoli per capire l’intento dell’autore – fenomenologo, contrario a ogni forma di riduzionismo biologico dei disturbi psichiatrici, forte di esperienza clinica diretta – di rendere la follia comprensibile, accettabile, mostrandone al lettore la prossimità. Borgna mette la psichiatria in aperto dialogo con la letteratura, la filosofia le arti. L’idea di pubblicare questi suoi saggi in inglese, dovuta alla mia dipendenza di lettrice dalla prossima pubblicazione di Borgna, e dall’essermi resa conto che nella cerchia dei grandi saggi in Italia, Borgna non è stato ancora pubblicato all’estero, è stata immediatamente accolta dall’editore Einaudi e mi ha consentito anche di avere un piccolo scambio con l’autore. Lo stesso modo di esprimersi che troviamo nei suoi saggi lo ha usato con me, un affetto che traspare dalle parole, che toglie tutte le distanze e infonde un senso di benessere, sorprendendo oltremisura. Per rispetto e discrezione, ricordo solo il soggetto che ha apposto in una delle e-mail “ancora grazie senza fine”. Vorrei girargli questo ringraziamento per averci fatto con la sua saggezza e generosità un dono preziosissimo che vogliamo condividere con i lettori fuori d’Italia. I tre saggi escono nel format dei Vectors, testi brevi, meno accademici, interdisciplinari, per una divulgazione colta di contenuti innovativi e capaci di scatenare un dibattito; in questo caso la psichiatria ha molta strada da fare imparando dal magistero di Eugenio Borgna.