E’ appena uscita per Marcos y Marcos la nuova traduzione di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, a cura di Massimiliano Palmese. Proponiamo, come estratto, una delle scene più celebri della tragedia.
ATTO SECONDO
Scena II
Romeo si fa avanti
romeo
Ride delle altrui ferite
chi ancora non ne ha subite.
Giulietta appare al balcone
Attenzione!
Che luce si fa largo a quel balcone?
Quello è Levante e lì Giulietta è il sole.
Sorgi, bel sole, e spegni quella luna,
malata e pallida per la sua invidia
della sua damigella, che è più bella.
Non farle più da dama se è gelosa.
Ormai ha una veste così verde e smorta
che più nessuno la porta. Buttala.
È la mia donna quella, è lei il mio amore!
Se solo lo sapesse!
Parla e non dice niente, ma che importa?
Parlano gli occhi e io parlerò a loro.
Son proprio pazzo, non è a me che parla.
Le due stelle più chiare avevano da fare
e ai suoi occhi hanno imposto
di brillare al loro posto.
E se davvero i suoi occhi sono stelle,
e le stelle i suoi occhi?
Di tanta luce sopra le sue guance
si offenderebbe poi qualsiasi stella,
come si offende al giorno una fiammella.
Gli occhi tanto saprebbero brillare
che agli uccelli sembrerebbe giorno,
facendoli cantare.
Posa la mano sulla guancia, piano…
Ah, se io fossi un guanto a quella mano!
E quella guancia, poterla sfiorare!
giulietta Povera me…
romeo
Parla.
Oh, parla ancora, angelo luminoso,
che splendi sopra me così glorioso
come agli occhi stupiti dei mortali
apparirebbe un messo degli dèi
che cavalcasse pigre nubi lente
navigando l’azzurro, dolcemente.
giulietta
Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?
Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome.
Oppure, se non vuoi, giurami amore
e non sarò più io una Capuleti.
romeo
Ascolto ancora o le rispondo adesso?
giulietta
Il tuo nome soltanto mi è nemico.
Saresti ancora tu, se non Montecchi.
Cos’è Montecchi? Non la mano o un piede,
né braccia o faccia, né qualsiasi parte
del corpo umano. Prendi un altro nome!
Che c’è in un nome? La chiamiamo rosa,
profumerebbe con qualsiasi nome.
E se anche tu Romeo non ti chiamassi,
conserveresti la tua perfezione
senza quel nome. Lascialo, il tuo nome,
e invece di quel niente che è di te
prendi me.
romeo
Ti prendo in parola. Chiamami amore,
e io avrò battesimo di nuovo,
e d’ora in poi non sarò più Romeo.
giulietta
Chi, protetto dalla notte e dal suo nero,
viene a inciampare qui, nel mio pensiero?
romeo
Con un nome
non saprei raccontarti mai chi sono.
Il mio nome è odioso anche a me stesso
ed è perché quel nome ti è nemico.
L’avessi scritto qui, lo strapperei.
giulietta
Cento parole non hanno bevuto
dalla sua bocca questi miei orecchi,
e già ne riconoscono la voce.
Non sei Romeo, tu, non sei un Montecchi?
romeo
Nessuno dei due se ti dispiace.
giulietta
Come, e perché, sei arrivato fin qui?
Il giardino ha mura alte da scalare,
e questo posto è morte per chi sei
se ti trovasse adesso uno dei miei.
romeo
Volai con le ali lievi dell’amore,
e per l’amore non ci sono mura.
Ciò che può fare lo vuole tentare,
e i tuoi non lo potranno mai fermare.
giulietta Se ti vedessero, ti ammazzerebbero.
romeo
C’è più pericolo nei tuoi occhi
che in venti delle loro spade.
Guardami con dolcezza,
e io resisterò alla loro asprezza.
giulietta Mai per nulla vorrei che ti trovassero.
romeo
Per nascondiglio ho il manto della sera.
Ma se non mi ami, lascia che mi trovino.
Meglio morire per il loro odio
che sopravvivere senza il tuo amore.
giulietta E questo posto, come l’hai trovato?
romeo
Fu amore a indicarmi dove andare.
Io misi gli occhi, lui mise i consigli.
Non guido navi eppure, se tu fossi
l’ultima riva di un remoto mare,
andrei per mare e ti verrei a cercare.
…
Traduzione di sapore d’antan e poco coinvolgente. Rime sparse che fanno sorridere…
Dove sei Mario Praz? Come leggere Moby Dick tradotto da Pavese contro il resto del mondo.
Ma che nessuno se la prenda per cosa ho detto, è giusto che i traduttori traducano e i lettori leggano, e se vogliono commentino. Bye